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Rifiuti, Lazio: dopo gli aumenti tariffari per lo smaltimento dei rifiuti, salassi per i comuni

 

Codici: il responsabile della stangata ha un nome, Di Paolantonio, ricordatevene cittadini quando andrete a votare.


“Ringraziamo Di Paolantonio, Assessore Regionale alle Attività Produttive e alle Politiche dei Rifiuti per i salassi che arriveranno ai Comuni delle Provincie di Viterbo e Rieti dopo la revisione delle tariffe di smaltimento dei rifiuti in discarica” – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici.

Una decisione avventata che comporta un forte aggravio delle spese sostenute dai Comuni e di conseguenza dai cittadini, presa senza il coinvolgimento di tutte le parti sociali in causa.  Sebbene, infatti, l’Assessore abbia più volte sostenuto che la revisione sia avvenuta secondo le prescrizioni di legge e in maniera trasparente, i fatti dicono tutt’altro.

“Rispetto alle nostre richieste di audizione Di Paolantonio  ha sempre fatto muro – prosegue Giacomelli - La decisione di aumentare le tariffe senza alcun confronto, se non con Federlazio, non è stato assolutamente un atto democratico”.
“I cittadini lo sappiano quindi – conclude Giacomelli – il responsabile dei possibili aumenti sulla tariffa dei rifiuti che andrà a colpire direttamente le loro tasche ha un nome e un cognome: Pietro Di Paolantonio. Quando andrete a votare, cittadini, ricordatevene”.

Alessandra De Giorgi

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Malagrotta: presente anche Codici alla manifestazione anti-discariche

 

Si tenta da più parti di sminuire il disastro ma i cittadini “scesi in piazza” sono fortemente preoccupati per la loro salute


E’ presente anche Codici, con Valentina Coppola, Resp. Nazionale Settore Ambiente, alla manifestazione anti-discariche organizzata questo pomeriggio di fronte al Consiglio Regionale del Lazio.
Quello che i cittadini chiedono è la bonifica della zona di Malagrotta e che non vengano identificati nuovi siti in aree ad essa limitrofe, già colpite dall’emergenza.
“Una manifestazione sentita – commenta Coppola – c’erano infatti a manifestare numerosi comitati di quartiere e associazioni, oltre che cittadini “scesi in piazza” perché fortemente preoccupati per la salute e l’insalubrità ambientale”.

“Nonostante da più parti si tenti ancora di rassicurare e di sminuire il disastro, è chiaro che il caso sia ormai scoppiato. Basta nascondersi. L’emergenza va avanti ormai da dieci anni – prosegue Coppola – e quello che sta accadendo in questi mesi è il risultato di anni di fallimento delle varie amministrazioni che nel tempo si sono succedute, non è un caso che sia stato nominato un Commissario”.
Codici è quindi vicino ai cittadini, ricorrendo al TAR e al Consiglio di Stato per tutelare la salute dei cittadini e dell’ambiente.

Presto su spazioconsumatori.tv, la tv web di Codici, il resoconto della manifestazione con interviste e approfondimenti.

Alessandra De Giorgi

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Malagrotta, situazione di emergenza che si protrae da quasi un decennio

Codici: partito il ricorso al Consiglio di Stato ed al Tar contro la Regione Lazio, la Giovi s.r.l. ed Ama spa


“Quanto emerso dal dossier dell’Ispra non è purtroppo una novità - commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – quello di Malagrotta, del disastro ambientale e anche sanitario è un problema di vecchia data. Già da tempo, infatti, il Codici lo segnalava agli organi competenti”.

La situazione che si profila è estremamente grave, aggravata ancora di più dalle ordinanze firmate dal Presidente della Regione Lazio che dispongono la prosecuzione dell’attività di smaltimento dei rifiuti presso Malagrotta, almeno fino a dicembre 2011. Le voci di un’ulteriore proroga fino a dicembre 2012 sono insistenti, se così fosse realmente si creerebbe un danno per i cittadini e per l’ambiente dal quale difficilmente si potrà tornare indietro.

“Siamo al limite, l’inquinamento delle falde acquifere nella zona di Malagrotta necessita di misure urgenti per essere quantomeno arginato – prosegue il Segretario Nazionale – quanto detto è espressamente riportato anche nel ricorso al Consiglio di Stato presentato dal Codici. Sin dal 2003, infatti così come evidenziato in un’ordinanza del Sindaco di Roma del 2010 “persiste ad oggi, per diverse sostanze, l’elevato grado di contaminazione dissolta in falda (…)”.

Ne consegue la necessità di tutelare il bene acqua dal punto di vista ambientale e dal punto di vista degli utenti e dei consumatori”.
Purtroppo le misure urgenti per la tutela dell’incolumità pubblica non sono state adeguatamente attuate, tant’è che l’unico strumento introdotto dalla Giovi s.r.l. risale al 1987, decisamente antiquato.

Il Codici annuncia inoltre di aver inviato ricorso al Tar contro la Regione Lazio per l’annullamento dell’ordinanza del 30.06.11 del Presidente della Regione Lazio con cui si proroga l’attività di Malagrotta fino a dicembre 2011.
“Un’ordinanza scandalosa, l’attuale situazione deriva proprio dalla mancata adozione di misure efficienti per la gestione dei rifiuti. Un’inerzia ed inefficienza che si è protratta nel tempo” – continua Giacomelli.

Il ricorso al Tar inviato dal Codici è anche contro la Società Giovi e ad Ama spa.
“Entrambi i soggetti avrebbero già dovuto adeguarsi alle precedenti  ordinanze di proroga –prosegue Giacomelli -  In particolare alla Giovi era stato imposto di installare delle unità di trito-vagliatura presso Malagrotta e ad Ama la piena operatività degli impianti di selezione e trattamento RSU”.

Codici: partito il ricorso al Consiglio di Stato ed al Tar contro la Regione Lazio, la Giovi s.r.l. ed Ama spa

 

 

“Quanto emerso dal dossier dell’Ispra non è purtroppo una novità - commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – quello di Malagrotta, del disastro ambientale e anche sanitario è un problema di vecchia data. Già da tempo, infatti, il Codici lo segnalava agli organi competenti”.

 

La situazione che si profila è estremamente grave, aggravata ancora di più dalle ordinanze firmate dal Presidente della Regione Lazio che dispongono la prosecuzione dell’attività di smaltimento dei rifiuti presso Malagrotta, almeno fino a dicembre 2011. Le voci di un’ulteriore proroga fino a dicembre 2012 sono insistenti, se così fosse realmente si creerebbe un danno per i cittadini e per l’ambiente dal quale difficilmente si potrà tornare indietro.

 

“Siamo al limite, l’inquinamento delle falde acquifere nella zona di Malagrotta necessita di misure urgenti per essere quantomeno arginato – prosegue il Segretario Nazionale – quanto detto è espressamente riportato anche nel ricorso al Consiglio di Stato presentato dal Codici. Sin dal 2003, infatti così come evidenziato in un’ordinanza del Sindaco di Roma del 2010 “persiste ad oggi, per diverse sostanze, l’elevato grado di contaminazione dissolta in falda (…)”.

 

Ne consegue la necessità di tutelare il bene acqua dal punto di vista ambientale e dal punto di vista degli utenti e dei consumatori”.

Purtroppo le misure urgenti per la tutela dell’incolumità pubblica non sono state adeguatamente attuate, tant’è che l’unico strumento introdotto dalla Giovi s.r.l. risale al 1987, decisamente antiquato.

 

Il Codici annuncia inoltre di aver inviato ricorso al Tar contro la Regione Lazio per l’annullamento dell’ordinanza del 30.06.11 del Presidente della Regione Lazio con cui si proroga l’attività di Malagrotta fino a dicembre 2011.

“Un’ordinanza scandalosa, l’attuale situazione deriva proprio dalla mancata adozione di misure efficienti per la gestione dei rifiuti. Un’inerzia ed inefficienza che si è protratta nel tempo” – continua Giacomelli.

 

Il ricorso al Tar inviato dal Codici è anche contro la Società Giovi e ad Ama spa.

“Entrambi i soggetti avrebbero già dovuto adeguarsi alle precedenti  ordinanze di proroga –prosegue Giacomelli -  In particolare alla Giovi era stato imposto di installare delle unità di trito-vagliatura presso Malagrotta e ad Ama la piena operatività degli impianti di selezione e trattamento RSU”.

 

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