logo-rete.jpg

 

Archivio Comunicati stampa

Usura, Codici: la solita politica approssimativa

Usura, Codici: la solita politica approssimativa

 Il Comune firma protocolli d’intesa senza avviare un’adeguata politica di coordinamento sul territorio


E’ stato firmato oggi il Protocollo d’intesa tra il Comune di Roma e la Federazione delle associazioni antiracket e antiusura italiane. L’obiettivo è il contrasto al racket e all’usura.
“Ancora una volta siamo di fronte ad una politica approssimativa – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – E’ apparenza e immagine allo stato puro. Il Comune firma protocolli d’intesa senza avviare una politica di coordinamento sul territorio. Quali sono i criteri che hanno determinato l’unica firmataria del protocollo? – conclude Giacomelli -  Sul territorio di Roma sono presenti le sedi di almeno 5 associazioni nazionali antiusura. Ci saremmo aspettati maggiore correttezza e sicuramente il necessario coinvolgimento utile per creare quell’attività coordinata a cui il Sindaco fa riferimento ”.

Leggi tutto...
IPABod, Codici: auguri a Robilotta

IPABod, Codici: auguri a Robilotta

 

Al nuovo Commissario dell’Ipab Sant’Alessio, Donato Robilotta, faccio i miei migliori auguri di buon lavoro. Vista la sua storia personale siamo sicuri che farà recuperare la fiducia nell'istituzione che si accinge a presiedere” dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici.

Leggi tutto...
Università, tasse regionali più care a Roma e Milano

Università, tasse regionali più care a Roma e Milano

 

Codici percorre l’italia e mette a confronto i costi delle Università più conosciute dal nord al sud.

Sono giorni caldi per gli studenti e le loro famiglie che devono eseguire l’immatricolazione o l’iscrizione all’università. Si va da una segreteria all’altra per venire a conoscenza di tutta la documentazione occorrente ai fini di tali prassi. Sicuramente un ruolo fondamentale avrà la certificazione ISEE/ISEEU: tramite la valutazione economica a seconda dell’ammontare del reddito, del patrimonio e dell’ampiezza del nucleo familiare, gli studenti potranno conoscere gli importi delle tasse che andranno a pagare. Poter studiare all’università è una spesa che non tutti posso affrontare: oltre le tasse ci sono i costi dei testi, del materiale didattico e per i fuori sede anche affitto e bollette.
L’Osservatorio prezzi Codici ha svolto un’ indagine sui costi delle più conosciute università italiane dislocate sul territorio nazionale. Dal Nord al Sud, quanto costerà l’immatricolazione o l’iscrizione?
Partiamo dalle città settentrionali con Torino: la prima rata ha un importo fisso di 313 € a cui vanno aggiunti l’ imposta di bollo sull'iscrizione, secondo la normativa vigente al momento, di  € 14,62; il  contributo per iniziative sportive  di € 12,00; la tassa regionale per il Diritto allo Studio € 125,00; la tassa per diritti SIAE € 3,00 ed in caso di immatricolazione anche la tassa aggiuntiva da versare all’Amministrazione Centrale contestualmente al pagamento della prima rata di € 103 per il primo anno dei corsi di Laurea Triennali. Il totale? Da 467,62 €  a 570,62 in caso di immatricolazione. L’importo della seconda rata dipenderà dalla certificazione del reddito : si va dal minimo do 0 € ai 1813 € per redditi oltre 85.001 l’anno.
Anche a Milano, le tasse universitarie si pagano in due rate: la prima al momento dell'immatricolazione o dell'iscrizione, la seconda entro maggio 2012. L'importo della prima rata è uguale per tutti i corsi ed è di 635 € costituita da:
•    tassa di iscrizione: € 190,00
•    acconto contributi universitari: € 270,00
•    rimborso spese: € 75,00
•    tassa regionale per il diritto allo studio universitario: € 100,00
L’importo della seconda rata, qui, oltre che a dipendere  dalla condizione economica della famiglia dello studente, varia in base all'Area di contribuzione a cui appartiene il corso di studio : per intenderci, uno studente di Economia pagherà di meno di uno studente di Medicina e Chirurgia a parità di reddito.
Anche a Bologna, gli importi variano da corso a corso : si va da un minimo di 1356 € ad un massimo di circa 1600 €. L’importo viene suddiviso in tre rate: la prima è fissa per tutti ed è di 600 €. Le altre due variano a seconda della fascia reddituale e quindi sono previste riduzioni che vanno dal 50% al 10%. Per chi versa l’intero importo sottoforma di monorata all’inizio dell’anno, è previsto uno sconto di 100 € sul contributo.
Arriviamo in Toscana e precisamente a Pisa e a Firenze. A Pisa, le tasse sono suddivise in 4 rate: la prima ha un importo di 362 € costituito da tassa d’iscrizione, € 98,00 di tassa regionale, € 6,00 di tassa per il cofinanziamento dell’attività sportiva (CUS). La altre rate hanno un importo di 614 €  l’una, quindi, per l’anno accademico 2011/2012 la somma massima che si verrebbe a pagare è fissata per € 2,100 oltre i costi di tassa regionale e tassa CUS , su menzionati. In base al merito ed al reddito, sono possibili riduzioni, che in base all’ ISEE/ISEEU può arrivare a - € 1842.
A Firenze, la tassa d’iscrizione è per tutti 190 € a cui si aggiunge la tassa regionale di 98 €  e i 14,62 € per l’imposta di bolla. A fare la differenza sono gli importi dei contributi, che variano a seconda del reddito e così si pagherà un totale che andrà da un minimo di 320,62 € ai 2020,62 € per i redditi molto alti.
Giungiamo a Perugia! La prima rata è fissa per tutti a circa 400 € e nel dettaglio è formata da 230 € per la tassa d’iscrizione. 14,62 € per l’imposta di bollo, 77,47 € per la tassa regionale, 50 € per l’indennità spese, 10 € per spesa CLA, 57, 28 per l’acconto contributi universitari. Gli importi della seconda e terza rata dipendendo dalla condizione reddituale familiare, fino ad un massimo di 1700 € circa.
Eccoci nella capitale, Roma. Qui, le università monitorate sono La Sapienza, Tor Vergata e Roma 3.
Nella prima, non c’è una tassa d’iscrizione fissa ma varia a seconda dei corsi di studio che sono divisi in tre gruppi distinti e del reddito. Ad esempio, uno studente che vuole iscriversi ad un corso appartenete al primo gruppo e con la minima fascia di reddito pagherebbe 360 € contro i 381 € dello studente iscritto ad un corso del terzo gruppo e a parità di reddito. Agli importi delle tasse d’iscrizione, si aggiungono 118 € per la tassa regionale. Dichiarando la propria situazione economica familiare, contestualmente al pagamento della prima rata, è possibile ottenere una riduzione delle tasse applicabile sulla II rata.
L’università Tor Vergata prevede un importo fisso di 433 € per la prima rata costituita da:
•    Tassa di iscrizione fissata € 189,72
•    Tassa regionale € 118,00
•    Imposta di bollo da versare allo Stato € 14,62
•    Contributo minimo d’Ateneo € 110,66
Contestualmente al bollettino della prima rata il sistema calcola l’importo dell’anticipo della seconda rata. Questo ultimo importo è determinato sulla base della tipologia del corso di studio dei dati reddituali.
Stessi importi per la tassa d’iscrizione, tassa regionale e imposta di bollo  sono quelli previsti dall’università Roma 3. I contributi universitari variano a seconda della fascia reddituale a cui si appartiene, si va da un minimo di 205,15 € ad un massimo di circa 1400 €.
Ci spostiamo verso il Sud. L’università di Napoli prevede la tassa d’iscrizione fissa di 189,72 € ma a fare la differenza sono i contributi universitari. Essi variano a seconda del reddito o se si tratta di facoltà umanistiche o scientifiche. Ad esempio uno studente di facoltà umanistica con reddito fino a 8071,00, pagherà in totale circa 334 € mentre ,a parità di reddito, lo studente di facoltà scientifica pagherà circa 401 €.  Inoltre dovrà essere versato l’importo di 62.00 € relativo alla Tassa Regionale per il diritto allo studio.
A Bari , a partire da quest’’anno accademico, l’importo della prima rata viene calcolato sulla sola base della dichiarazione I.S.E.E.U. La presentazione del modello I.S.E.E.U. avviene esclusivamente per via telematica attraverso i CAF convenzionati con l’Università di Bari. Si parte da circa 250 € mentre in assenza della certificazione ISEEU lo studente dovrà pagare l'importo massimo di contributi . A ciò si aggiunge la tassa regionale di 77,47 € l’imposta di bollo di 14,62 €.
Nel Salento, a Lecce,  la prima rata fissa per tutti è costituita dalla tassa universitaria € 189,72, dall’imposta di bollo pari a € 14,62 e dalla tassa regionale per il diritto allo studio di € 77,47 Inoltre nella prima rata sarà compresa anche una quota fissa di contribuzione (contributo di funzionamento) dell’importo di € 30,00. Agli studenti che si immatricolano ad un corso di studio di durata triennale dell’Università del Salento viene applicata, altresì, una quota fissa di € 30,00 che verrà restituita al momento della conclusione del percorso formativo. La seconda e terza rata prevede il versamento dei contributi universitari che a seconda di requisiti di merito e delle condizioni economiche va da un minimo di 600 € ad un massimo di 1000 €.
Arriviamo in Sicilia e precisamente a Palermo. Qui, la quota fissa è di 364,96 € ed è cosituita da tassa d’iscrizione di € 199,72, imposta di bollo € 29,24, tassa regionale € 85 e il  Diritto fisso comprensivo del contributo per assicurazione e per diritti di autore di 51 €. I contributi universitari varia ,anche qui, a seconda del reddito e del tipo di facoltà con una spesa minore per quelle di tipo umanistico rispetto a quelle scientifiche.
A Cagliari, l’ammontare minimo della contribuzione nell’anno accademico 2011/2012  è di € 190,54 mentre quello massimo è di € 2.614,19. L'importo delle tasse varia a seconda della fascia di reddito alle quali si aggiungono:
•    Imposta di bollo di € 14,62;
•    Tassa regionale per il diritto allo studio universitario di € 62,00;
•    Contributo per la mobilità internazionale di € 5,78, a favore dei programmi di studio all'estero (Erasmus, Socrates, etc.);
•    Contributo S.I.A.E. di € 2,15;
•    Contributo di facoltà, l’importo varia in funzione della Facoltà di iscrizione tra un minimo ed un massimo e del reddito equivalente  compreso tra i € 41,83 e i € 146,39 .
La situazione delle università italiane è quindi variegata: diversi gli importi per le tasse d’iscrizione e così come quelle delle tasse regionale per il diritto allo studio; in quest’ultimo caso le più care sono Roma e Milano con rispettivamente 118 € e 100 €.  Senza tener conto dei costi di libri ed eventuali affitti, le famiglie italiane di medio reddito spenderanno dai 500 a 700 e di tasse annuali. Codici invita gli studenti e le famiglie a due particolari accorgimenti: rispettare le scadenze in quanto sono previste more per ritardo pagamento da un minimo di 50 € ad un massimo di 100 € e soprattutto comunicare la dichiarazione ISEE/ISEEU  in quanto da esse dipende , in maniera, sostanziale, la somma pagata: sarebbe un peccato doversi trovare a pagare cifre esorbitanti per le tasse universitarie!

Leggi tutto...
Malagrotta, situazione di emergenza che si protrae da quasi un decennio

Malagrotta, situazione di emergenza che si protrae da quasi un decennio

Codici: partito il ricorso al Consiglio di Stato ed al Tar contro la Regione Lazio, la Giovi s.r.l. ed Ama spa


“Quanto emerso dal dossier dell’Ispra non è purtroppo una novità - commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – quello di Malagrotta, del disastro ambientale e anche sanitario è un problema di vecchia data. Già da tempo, infatti, il Codici lo segnalava agli organi competenti”.

La situazione che si profila è estremamente grave, aggravata ancora di più dalle ordinanze firmate dal Presidente della Regione Lazio che dispongono la prosecuzione dell’attività di smaltimento dei rifiuti presso Malagrotta, almeno fino a dicembre 2011. Le voci di un’ulteriore proroga fino a dicembre 2012 sono insistenti, se così fosse realmente si creerebbe un danno per i cittadini e per l’ambiente dal quale difficilmente si potrà tornare indietro.

“Siamo al limite, l’inquinamento delle falde acquifere nella zona di Malagrotta necessita di misure urgenti per essere quantomeno arginato – prosegue il Segretario Nazionale – quanto detto è espressamente riportato anche nel ricorso al Consiglio di Stato presentato dal Codici. Sin dal 2003, infatti così come evidenziato in un’ordinanza del Sindaco di Roma del 2010 “persiste ad oggi, per diverse sostanze, l’elevato grado di contaminazione dissolta in falda (…)”.

Ne consegue la necessità di tutelare il bene acqua dal punto di vista ambientale e dal punto di vista degli utenti e dei consumatori”.
Purtroppo le misure urgenti per la tutela dell’incolumità pubblica non sono state adeguatamente attuate, tant’è che l’unico strumento introdotto dalla Giovi s.r.l. risale al 1987, decisamente antiquato.

Il Codici annuncia inoltre di aver inviato ricorso al Tar contro la Regione Lazio per l’annullamento dell’ordinanza del 30.06.11 del Presidente della Regione Lazio con cui si proroga l’attività di Malagrotta fino a dicembre 2011.
“Un’ordinanza scandalosa, l’attuale situazione deriva proprio dalla mancata adozione di misure efficienti per la gestione dei rifiuti. Un’inerzia ed inefficienza che si è protratta nel tempo” – continua Giacomelli.

Il ricorso al Tar inviato dal Codici è anche contro la Società Giovi e ad Ama spa.
“Entrambi i soggetti avrebbero già dovuto adeguarsi alle precedenti  ordinanze di proroga –prosegue Giacomelli -  In particolare alla Giovi era stato imposto di installare delle unità di trito-vagliatura presso Malagrotta e ad Ama la piena operatività degli impianti di selezione e trattamento RSU”.

Codici: partito il ricorso al Consiglio di Stato ed al Tar contro la Regione Lazio, la Giovi s.r.l. ed Ama spa

 

 

“Quanto emerso dal dossier dell’Ispra non è purtroppo una novità - commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – quello di Malagrotta, del disastro ambientale e anche sanitario è un problema di vecchia data. Già da tempo, infatti, il Codici lo segnalava agli organi competenti”.

 

La situazione che si profila è estremamente grave, aggravata ancora di più dalle ordinanze firmate dal Presidente della Regione Lazio che dispongono la prosecuzione dell’attività di smaltimento dei rifiuti presso Malagrotta, almeno fino a dicembre 2011. Le voci di un’ulteriore proroga fino a dicembre 2012 sono insistenti, se così fosse realmente si creerebbe un danno per i cittadini e per l’ambiente dal quale difficilmente si potrà tornare indietro.

 

“Siamo al limite, l’inquinamento delle falde acquifere nella zona di Malagrotta necessita di misure urgenti per essere quantomeno arginato – prosegue il Segretario Nazionale – quanto detto è espressamente riportato anche nel ricorso al Consiglio di Stato presentato dal Codici. Sin dal 2003, infatti così come evidenziato in un’ordinanza del Sindaco di Roma del 2010 “persiste ad oggi, per diverse sostanze, l’elevato grado di contaminazione dissolta in falda (…)”.

 

Ne consegue la necessità di tutelare il bene acqua dal punto di vista ambientale e dal punto di vista degli utenti e dei consumatori”.

Purtroppo le misure urgenti per la tutela dell’incolumità pubblica non sono state adeguatamente attuate, tant’è che l’unico strumento introdotto dalla Giovi s.r.l. risale al 1987, decisamente antiquato.

 

Il Codici annuncia inoltre di aver inviato ricorso al Tar contro la Regione Lazio per l’annullamento dell’ordinanza del 30.06.11 del Presidente della Regione Lazio con cui si proroga l’attività di Malagrotta fino a dicembre 2011.

“Un’ordinanza scandalosa, l’attuale situazione deriva proprio dalla mancata adozione di misure efficienti per la gestione dei rifiuti. Un’inerzia ed inefficienza che si è protratta nel tempo” – continua Giacomelli.

 

Il ricorso al Tar inviato dal Codici è anche contro la Società Giovi e ad Ama spa.

“Entrambi i soggetti avrebbero già dovuto adeguarsi alle precedenti  ordinanze di proroga –prosegue Giacomelli -  In particolare alla Giovi era stato imposto di installare delle unità di trito-vagliatura presso Malagrotta e ad Ama la piena operatività degli impianti di selezione e trattamento RSU”.

 

Leggi tutto...
Roma, Cassia Bis: Cangemi si occupa della pulizia di una piazzola: non ci sono questioni più urgenti?

Roma, Cassia Bis: Cangemi si occupa della pulizia di una piazzola: non ci sono questioni più urgenti?

 

Codici richiama alla serietà gli Assessori Regionali: che intervengano su problematiche di più rilevante gravità

Risale  a pochi giorni fa la notizia dell’opera di pulizia di una piazzola di sosta della Cassia bis, ad opera di alcune associazioni e in presenza degli Assessori Regionali Giuseppe Cangemi e Luca Malcotti, oltre che il commissario del Parco di Veio Massimo Pezzella. I politici hanno portato avanti l’iniziativa per protestare contro il degrado che caratterizza da molto tempo l’importante strada romana.
La Cassia bis, in effetti, versa realmente in condizioni disastrose, in quanto caratterizzata da rifiuti abbandonati, spesso anche pericolosi, degrado e abbandono diffuso,  prostituzione. Il problema quindi è concreto, ma ci sono indubbiamente questioni più urgenti che meritano tempestiva attenzione.

Luca Malcotti è Assessore alle Infrastrutture e i Lavori Pubblici, mentre Giuseppe Cangemi, lo ricordiamo, è assessore agli Enti Locali e alle Politiche per la Sicurezza della Regione Lazio, entrambi quindi dovrebbero concentrarsi su tematiche di gran lunga più urgenti. Cangemi, ad esempio, potrebbe occuparsi della questione della criminalità che sta dilagando nella Capitale. Ultimamente le notizie riguardanti la delinquenza a Roma sono quasi all’ordine del giorno e il Codici si batte già da tempo per l’implementazione di azioni che aumentino la capillarità dei controlli sul territorio.
“Stiamo esagerando – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – Con la criticità delle situazioni che la città si trova ad affrontare è inammissibile che gli Assessori Regionali si occupino di pulizia delle strade. Queste parole costituiscono un richiamo alla serietà ed un invito ad affrontare concretamente questioni urgenti come la lotta alla criminalità che affligge la Capitale”.

Leggi tutto...
Taranto, affitti: sempre più famiglie e giovani coppie in cerca di casa optano per la locazione dell’immobile

Taranto, affitti: sempre più famiglie e giovani coppie in cerca di casa optano per la locazione dell’immobile

 

Osservatorio Codici: chi vive  in affitto spende mediamente dai 500  € ai 600 € al mese

Una delle imprese più ardue, ai giorni nostri, è quella di cercare una casa che risponda ai propri bisogni e soprattutto alla proprie esigenze economiche. L’impossibilità per molti di acquistare un immobile porta sempre più famiglie e giovani coppie a pagare un contratto di locazione mensile.
Le difficoltà aumentano soprattutto se a fare reddito è solo il capofamiglia, o addirittura se si tratta di  lavoratori in cassa integrazione o mobilità; rispetto ai nuclei familiari in cui sia marito che moglie lavorano rendendo la situazione leggermente più facilitata.
L’Osservatorio Codici ha per questo monitorato i costi proposti dal settore immobiliare della città di Taranto attraverso gli annunci pubblicati su carta stampata, quelli affissi sulle vetrine delle numerose agenzie e, soprattutto, attraverso i siti dediti al mercato immobiliare presenti su Internet. Già, poiché, è proprio quest’ultimo canale d’informazione a registrare il numero di maggiori visite giornaliere da parte degli utenti in cerca di casa ma anche dai privati e dalle aziende che espongono le proprie proposte con tanto di descrizione, foto e a volte planimetria.
Ai fini delle indagini sono state prese in considerazione appartamenti dagli 80 mq ad un massimo di 100 mq, costituiti da 2 o 3 vani massimo. Ciò che emerso è che non si riscontrano particolari differenze di prezzo da quartiere a quartiere, rispetto ad un tempo. Ad essere più economiche sono le case un po’ datate che necessitano di qualche lavoro di manutenzione in più  o senza ascensore. Ci sono, poi, ovviamente, appartamenti ristrutturati o nuovi che arrivano anche ai 1000 € mensili per la loro posizione nettamente centrale.
Passiamo in rassegna i costi degli affitti delle zone più popolate.
Nel Borgo, nel pieno centro di Taranto, come abbiamo suddetto i prezzi non sembrano essere molto più alti rispetto agli altri quartieri della città. Si va dai 400 euro per le case senza ascensore e al quanto datate ai 600 euro per le case più grandi e con ascensore. Nel quartiere Italia – Montegranaro si paga dai 480 euro ai 580 euro, ovviamente in base ai metri quadri della casa e quasi tutte provviste di ascensore: le case prive di quest’ultimo subiscono una riduzione di prezzo , ossia 80 € ai 50 € in meno del prezzo su indicato. In zona Tre Carrare – Battisti  pare che i prezzi abbiamo subito degli aumenti rispetto agli scorsi anni  infatti anche qui si parte da cifre più modeste per toccare i 600 euro. In zona Salinella gli affitti partono dai 450 € a salire. Più popolata negli ultimi anni è la zona San Vito - Lama - Talsano, in periferia e verso il mare. Anche in questo caso i prezzi non sembrano subire variazioni dalla città.,infatti qui ci sono affitti che vanno dai 400 euro per le case più piccole ai 500 euro per le più grandi

ZONA        MQ        PREZZO        

BORGO  

da 80mq a 100mq

Da € 400 a € 500

ITALIA-MONTEGRANARO

Da 80mq a 100mq

Da € 480 a € 580

TRE CARRARE-BATTISTI

Da 80 mq a 100 mq

Da € 430 a €600

ALINELLA  

da 80 mq a 100 mq Da 450 € in su

SAN VITO-LAMA-TALSANO

Da 80mq a 100mq

Da € 400 a €500

Tutti i costi di locazione monitorati sono escluse dalle spese di condominio che partono dai 15 € al mese circa per arrivare a somme molto più alte e che variano sopratutto a seconda del piano e della presenza o meno dell’ascensore.
Pertanto , Codici consiglia di non fermarsi al primo annuncio , di cercare l’offerta migliore  che risponda alle proprie esigenze e soprattutto di accertarsi la regolarità del contratto di locazione per evitare spiacevoli sorprese!

Leggi tutto...
Roma, disservizi metro: 6 dall’inizio del mese

Roma, disservizi metro: 6 dall’inizio del mese

Codici: va bene la copertura GSM ma i cittadini preferirebbero un servizio regolare all’utilizzo del telefonino in galleria.


Mese nero per gli utenti del servizio metro della Capitale.
Per un’inefficienza tecnica infatti, anche oggi, per due volte in mattinata, il servizio è stato leggermente rallentato sulla linea A.
“Basta, non ne possiamo proprio più – è lo sfogo di G.L,  un’anziana signora di Roma – dovevo raggiungere mio marito ricoverato al San Giovanni per un intervento e questo rallentamento non ci voleva proprio, ogni giorno è la solita storia. Chi ci ripaga dei danni e dello stress?”.

“Se la metro di Roma viaggiasse puntuale come la puntualità dei disservizi, gli utenti non avrebbero di che lamentarsi – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici - Basta fare un rapido calcolo per notare, infatti, come dall’inizio del mese i disservizi causati da inconvenienti tecnici, da black out, dal maltempo sono stati ben sei. Alcuni di pochi minuti, altri si sono protratti per diverse ore”.
Prima del disservizio di oggi, infatti, andando a ritroso nel tempo è accaduto:

20 settembre: la fermata Eur Fermi della linea B della metropolitana chiusa a causa di fumo generato da un treno che ha subito un inconveniente tecnico;
19 settembre: 6 stazioni metro chiuse per allagamento;
14 settembre: a causa di un inconveniente tecnico le porte di un treno della metro A, diretto a Battistini, non si sono aperte nelle stazioni di Vittorio Emanuele, Termini e Repubblica.
5 settembre: la stazione Subaugusta è chiusa per un blackout, riapre dopo un’ora e 20 min.
3 settembre: blackout elettrico a Subaugusta, chiusa al servizio viaggiatori alle 18.45, riapre alle 22.24
3 settembre: alle 8.57 chiude la stazione Cinecittà per un blackout elettrico, riapre alle 17.49

“Proprio oggi è stata inaugurata la copertura GSM  che consentirà agli utenti di utilizzare il telefonino anche in galleria – prosegue Giacomelli – ben vengano iniziative di questo genere ma forse quello che i cittadini si aspettano sono interventi di altra natura. Migliorare le infrastrutture, investendo risorse per garantire il servizio, senza stop e rallentamenti e senza avere paura di allagamenti, sarebbe sicuramente cosa gradita”.

Leggi tutto...
Buoni “borse di studio” del comune di Roma: richiesta di audizione alla commissione scuola

Buoni “borse di studio” del comune di Roma: richiesta di audizione alla commissione scuola

Codici invita il Presidente della Commissione Politiche Scolastiche, Roberto Angelini, a dare seguito alla richiesta di audizione di Ludovico Todini

Recentemente il Codici aveva fatto luce su una problematica che affligge le famiglie, riguardante le spese per i testi scolastici. Le segnalazioni pervenute in associazione, infatti, riportavano le lamentele dei numerosi genitori che quest’anno non hanno potuto usare i buoni erogati dal Comune di Roma per comprare i libri  delle scuole secondarie di 1° e 2° grado.
Di fatto, il Dipartimento Servizi Educativi e Scolastici l’8 settembre ha diramato una Circolare nella quale si rende noto che, a causa di un “errore materiale”, i Buoni “Borse di Studio” potranno essere utilizzati solo per l’acquisto della cancelleria, non più per i libri.
Il Comune stanzia ogni anno anche un altro tipo di buono, il “Buono Libro” ed in genere i genitori erano soliti cumulare gli sconti e usarli entrambi per i libri.

Ora, molte famiglie che avevano già ordinato i libri di testo presso le librerie convenzionate, hanno quindi una risorsa in meno su cui contare per affrontare la spesa.
I disagi alle famiglie sono stati notevoli, vista la tardività del provvedimento. L’8 settembre, infatti, in molti avevano già provveduto a prenotare i libri, facendo legittimo affidamento sull’utilizzo dei due buoni in loro possesso.
Tutto ciò ha comportato teoricamente anche una ingiusta disparità di trattamento rispetto a quanti hanno provveduto al pagamento dei libri stessi, tramite buoni, in data anteriore all’8 settembre.
 
“Grazie al Codici – dichiara Valentina Coppola, Responsabile Nazionale Sportelli al Cittadino del Codici - è emerso questo importante problema, ma questo è solo il primo passo. Ci auguriamo, ora, che il Presidente della Commissione delle Politiche Scolastiche, Roberto Angelini,  dia seguito alla richiesta di audizione di Ludovico Todini”. È importante aver dato visibilità ad una situazione di così rilevante criticità, ma l’associazione ricorda che è necessario anche e soprattutto un intervento tempestivo, vista la difficoltà concreta in cui vertono molte famiglie.

Leggi tutto...
Roma, ennesimo caso di criminalità giovanile: intanto è allarme anche nel centro della capitale

Roma, ennesimo caso di criminalità giovanile: intanto è allarme anche nel centro della capitale

Codici: l’infiltrazione della criminalità nel territorio romano è palese. Cosa sta facendo il Prefetto?

Oggi, dagli organi di stampa, si apprende l’ennesima notizia di criminalità minorile: due sedicenni, nella zona del Pigneto, sono stati accusati di rapina ai danni di un cittadino del Bangladesh e di lesioni, minacce ed ingiurie ai danni di un cittadino marocchino.
Negli ultimi mesi sono state numerose le notizie riguardanti la criminalità, che hanno come soggetti giovani e minorenni. Spesso si tratta di furti e rapine, ma non mancano anche episodi di pestaggio e spaccio.
Codici, analizzando i diversi episodi di criminalità legati al mondo giovanile, segnala la pericolosità non solo delle zone periferiche, o specificamente note per condizioni di mancanza di sicurezza, ma anche nelle zone centrali e “ben frequentate”della Capitale. L’intera città, infatti, ha bisogno di sistemi di controllo più capillari ed efficaci, per combattere il dilagare di una  microcriminalità così presente.

Centro di Roma: solo l’11 settembre, sono stati arrestati due giovani, di 20 e 30 anni, in via Principe Amedeo; tre minori, due di 14 e una di 17 anni, in via Vittorio Veneto; infine un ragazzo di 17 anni e uno di 20,  all’altezza della metro Colosseo. A fine agosto un altro minorenne è stato sorpreso a spacciare a Piazza Cinquecento, mentre a inizio settembre due minorenni (15 e 16 anni) vengono arrestati per tentato furto  in un appartamento vicino San Pietro. È stata da poco sgominata anche una baby gang di ragazze rom che derubavano i passeggeri della metro Barberini.

Anche altre zone e quartieri di Roma sono stati coinvolti in simili episodi: si pensi alle denunce di borseggi in via Tuscolana, la scoperta di un palazzo a Tor Vergata, centro per numerose attività di spaccio, per la quale sono stati arrestati tre ragazzi tra i 16 e i 28 anni. C’è poi il 17enne del quartiere Salario, che ruba un cellulare e 50 euro ad un suo coetaneo in discoteca, oppure l’aggressione, con conseguente furto, ad un giornalaio e un suo amico, per opera di cinque minori tra i 16 e i 17 anni, in zona Tor Vergata. Altri due ragazzi, di 17 e 18 anni arrestati per rapina aggravata continuata, in zona Parioli. Ci sono poi rapine anche sugli autobus, come quella sulla linea 20 che conduce ad Anagnina, ad opera di un ragazzo di 17 anni.

“La situazione è palesemente insostenibile – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici - chiediamo alle autorità competenti interventi tempestivi. Si metta in atto un progetto d’urto per fronteggiare quanto sta accadendo e soprattutto il Prefetto faccia sentire la propria voce, presentando per la sicurezza dei cittadini, un adeguato piano di ordine pubblico”.

Leggi tutto...
Manovra finanziaria: l’Iva al 21%  fa infuriare gli italiani

Manovra finanziaria: l’Iva al 21% fa infuriare gli italiani

 

Codici: rischio  nuova ondata di speculazione a danno delle famiglie già sovraindebitate

Si parla tanto di crisi e si cercano rimedi invani per fronteggiare una situazione economica non molto florida.  A risentire di tutto ciò, in primis sono le famiglie italiane. E’ da tempo che si parla delle difficoltà di quest’ultime ad arrivare a fine mese, dei problemi che incorrono i giovani per la precaria situazione lavorativa  e la relativa impossibilità a realizzarsi. Si discute sul sovraindebitamento, sulle cause e sulle possibili soluzioni . Per molti è ormai diventata un’ impresa mettere qualche soldino da parte e per tanti altri non è possibile neanche  fronteggiare un imprevisto economico  di qualsiasi genere: dall’assicurazione alla revisione del mezzo proprio, da una visita medica ad una semplice pizza in compagnia.
A rendere tutto più complicato arriva la manovra finanziaria degli ultimi giorni che fa infuriare gli italiani. In particolare l’aumento dell’Iva dal 20% al 21%  che porta già  una nuova ondata di aumenti con  rischio speculazione a danno dei consumatori.
Il settore trasporti schizza in alto, il carburante raggiunge le stelle : ad esempio la benzina senza piombo arriva ad una media di 1,664€ e poco più e si va quindi ad un aumento di 3 o 4 centesimi di euro al litro; anche le sigarette subiscono aumenti di circa 20 cent/€. Ripercussioni si avranno anche sul settore abbigliamento; nessun aumento dell’Iva per  tutti i beni di primissima necessità e per pane e latte ad eccezioni di quelli confezionati o con particolari ingredienti.  Ma tutti i prodotti sono comunque soggetti a possibili aumenti soprattutto poiché dalla produzione al trasporto, ogni settore subirà degli incrementi.
Ma quali sono gli altri settori e i servizi che subiranno gli incrementi?

Leggi tutto...
Malagrotta, al via inchiesta dopo le denunce di 4 famiglie

Malagrotta, al via inchiesta dopo le denunce di 4 famiglie

 

Codici, è necessario svolgere un’indagine sulle eventuali omissioni dei controlli

La denuncia è arrivata dai familiari di quattro cittadini morti per cancro nel giro di pochi mesi dalla diagnosi.
La Procura di Roma apre così un’inchiesta per stabilire se i decessi sono stati provocati dalle esalazioni del gassificatore di Malagrotta.
Tre delle vittime abitavano infatti nella zona, una aveva lavorato proprio presso il gassificatore.
Ma le denunce non sono solo queste. Alla Procura sono infatti arrivati decine di esposti di cittadini che denunciano di essersi ammalati di cancro a causa delle esalazioni dell’impianto di smaltimento.“Bene che la Procura abbia aperto due fascicoli sulle morti e sulla base delle denunce degli altri cittadini – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici –  E’ infatti necessario che venga fatta chiarezza sulla vicenda e su eventuali omissioni di controlli”.

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS