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Crisi libica, petrolio: Codici chiede al governo misure contro il rischio speculazione nel nostro paese a causa degli eventi libici

Crisi libica, petrolio: Codici chiede al governo misure contro il rischio speculazione nel nostro paese a causa degli eventi libici

I prezzi della benzina continuano ad aumentare inesorabilmente. Secondo i dati  pubblicati dalla staffetta quotidiana anche Eni questa mattina ha ritoccato i listini, aumentando di 0,5 centesimi al litro sulla benzina e di 0,8 centesimi al litro sul gasolio.
Rialzi si sono registrati anche nelle altre compagnie. 
“L’effetto della crisi libica non solo si sta facendo  sentire - commenta il segretario nazionale del Codici, Ivano  Giacomelli- ma il rischio è che  in questo contesto una nuova ondata di speculazione, stimolata dagli ultimi eventi libici, possa portare i prezzi della benzina e di tutto ciò che ne consegue alle stelle”.
I dati pubblicati ieri dall’Istat non sono confortanti  e rilevano la crescita dei prezzi di beni di prima necessità.
“I cittadini Italiani, già reduci di anni difficili dal punto di vista economico- continua Giacomelli - non possono far fronte a questa nuova ondata di rincari. Pertanto, Codici invita il Governo a prendere in mano la situazione con azioni urgenti contro il rischio di speculazione che potrebbe travolgere il nostro paese e probabilmente già in atto”.

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Fallita Dahlia tv

Fallita Dahlia tv

I consumatori: chiedete i rimborsi

La fine era stata annunciata. E da venerdì è una certezza: Dahlia tv è fallita e migliaia di abbonati del canale che trasmetteva sul digitale terrestre, tra cui molti cagliaritani, da venerdì non vedranno più le partite né film.
«Lo avevamo annunciato e denunciato a metà gennaio, ma ora è ufficiale e ora il danno agli utenti arriva come una mazzata», denuncia il Coordinamento regionale associazioni consumatori indipendenti, che unisce Altroconsumo, Assoutenti, Casa del consumatore, Confconsumatori, Codici e Unione nazionale dei consumatori.
La fine è stata annunciata sul sito della tv: «Dahlia tv ed il suo team - si legge nella pagina web ufficiale della televisione - sono spiacenti di comunicare che si trovano costretti ad interrompere le trasmissioni».
I CONSIGLI E siccome film e partite sono stati pagati in anticipo dai clienti, le associazioni dei consumatori consigliano ai telespettatori abbonati di «interrompere subito i pagamenti e chiudere i rid aperti con Dahlia». E per chiedere i rimborsi, li invitano a recarsi nella sede di una delle associazioni.
LA DENUNCIA Ma oltre i rimborsi il Coordinamento ricorda anche altre difficoltà avute recentemente con la pay tv. Ci sarebbero, infatti, anche «problemi per le chiusure dei rid, rimborsi mai ricevuti e comunicazioni ai consumatori mai inviate».
Inoltre, sottolineano le associazioni, «è evidente come gli utenti abbiano pagato per un servizio che non riceveranno mai ed hanno diritto alla rimborso delle somme pagate».
LA VICENDA Rivolgendosi ai tifosi di Cagliari, Catania, Cesena, Chievo, Lecce, Parma Sampdoria e Udinese, ai sostenitori di tutte le squadre di Serie B e agli appassionati di rugby, Nfl e di sport in genere, a metà gennaio i giornalisti di Dahlia ricordavano che nel corso del fine settimana successivo le telecronache sarebbero state garantite «per non penalizzare ulteriormente i telespettatori che, in questo momento di profonda crisi, stanno mostrando solidarietà ai lavoratori». Solidarietà che però non è servita a tenere in vita la televisione a pagamento messa in liquidazione il 10 gennaio scorso.
L'AGONIA Gli sforzi di tecnici e giornalisti in questo mese hanno permesso di trasmettere ancora i programmi, ma da venerdì scorso il segnale di Dahlia è stato spento.
I DATI Per poter rimanere in vita sarebbero stati necessari almeno 350.000 abbonamenti, che invece si sono fermati a 300.000. A questo si è aggiunta la decisione del gruppo svedese Air Plus (della famiglia Wallemberg), socio maggioritario di Dahlia, di non ricapitalizzare con 150 milioni di euro la tv, che nel 2010 ha prodotto perdite per 70 milioni. Decisione con cui si ritrovano a fare i conti i 150 dipendenti della società e i tifosi delle otto squadre di Serie A abbonate al servizio di Dahlia. Una crisi che penalizza il Cagliari calcio, che rischia di perdere un milione e 350 mila euro.

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Bari, malasanita’:  presunti errori sanitari nel reparto di neurochirurgia del Policlinico

Bari, malasanita’: presunti errori sanitari nel reparto di neurochirurgia del Policlinico

Fatti gravi che hanno destabilizzato i cittadini in quanto preoccupati per la tutela della loro salute, si sono rivolti ai nostri sportelli per ricevere chiarezza.
Così, Codici in nome del diritto alla salute riconosciuto come diritto inviolabile della persona nonché diritto fondamentale del consumatore come indicato nel Codice del Consumo, ha inviato un’istanza di accesso agli atti al Policlinico di Bari al fine di conoscere l’esito delle indagini svolte al fine di assicurare quella giusta informazione per le prestazioni erogate e la qualità dei servizi sanitari.
Stando a quanto il Policlinco ha risposto alla nostra istanza: “ è stata nominata una Commissione Interna che ha il compito di analizzare e approfondire gli aspetti medici,statistici,epidemiologici e di gestione del rischio dei presunti casi di malasanità emersi dalla stampa oltre ad espletare una approfondita indagine sulle attività cliniche e chirurgiche svolte negli ultimi mesi”.
“ Esprimiamo soddisfazione per la risposta pervenuta dal Policlinico di Bari e attendiamo e verificheremo gli esiti delle indagini”  - commenta Monia Napolitano, Coordinatrice Codici Puglia.
Pertanto , Codici attende gli esiti delle indagini perché il diritto alla salute non deve essere violato.

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Sportello Antiviolenza CODICI ABRUZZO

Sportello Antiviolenza CODICI ABRUZZO

L’ASSOCIAZIONE CODICI ABRUZZO
COMUNICA

che ha attivato lo sportello dedicato alla violenza di genere, mobbing, stalking, bullismo e minori maltrattati

Lo sportello sito in Pescara alla Via Carlo Alberto Dalla Chiesa n. 15
è aperto dal Lunedì al Venerdì con i seguenti orari:
MATTINA 10.00 – 13.00 POMERIGGIO 16.00 – 19.30

Per eventuali contatti l’Associazione mette a disposizione anche il numero 08577211 i casi segnalati verranno trattati da professionisti dell’Associazione (legali, psicologi e sociologi) che, a titolo gratuito, effettueranno delle consulenze

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Roma, immondizia - male la raccolta differenziata attraverso i “punti mobili”: numerose le proteste dei cittadini

Roma, immondizia - male la raccolta differenziata attraverso i “punti mobili”: numerose le proteste dei cittadini

E’ partita a dicembre del 2009 e da allora è stato il caos. Parliamo della raccolta differenziata, che, sposando la causa ambientale, avrebbe dovuto conferire alla città di Roma un nuovo aspetto, sicuramente più ordinato e decoroso.
E’ partita però male la differenziata nella Capitale e mai in questi mesi si è ripresa. Le numerose segnalazioni dei cittadini sono la dimostrazione che i buoni propositi di Ama ed Amministrazione Comunale non sono stati sufficienti a mettere un freno al degrado cittadino, semmai le disposizioni in materia di rifiuti e la cattiva organizzazione sono servite a creare confusione tra gli utenti.
“Dove posso buttare l’immondizia se dalle strade sono spariti i cassonetti?” è la domanda ricorrente dei romani. Magari avessimo una risposta.
Purtroppo le informazioni in questo senso sono carenti e le spiegazioni degli operatori Ama al momento della consegna del kit per la raccolta differenziata certo non sono bastate ai cittadini per rendere chiara la questione.
Si sa per certo che, per alcuni quartieri di Roma, esistono dei luoghi deputati e degli orari stabiliti per la raccolta dell’immondizia che avviene attraverso “punti mobili”.
“Il problema più grande, da quando è stata avviata la raccolta differenziata con questa metodologia, è stata la carenza di informazioni da parte dell’Ama e del Comune relativamente agli orari ed i luoghi. Evidentemente non è stato sufficiente consegnare a casa degli utenti il kit per la raccolta ed una brochure informativa – commenta Ivano Giacomelli, Segretario nazionale del CODICI - se le strade si sono trasformate nel corso dei mesi  in discariche”.
“Non basta eliminare i secchioni dalla strada e sostituirli con i punti mobili perché si possa affermare che la differenziata è avviata – prosegue Valentina Coppola, Segretario Provinciale CODICI Roma -  bisogna dare  chiare informazioni ai cittadini e organizzare turni di raccolta adeguati, magari più flessibili che tengano conto delle necessità e delle esigenze dei cittadini. Mi auguro solo che venga posto rimedio prima della prossima estate. Dei cattivi odori, dei ratti e degli insetti molesti ne faremmo volentieri a meno”.
“Abbiamo raccolto diverse lamentele da parte dei cittadini e continueremo a farlo. E’ stato costituito un apposito osservatorio rifiuti – conclude Coppola – al quale i cittadini possono inviare fotografie e lamentele inerenti i disservizi ed il malfunzionamento della raccolta differenziata a Roma. Creeremo una mappa dei luoghi e delle strade più sporche della Capitale da presentare a chi di dovere. Sul sito di CODICI, infine, è possibile rispondere al questionario “Come reputi la pulizia delle strade di Roma?” Invitiamo i cittadini a collaborare con la nostra Associazione e ad inviare le segnalazioni a ufficio_stampa@codici.org”.

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Esenzione canone rai per gli ultrasettantacinquenni

Esenzione canone rai per gli ultrasettantacinquenni

Scadrà il prossimo 30 aprile il termine per poter inviare la domanda di esenzione dal pagamento del canone RAI per l’anno 2011. Per averne diritto bisogna essere in possesso, alla data del 31 gennaio 2011, dei seguenti requisiti:

  • aver compiuto 75 anni,
  • non convivere con altri soggetti diversi dal coniuge titolare di reddito proprio;
  • possedere un reddito che, unitamente a quello del proprio coniuge convivente, non sia superiore complessivamente a 516,46 euro per tredici mensilita’ (euro 6.713,98 annui).

Inoltre, c’è la possibilità di richiedere il rimborso per il canone versato negli anni 2008-2009-2010-2011.
“L’ esenzione è stata prevista dalla Finanziaria 2008 – commenta Valentina Coppola del CODICI – ma solo nel 2010 l’Agenzia delle Entrate ha dettato le modalità per ottenerla e per richiedere i rimborsi. Immaginiamo le difficoltà che possano incontrare i cittadini nel disbrigo di queste pratiche. Per questo ci mettiamo a disposizione di chi voglia richiedere il rimborso del canone, affinché gli utenti non incorrano in errori che possano pregiudicare la buona riuscita della richiesta”.

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Ater, affittopoli romana e laziale: presto dalla regione commissione interna di accertamento

Ater, affittopoli romana e laziale: presto dalla regione commissione interna di accertamento

Apprendiamo dalle recenti dichiarazioni dell’Assessore alle Politiche per la casa della Regione Lazio, Teodoro Buontempo, della prossima costituzione della commissione interna atta a verificare le procedure di vendita degli alloggi di proprietà dell’ATER.
“Non possiamo che essere d’accordo con l’Assessore Buontempo, è necessario fare chiarezza sull’intera vicenda che coinvolge ormai da anni l’intera Regione Lazio. La Regione ha infatti il dovere di compiere tutti quei passi necessari a bloccare eventuali pratiche illegali e l’uso clientelare che in questi anni è stato fatto degli alloggi ATER”.
“La trasparenza prima di tutto – prosegue Giacomelli – perché è palese che il metro utilizzato per l’assegnazione degli appartamenti da parte dell’Azienda varia da persona a persona, da richiedente a richiedente. Questa mancanza di trasparenza è stata sperimentata sulla nostra pelle”.
Come disposto dal DGRL n°711 del 25/09/2009 esiste la possibilità per le Associazioni di usufruire di alloggi extraresidenziali messi a disposizione dall’ATER.
Emblematico è il caso dell’ATER di Latina che non aveva adempiuto nei tempi previsti, ossia entro 60 giorni dalla pubblicazione della deliberazione regionale, a quanto previsto dalla stessa specificatamente nei punti in cui si richiede:

  • di provvedere alla ricognizione degli immobili extraresidenziali da destinare alle associazioni, specificando l’ubicazione e la tipologia;
  • avviare le procedure previste dalla normativa vigente in materia per la ricerca sul mercato delle associazioni interessate.

A tal proposito, il CODICI si è visto obbligato a richiedere un provvedimento espresso all’A.T.E.R. di Latina affinché adempiesse a quanto previsto dalla delibera. Purtroppo ad esso è seguito il silenzio da parte dell’Azienda per cui il passo successivo è stato quello di fare ricorso al TAR che è stato dichiarato ammissibile e fondato, quindi accolto.
Affittopoli, svendopoli, buone uscite tra gli inquilini per avvicendarsi  negli alloggi senza averne i requisiti, assegnazioni clientelari: per garantire trasparenza e salvaguardare i diritti dei cittadini, il CODICI chiede all’Assessore Buontempo, in nome della trasparenza,  di includere quindi all’interno della Commissione interna anche le Associazioni dei Consumatori.

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ACEA ATO5: Consumatori senza flusso idrico da giorni e senza la possibilità di concordare piani di rientro

ACEA ATO5: Consumatori senza flusso idrico da giorni e senza la possibilità di concordare piani di rientro

CODICI e CASA DEL CONSUMATORE : Questa procedura può rientrare nell'ipotesi di interruzione di servizio pubblico - Urgente ripristinare il punti periferici di informazione all'utenza.

“Il servizio idrico della provincia di Frosinone sta subendo un drastico aumento delle criticità. Oggi più che mai i cittadini si trovano in un vero e proprio caos relativo alle questioni di natura commerciale. Sono diverse le segnalazioni pervenute relativamente al distacco totale delle utenze morose da parte del gestore. Dopo avere effettuato la riduzione del flusso del 75% e dopo diverse lettere di sollecito, l'azienda sta provvedendo a distaccare integralmente il flusso idrico; decine di famiglie, soprattutto  nel sorano, non possono così adempiere alle funzioni di vita basilari – dichiarano Luigi Gabriele, Segretario Provinciale CODICI e Vittorio Perifi, Segretario Provinciale di Casa del Consumatore.
La situazione è ulteriormente aggravata dalla mancata volontà di una congrua  rateizzazione dei crediti e dalla pretesa immediata di almeno il 50%  a fronte della riapertura del flusso.
La morosità in più di una situazione è legata a consumi non legittimi, malfunzionamento di apparecchi di lettura, assenza dell’utente per lunghi periodi dall'abitazione, anomalie tariffarie; molti utenti non avendo più i punti di informazione territoriale e continuando a riscontrare i soliti problemi nei canali telematici e telefonici, si trovano in pochi giorni con i tecnici in casa che effettuano prima la riduzione e poi la chiusura totale senza poter minimamente verificare la correttezza del quantum richiesto o poter concordare adeguatamente piani di rientro consoni ai redditi.
In un caso di anomalia tecnica ancora tutto da chiarire, nonostante i diversi sopralluoghi dell'azienda, è risultato che a fronte di un credito di 7500 euro e un reddito di 455 euro mensili da pensione, l'azienda ha proceduto alla chiusura totale del flusso già da 5 giorni, pretendendo il 3750 euro immediatamente a fronte del ripristino dell'acqua.
Un comportamento deprecabile, considerato che l'azienda non pone in atto proposte di rientro coerenti con i redditi e che procede illegittimamente alla riduzione del flusso idrico senza tentare nemmeno con procedure di recupero credito più adeguate alle esigenze degli utenti.
“Siamo veramente indignati da come ACEA stia mettendo in difficoltà interi nuclei familiari, ignorando invece i debiti milionari che ha nei confronti delle pubbliche amministrazioni – proseguono dal CODICI e da Casa del Consumatore.
Anche di questo si è discusso oggi presso l'Assessorato all'Ambiente della Regione Lazio con la convocazione della Consulta degli utenti e dei consumatori.
“Oltre a diffidare formalmente l'azienda a non a non chiudere il flusso agli utenti – conclude Gabriele -  invito tutti i cittadini che hanno subito la medesima interruzione del flusso, a denunziare alle autorità competenti e a fornirci gli estremi  affinché si possano attivare i procedimenti d'urgenza”.
Per qualsiasi necessità chiediamo alla cittadinanza di segnalarci le anomalie presso gli sportelli Codici: Sora,  Corso Volsci 1, Ceprano, Via Bixio e Castelliri presso la sede comunale, durante gli orari di apertura degli sportelli. Per maggiori informazioni contattare il sito web: www.codici.org

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Errori medici, difendiamoci così

Errori medici, difendiamoci così

Quando il medico sbaglia è un problema per tutti. Prevenire la malasanità e tutelarsi dai suoi danni è possibile. Ecco come far valere i tuoi diritti

  1. errori medici, un danno per paziente e medico
  2. errori sanitari, le specialità più a rischio
  3. gli errori sanitari e il ministero della Salute
  4. come ci si difende dall’errore medico
  5. dopo un errore medico, come avere giustizia


Errori medici, un danno per paziente e medico

Gli errori dei medici sui mass media sono ormai – e purtroppo – all’ordine del giorno. I casi di malasanità sembrano ripetersi di continuo, nelle cronache. A causa di questi errori medici si possono subire danni fisici, temporanei o permanenti, o addirittura morire: in sala operatoria come in corsia o perfino in sala parto. In un anno, secondo i dati di una ricerca Eurisko del 2007, gli errori che si verificano in ospedale coinvolgono 32 mila persone. A questi dati si aggiungono quelli dell’Ania (l’Associazione Italiana imprese assicuratrici) secondo la quale sarebbero 30 mila ogni anno le denunce e le richieste di risarcimento e 15 mila le cause che finirebbero ogni anno in tribunale. Le inchieste che vengono aperte dall’autorità giudiziaria spesso si protraggono a lungo, prima di arrivare all’accertamento della verità. L’errore medico è un fenomeno rilevante nel nostro sistema sanitario, assai più di quanto si immagini, con conseguenze che vanno in una duplice direzione:

  1. danni al paziente e ai suoi familiari quando il danno è accertato;
  2. danni ai medici, quando il magistrato accerta che l’evento non è stato provocato dalla responsabilità dei sanitari. C’è da considerare che otto medici su dieci con almeno 20 anni di anzianità professionale, sono stati sottoposti a un’inchiesta, per un presunto errore, almeno una volta. Ma in due casi su tre tutto si risolve con una completa assoluzione. E quasi sempre, al termine di un iter molto lungo.

Questa situazione comporta un notevole danno (professionale e biologico) per il medico, ma anche un pericolo serio per il cittadino-paziente: l’affermarsi della cosiddetta medicina difensiva, quella che punta a salvaguardare anzitutto l’incolumità giudiziaria del medico, quindi la salute del paziente. Se ciò avvenisse, progressivamente si ridurrebbe il numero di camici bianchi disposti a rischiare una denuncia per non aver prescritto un esame molto probabilmente inutile. A quel punto, il ricorso agli esami diventerebbe sempre più massiccio, con un conseguente spreco per il Sistema sanitario nazionale. Non solo: come ulteriore effetto, il paziente avrebbe sempre più difficoltà a trovare un medico disposto ad assisterlo.

Errori sanitari, le specialità più a rischio
Su 8 milioni di persone ricoverate ogni anno, 320 mila (pari a circa il 4%) subiscono danni o conseguenze (malattie) dovute a errori nelle cure o a disservizi che potrebbero essere evitati. Ma è il capitolo relativo alle morti, quello che deve fare più riflettere: le stime oscillano tra un minimo di 14 mila a un massimo di 50 mila pazienti che muoiono in conseguenza di errori compiuti da medici o provocati da una non adeguata organizzazione delle strutture sanitarie.
L’Associazione dei medici accusati di “malpractice” ingiustamente (Amami) sostiene sia maggiormente realistico il numero di 30-35 mila decessi, corrispondenti al 5,5% di tutti i morti registrati in Italia in un anno. Un dato paragonabile a quelli dei maggiori killer: il tumore del polmone e infarto miocardico acuto (31 mila morti all’anno).
Ma quali sono i reparti più a rischio di denuncia? Secondo il rapporto Pit (Processo integrato di tutela) Salute 2009 del Tribunale dei diritti del malato, sarebbero sette le specialità in cui si rischia di più:

  1. ortopedia (17,5%);
  2. oncologia (13,9%);
  3. ginecologia e ostetricia (7,7%);
  4. chirurgia generale e oculistica (5,4%);
  5. odontoiatrica (5,2%)
  6. emergenza e pronto soccorso (2,8%).

Gli errori sanitari e il ministero della Salute
Il Ministero della Salute tiene d’occhio da tempo il problema degli errori medici e sanitari in genere. Negli ultimi anni sono state adottate diverse misure per cercare quanto meno di arginare il problema. Il Piano Sanitario Nazionale 2006-2008 prevede in particolare un monitoraggio degli strong>“eventi sentinella”. Cosa sono gli “eventi sentinella”? Il ministero stesso li definisce “eventi avversi di particolare gravità, che causano morte o gravi danni al paziente e che determinano una perdita di fiducia dei cittadini nei confronti del Servizio sanitario nazionale”. L’elenco di questi “eventi sentinella” è dunque uno strumento di prevenzione, indispensabile per riuscire ad imparare dagli sbagli e, quindi, adottare tutte le misure per evitare che in futuro l’errore si ripeta.

Ecco la lista completa degli “eventi sentinella”:

  1. procedura in paziente sbagliato;
  2. procedura chirurgica in parte del corpo sbagliata (lato, organo o parte);
  3. errata procedura su paziente corretto;
  4. strumento o altro materiale lasciato all’interno del sito chirurgico che
  5. richiede un successivo intervento o ulteriori procedure:
  6. reazione trasfusionale conseguente a incompatibilità AB0;
  7. morte, coma o grave danno derivati da errori in terapia farmacologica;
  8. suicidio o tentato suicidio di paziente in ospedale;
  9. violenza su paziente;
  10. atti di violenza a danno di operatore;
  11. morte o grave danno conseguente ad un malfunzionamento del sistema di trasporto (intraospedaliero, extraospedaliero) ;
  12. morte o grave danno conseguente a non corretta attribuzione del codice triage nella Centrale operativa 118 e/o all’interno del Pronto Soccorso;
  13. morte o grave danno imprevisti conseguente ad intervento chirurgico;
  14. ogni altro evento avverso che causa morte o grave danno al paziente.

Ma c’è di più. Sulla base delle raccomandazioni “Guidelines for Surgery” (linee guida per la chirurgia), l'Organizzazione mondiale della Sanità ha costruito una “checklist” per la sicurezza in sala operatoria: una lista che contiene 19 punti da osservare in caso di procedure semplici e complesse.

Come ci si difende dall’errore medico
Secondo il rapporto Pit (Processo integrato di tutela) Salute 2009 del Tribunale dei diritti del malato, della totalità delle segnalazioni di errori sanitari (malpractice), solo 28 cittadini su 100 richiedono una specifica consulenza medico legale in vista di una eventuale azione legale. Il 72% dei cittadini desidera principalmente segnalare l'accaduto e ottenere informazioni non necessariamente giudiziarie
Ecco cosa deve fare un cittadino per prevenire eventuali errori medici.

All’accettazione del ricovero:

  1. chiedere senza esitare ai medici informazioni su come si svolgerà la cura o il ricovero;
  2. non tralasciare di riferire al medico tutte le informazioni che servono in fase di ananmesi (le domande che il medico e l’anestesista porgono prima della cura o ricovero);
  3. leggere con attenzione il consenso informato
  4. leggere con attenzione la Carta dei diritti del malato, reperibile in tutte le strutture sanitarie

Alla dimissione dal ricovero:

  1. richiedere sempre la propria cartella clinica, anche in assenza di problemi. Verrà rilasciata nell’arco di circa 30 giorni e dietro pagamento
  2. segnalare all’Urp (Ufficio relazioni con il pubblico) qualunque disservizio abbiate riscontrato.

Che cos’è il consenso informato?
Molti pazienti che sono stati vittime di errori medici, decidono di non sporgere denuncia perché prima di un intervento chirurgico hanno firmato il consenso informato e ritengono di non averne diritto. Ma cos’è il consenso informato?La legge italiana prevede che il paziente possa decidere se vuole essere curato o no per una determinata malattia. Con il consenso informato si autorizzano i medici e gli operatori sanitari a applicare le cure. Ma firmare questo documento non significa che il medico o gli operatori sanitari siano tutelati da qualsiasi danno. Vediamo perché.

  1. firmare il consenso informato con cui si autorizza il medico a procedere non lo solleva da ogni responsabilità;
  2. anche la struttura in cui si verifica l’intervento non è esentata da ogni responsabilità;
  3. il medico o la struttura ospedaliera dove il paziente ha subito un danno, deve risponderne sia civilmente che penalmente;
  4. il consenso informato è valido solo se prima della firma il paziente è stato informato sui rischi, controindicazioni e alternative a quel tipo di intervento.


Spetterebbe poi al medico dimostrare che il malato è stato sufficientemente informato sulle procedure che sarebbero state messe in atto.

Dopo un errore medico, come avere giustizia

Il momento più difficile e delicato, quando l’errore medico è avvenuto, consiste proprio nell’ottenere giustizia del grave torto subito. Tra il dolore, lo smarrimento e la rabbia, spesso non si sa bene come comportarsi. E invece bisognerebbe essere pronti a sapersi muovere, per ottenere un giusto risarcimento del danno. La prima cosa da fare e chiedere spiegazioni su quanto è davvero accaduto: all’operatore, ne caso di intervento chirurgico; al medico che ha seguito la vittima dell’errore, in caso di ricovero. Se preferite, potrete sempre rivolgervi un gradino più in alto, al direttore sanitario della struttura ospedaliera o della clinica privata in questione: lui potrà consultare la cartella clinica del paziente e il medico che l’ha seguito, per fornire tutte le spiegazioni del caso.
Se i chiarimenti non vi sembrano sufficienti, il passo successivo è di richiedere all'amministrazione dell’ospedale o della Clinica copia autenticata della cartella clinica e operatoria (qualora vi sia stato un intervento chirurgico), e anche copia della firma del paziente sul “consenso informato”. Questo è un documento molto importante per la valutazione di quale tipo di trattamento medico o chirurgico il paziente è stato messo a conoscenza e del rischio accettato. Può capitare infatti che, pur contro la legge, il paziente venga tenuto all'oscuro di quanto viene o verrà fatto nei suoi riguardi (per esempio un intervento particolare e rischioso, la somministrazione di farmaci in fase sperimentale o necessari, ma con possibili fenomeni collaterali dannosi, eventuali complicanze…). Il paziente deve essere messo a conoscenza di tutto ciò che sarà fatto per la sua malattia, delle cure, del tipo di intervento operatorio e dei rischi che potrà correre.

 

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Vademecum Mutui

Vademecum Mutui

LA CHIAREZZA DEL CONTRATTO
Spesso i contratti di mutuo sono incomprensibili. Questo in parte è dovuto alla necessità di utilizzare termini tecnici insostituibili; in parte tuttavia il problema potrebbe essere superato con uno sforzo di semplificazione che garantirebbe un rapporto più chiaro tra banche e utenti. E' consigliabile avere in anticipo il testo del contratto e, soprattutto, delle "condizioni generali" proposte dalla banca. Se si incontrano difficoltà nella comprensione e se le risposte date dai funzionari non sono soddisfacenti ci si può rivolgere sia alle associazioni dei consumatori, sia al notaio, che daranno le spiegazioni del caso anche prima della stipulazione del mutuo. La poca chiarezza del contratto può anche essere indizio di scarsa qualità del prodotto, la qual cosa rende consigliabile rivolgersi a un altro istituto di credito.

LA SCELTA TRA MUTUO A TASSO FISSO O VARIABILE
La scelta tra mutuo a tasso fisso o variabile è assolutamente soggettiva. Chi ha una certa propensione al rischio e può permettersi di sopportare alcune rate maggiori dovute ad un maggiore costo del denaro, che si potrebbe tradurre per un periodo più o meno lungo in un maggiore esborso di denaro, dovuto al superamento degli introiti del Conto Energia, può scegliere il tasso variabile che, al contrario, garantisce, nei periodi in cui il costo del denaro è basso, una maggiore redditività. Mentre chi vuole essere al sicuro da tali rischi , ma vuole avere ragionevolmente una redditività complessiva inferiore, può scegliere il tasso fisso.

ATTENTI ALLO SPREAD
Lo spread è una variabile molto importante del finanziamento, si tratta, infatti, del ricarico che ogni banca decide autonomamente di aggiungere al tasso di base, dal quale trae il proprio ricavo. Per intenderci, la banca compra il denaro ad un dato prezzo (tasso di scambio interbancario) e lo rivende a chi lo richiede ricaricato di un margine di guadagno, lo spread appunto. Nelle transazioni fra banche, il denaro ha una propria quotazione, che in Europa viene definita Euribor, ovvero "Euro Interbank Offered Rate". L'Euribor rilevato giornalmente, è il tasso a cui l'istituto bancario può comprare valuta. L'erogazione del denaro come finanziamento al cliente dovrà quindi avvenire ad un tasso un po' più alto per consentire alla banca la compensazione delle spese di gestione, i rischi dell'operazione e, non ultimo, il proprio guadagno. Il mutuo a tasso variabile verrà quindi rimborsato secondo un tasso stabilito dal criterio Euribor + Spread, dove l'Euribor è la componente variabile mentre lo spread quella fissa. Anche nel caso di tassi fissi si parla di spread, poiché rappresenta la quota aggiuntiva applicata all'IRS (Interest Rate Swap), una sorta di paracadute con cui le banche si tutelano in caso di rialzo dei tassi di scambio interbancario. Nei finanziamenti a tasso fisso lo spread servirà per calcolare il tasso solo il giorno della sottoscrizione del mutuo, poiché in seguito non potrà subire alcun cambiamento.

CAP E FLOOR: COSA SONO?
Nella scelta di un mutuo per il fotovoltaico potrebbe succedere di imbattersi in concetti oscuri come quelli di CAP e FLOOR. Il primo, se previsto, riguarda il tetto massimo oltre al quale il mutuo a tasso variabile non può andare, mentre il secondo fissa il limite al di sotto del quale non può scendere. Si tratta di caratteristiche da valutare con attenzione poiché possono influenzare la qualità dell'investimento. E' importante ricordare, inoltre, che i mutui ora si possono estinguere anticipatamente nel momento in cui si ha disponibilità di denaro e si possono trasferire da una banca all'altra, nel caso si trovino condizioni migliori, senza alcuna spesa.

QUALI GARANZIE RICHIEDONO LE BANCHE?
La principale garanzia richiesta dalle banche è la cessione dei crediti futuri derivanti dal riconoscimento del contributo da parte del Gestore del sistema elettrico (Gse). Per fare ciò, molti istituti di credito rendono obbligatoria la canalizzazione dell'incentivo erogato dal Gse su un conto corrente dal quale viene prelevata la rata del mutuo. E' possibile che siano richieste anche garanzie reali o personali aggiuntive, oppure altri vincoli e cautele. Si tratta di garanzie che possono avere un costo e quindi sono da inserire nel computo complessivo.

LA PENALE PER ESTINZIONE ANTICIPATA
E' opportuno individuare nel contratto il costo per l'estinzione anticipata del mutuo. Spesso le banche - ma non tutte - richiedono una percentuale rilevante del capitale residuo (persino superiore al 2%) per accettare che il mutuatario si liberi in anticipo del debito. Ciò può rendere assai gravoso vendere la casa prima di quanto programmato, in particolare nel caso di mutui agevolati o stipulati in base a convenzioni particolari, che non consentono il trasferimento del mutuo al nuovo acquirente.

I TEMPI DI ISTRUTTORIA
Quando ci si è impegnati a comperare una casa entro un dato termine e si deve pagare una penale al venditore per il ritardo, tempi lunghi di istruttoria per la concessione del mutuo possono costare cari. Di regola 60 giorni sono più che sufficienti per ottenere un mutuo ipotecario.

IL TASSO DI MORA PER RITARDATO PAGAMENTO
Anche se chi chiede un mutuo non pensa di venire a trovarsi nelle condizioni di non poter pagare puntualmente le rate, è necessario valutare attentamente anche questa eventualità per evitare che circostanze sfavorevoli e impreviste producano peri-colosi effetti a catena.

LA MODALITA’ DI EROGAZIONE
Poiché l'ipoteca esiste solo dal momento in cui il notaio la iscrive nell'apposito ufficio, e ciò può esser fatto solo dopo la stipula del mutuo, spesso la banca trattiene la somma mutuata sino a quando la pratica sia stata espletata, il che significa dover aspettare due o tre settimane prima di poter disporre del denaro ottenuto in prestito. Nel caso di una compravendita immobiliare il venditore dovrà di conseguenza attendere alcuni giorni per essere pagato.
Bisogna informarsi presso la banca e presso il notaio sui tempi di effettiva disponibilità del denaro. Per evitare questa attesa, alcune banche mettono subito a disposizione la somma mutuata a titolo di prefinanziamento, nel qual caso è opportuno verificare quali siano gli interessi che la banca richiede. In alternativa al prefinanziamento è necessario accordarsi in anticipo con il vendito-re il quale, se vende prima di incassare tutto il prezzo, deve essere opportunamente garantito. E' compito del notaio proporre e spiegare

LA DETRAIBILITA’ FISCALE
La legge prevede la detraibiltà fiscale di una parte degli interessi passivi e relativi oneri accessori pagati per mutui ipotecari stipulati per l'acquisto di immobili e/o per interventi di recupero edilizio. Questa possibilità di abbattimento dell'onere fiscale va dunque esaminata con attenzione, eventualmente con l'aiuto di un esperto, per valutare la sua incidenza sul costo complessivo del mutuo.

LE GARANZIE SUPPLEMENTARI RICHIESTE DALLA BANCA
Nel concedere un mutuo la banca deve valutare non solo il valore della casa offerta in garanzia, ma anche la capacità del debitore di pagare le rate del mutuo. Per questa ragione, talvolta, viene richiesta la fideiussione da parte di un terzo (ad esempio da parte di un genitore per il figlio). Questa prassi bancaria è corretta purché siano determinati i limiti di importo e la durata della fideiussione. E' invece da respingere l'eventuale richiesta della banca (più spesso sono le finanziarie a seguire questa prassi) di una procura a vendere la casa nel caso in cui non vengano pagate le rate del mutuo.

LA RINEGOZIAZIONE
La discesa dei tassi di interesse che si è verificata ultimamente ha reso possibile "cambiare in corsa" le condizioni dei mutui. La rinegoziazione può essere considerata una conquista di uso generale, ma dipende dalla volontà delle parti (banca - mutuatario). La rinegoziazione può essere relativa solo al tasso o alla durata, ovvero comportare la chiusura del vecchio mutuo e l'apertura di uno nuovo con i conseguenti costi, che devono essere attentamente valutati in relazione al vantaggio che deriva dalla diminuzione degli interessi.

LE CLAUSOLE VESSATORIE
Gli abusi talvolta subiti dai consumatori nella stipulazione di un mutuo per l'acquisto di un immobile, quali penali molto onerose in caso di rimborso anticipato, limiti alla facoltà di vendere il bene ipotecato trasferendo il mutuo a terzi, oggi possono essere combattuti anche grazie alla nuova disciplina delle clausole abusive. Proprio le clausole vessatorie-abusive sono state uno degli aspetti più problematici sui quali sono intervenute l'Associazione Bancaria Italiana e le associazioni dei consumatori firmatarie di questo Vademecum, nella ridefinizione del giusto equilibrio di diritti-doveri tra cliente e banca. L'utente deve innanzitutto pretendere che le clausole contrattuali proposte dalla banca siano sempre comprensibili e gli siano comunicate con sufficiente anticipo. Qualora alcuni termini del contratto determino uno squilibrio di diritti e obblighi a carico del consumatore, i medesimi possono essere automaticamente ritenuti inefficaci. Le associazioni a difesa dei consumatori possono citare in giudizio gli istituti di credito che utilizzino condizioni generali di contratto abusive e chiedere al giudice che ne vieti l'uso.

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