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Disastro ambientale e danno alla salute - Valle del Sacco: il Consiglio Regionale invita la giunta a dichiarare la crisi ambientale della Valle del Sacco

Che la Giunta della Regione Lazio dovrà approvare entro sei mesi la dichiarazione di area a elevato rischio di crisi ambientale per il territorio del bacino del fiume Sacco è stato  deciso  in questi  giorni  dal Consiglio Regionale del Lazio.
In questo  contesto,  Codici esprime rammarico per la grande assenza della Regione Lazio in un processo partito il 30 giugno presso il tribunale ordinario di Velletri contro il disastro della Valle del Sacco, processo in cui il CODICI si è costituito parte civile. I motivi per cui l’Associazione si è fatta carico degli interessi della cittadinanza sono riconducibili alla contaminazione del latte prodotto e distribuito negli anni 2003 e 2004 a seguito dello sversamento illegale nel fiume Sacco di sostanze altamente inquinanti presenti in una concentrazione 2000 volte superiore ai limiti imposti dalla Legge. Dalle analisi ematiche si riscontrarono in alcuni cittadini, alti valori di cadmio, mercurio e piombo rispetto ai valori normali di riferimento – sostanze responsabili dell’insorgenza di varie forme tumorali - e di beta-esaclorocicloesano. E in seguito alle indagini condotte emerse che nonostante il veterinario della Asl RM/B ed il direttore dello stabilimento della Centrale del Latte fossero a conoscenza che il latte, prodotto da allevatori della zona incriminata, fosse inquinato da altissimi valori di beta – esaclorocicloesano, non hanno provveduto al suo ritiro dal commercio e a segnalare l’anomalia agli organi sanitari competenti.
I consumatori del latte della Centrale hanno così continuato ad assumere un prodotto altamente nocivo per la salute. Il beta – esaclorocicloesano è, infatti, una sostanza non escretabile tramite le normali vie metaboliche, gli HCH vengono quindi rapidamente assorbiti dal tratto gastrointestinale e, in caso di gravidanza, dalla placenta, con la conseguente contaminazione del feto. Gli effetti di tale molecola sull’organismo umano sono quindi devastanti: studi scientifici fanno riferimento, inltre, a danni sul SNC, sugli ormoni e sulla tiroide.
“Il disastro è sotto gli occhi di  tutti - commenta il segretario Nazionale del Codici, Ivano  Giacomelli - e la situazione è così drammatica che restiamo basiti di fronte al fatto che la Regione Lazio, indicata nel procedimento come parte offesa, non si sia costituita in un processo di  tale portata, i cui fatti toccano la salute dei cittadini”.

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