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Roma, Codici in conferenza stampa presenta "Indignamoci, ci scippano la salute e la dignità!"

Roma, Codici in conferenza stampa presenta "Indignamoci, ci scippano la salute e la dignità!"

Si è tenuta oggi la conferenza stampa realizzata dall’associazione Codici “Indignamoci, ci scippano la dignità e la salute” dal nome della campagna sulla sanità lanciata dall’Associazione.
Sono intervenuti il Segretario Nazionale del Codici, Ivano Giacomelli, Valentina Coppola, Responsabile Nazionale Sportelli al Cittadino e Monia Napolitano, Responsabile Dipartimento Comunicazione CODICI.
Nata all’origine da un sentimento di indignazione verso politici ed amministratori dell’attuale Governo che pensano di risolvere il problema della malpractice sanitaria con diversi atti e proposte di legge parlamentari, che cancellano la responsabilità dei medici. Oggi “indignamoci” è un osservatorio sui casi di malasanità causati dalla negligenza degli operatori del sistema sanitario nazionale che ha portato alla luce diffusi errori medici in Italia e in particolare nel Lazio. Il territorio laziale, con gli ultimi casi verificatisi negli ospedali romani, si presenta una Regione dalle pesanti e gravi inefficienze nel servizio sanitario pubblico.
Il dossier è stato realizzato attraverso la documentazione di fonti istituzionali e sono diversi i temi scottanti  emersi:

•    le criticità relative al  ricorso del taglio cesareo e lo stato in cui versano i reparti maternità

Secondo i dati documentai da Codici dall’Asp Lazio, l’Agenzia di Sanità Pubblica Regionale, nel 2009 il ricorso al taglio cesareo è stato pari al 45 per cento per 100 nati vivi; nel 2008 tale percentuale era pari al 44 per cento. Tale valore risulta significativamente più alto rispetto a raccomandazioni di agenzie internazionali come l’Organizzazione Mondiale della Sanità che consiglia un ricorso al taglio cesareo non superiore al 20 per cento. Significativi in questo contesto è il caso accaduto nel mese di  Ottobre 2010  al San Camillo in Sala Parto, dove un bambino nasce in arresto cardiaco e muore.

La Procura della Repubblica ha aperto una inchiesta, tra le circostanze del decesso pare vi siano il sovraccarico delle emergenze ostetriche, 10 mila sarebbero stati gli accessi da gennaio a settembre abbattutisi sul San Camillo dove, in quel momento, mancavano 10 ginecologi, 8 neonatologi, 16 ostetriche. La causa  sembra sia stata la chiusura, per ristrutturazione, dell'ostetricia del San Giovanni e di quella del Sant'Eugenio

•    infezioni ospedaliere ed errori sanitari causati da cattiva organizzazione e da negligenza degli operatori sanitari

Nel Lazio, secondo i dati del “Rapporto della commissione d’inchiesta sulla sanità” tra la fine di aprile del 2009 e il 25 gennaio del 2011 si parla di  diciannove presunti errori sanitari e altri tredici casi di malasanità. Dei 19 presunti errori – su cui sono in corso accertamenti da parte della magistratura –  11 hanno portato alla morte del paziente e le criticità vanno dalle errate diagnosi, errori in corsia e infezioni ospedaliere causate dalla non adozione delle indicazioni previste dalle circolari ministeriali.
•    Le piaghe da decubito

“L’incidenza delle lesioni da decubito è un indicatore della cattiva assistenza e la loro presenza ha un significato prognostico sfavorevole. Codici si è occupato di numerosi casi di piaghe da decubito – commenta Ivano Giacomelli - la prima battaglia in Italia del Codici è stata vinta nel 2004 contro il San Giovanni”.
(A tal proposito è possibile consultare i casi all’interno del dossier pag 7/ 8 )

“L’Osservatorio “Indignamoci”  - dichiara Valentina Coppola - dell’associazione Codici porta all’attenzione dello sportello legale della Regione Lazio una media di 480 segnalazioni all’anno. Di queste, 100 vengono approfondite attraverso perizie mediche e legali. All’interno del dossier  sono riportati  alcuni casi più significativi di cui il CODICI si è occupato o tuttora si sta occupando. Tutti evidenziano le deficienze del sistema sanitario romano; in particolare emergono due fattori sentinella della malpractice sanitaria:
1.    le infezioni ospedaliere, determinate da una cattiva organizzazione, molte di queste killer perché se non adeguatamente e tempestivamente trattate conducono alla morte del paziente,
2.    le piaghe da decubito, più facili da prevenire che da curare, causate da una cattiva pratica assistenziale”.
“Codici – prosegue Giacomelli – presenta oggi anche una proposta di legge regionale sui diritti del malato con l’obiettivo di riportare al centro dell’attenzione delle strutture e degli operatori sanitari il soggetto principale del sistema sanitario: il cittadino. Il testo – continua il Segretario Nazionale - non si propone di introdurre modifiche sostanziali nella sfera dei diritti ma punta alla razionalizzazione e soprattutto ad “orientare” il sistema.  La premessa, di carattere Costituzionale, richiama la centralità della persona e la salute come diritto fondamentale dell’individuo. La Regione, nel rendere concreto questo  fondamento  che altro non significa che orientare gli sforzi della Pubblica Amministrazione verso l’obiettivo di garantire il bene salute a tutti i cittadini, stabilisce che tali norme siano definite “principi generali”. Di conseguenza tutto il quadro normativo di settore dovrà essere interpretato, sorretto ed indirizzato alla luce dei principi indicati dalla presente legge”.
Concludendo dal quadro tracciato emergono numerose criticità, da cui scaturiscono delle proposte, nel sistema sanitario Regionale che incidono fortemente sullo stato di salute delle persone. Le criticità possono essere così sintetizzate:
•    grave disorganizzazione dei servizi, si evince in particolare dai casi che vedono pazienti in ostaggio del pronto soccorso trattenuti ore ed ore in barella prima di essere assistiti. In questo contesto il servizio delle autoambulanze viene sospeso al fine di contenere il disservizio. La carenza di lettighe porta ad occupare quelle delle ambulanze, bloccando il servizio di soccorso pubblico. Codici annuncia esposti alla Procura della Repubblica per interruzione di pubblico servizio;
•    spreco di prestazioni senza alcuna indicazione e applicazione in maniera spregiudicata della medicina difensiva, che consiste nel praticare misure terapeutiche che non rispondono al principio di appropriatezza ma come garanzia delle responsabilità medico legali seguenti alle cure mediche prestate. Il mancato controllo sulla appropriatezza delle prestazioni porta alla saturazione delle stesse e alla cattiva gestione del sistema sanitario;
•    errori nella diagnosi, in questo contesto vi è una palese mancata applicazione dei protocolli assistenziali che vengono applicati in maniera scorretta, non applicati o applicati  in maniera pedissequa  e non adeguati al paziente;
•    totale assenza delle necessarie verifiche del risultato, scarsa trasparenza nell'azione sanitaria e pessima organizzazione. Tale cattiva gestione si evidenzia a causa dei noti e frequenti casi di ulcere da decubito e di infezioni ospedaliere;
•    118: ritardi ed inefficienze " croniche"  a causa della cattiva organizzazione;

In merito alla piaga delle liste d’attesa il cui abbattimento era definito "priorità assistenziale" già nel Piano Sanitario 1998-2000 e dell’accesso alle prestazioni sanitarie propone:

•    l’integrazione nel circuito CUP di tutte le strutture che erogano servizi sanitari: oltre agli Ospedali ed agli Ambulatori, gestiti direttamente dal Servizio sanitario regionale, anche di tutte le strutture private che ne entrano a far parte integrante attraverso l'accreditamento;
•    Intramoenia: l'attuale gestione dell'attività professionale intramuraria contribuisce decisamente all'allungamento dei tempi d'attesa. La correlazione tra esercizio professionale privato intramoenia e liste di attesa è posta in evidenza già dall'atto di indirizzo e coordinamento per l'esercizio dell'attività professionale intramuraria dei medici (Decreto del 27-3-2000) dove è stabilito che "l'attività professionale intramuraria deve essere finalizzata alla riduzione delle liste d'attesa". Purtroppo si è verificato il contrario!
•    controllo da parte dei cittadini: è necessario attivare tutti  gli strumenti di partecipazione previsti dalla legge, tra questi le carte dei servizi, le quali devono essere rimodulate sulla base delle esigenze poste in essere;
•    contro la deresponsabilizzazione dei medici: ancora ferme al Senato ci sono proposte di legge  secondo le quali Medici ed infermieri non risponderanno più dei danni che causano ai pazienti in conseguenza di imprudenza, imperizia e negligenza, neanche dal punto di vista disciplinare. Queste proposte di legge vogliono escludere la responsabilità anche per colpa grave. INDIGNAMOCI!


Siamo di fronte ad un sistema sanitario disorganizzato e che rasenta il degrado. Una forma di disorganizzazione che si ipotizza sia dovuta, con l’obiettivo di alimentare la sanità alternativa a quella pubblica.

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Ambiente,Lombardia: versamento di liquami del Lambro, due indagati per disastro ecologico

Ambiente,Lombardia: versamento di liquami del Lambro, due indagati per disastro ecologico

Risale ad un anno fa la notizia, tragica per il suo impatto ambientale, dello sversamento di 2.600 tonnellate di idrocarburi avvenuto nel Lambro nella notte tra il 23 e il 24 febbraio. Si è parlato di disastro ambientale, in quanto le sostanze finite nel fiume (si tratta, in maniera specifica, di gasolio misto ad olio combustibile) hanno inquinato non soltanto l’acqua, ma anche il greto e le sponde. Il gravissimo episodio ha creato una vera emergenza per la fauna acquatica: tra le specie a rischio, aironi, gabbiani, folaghe, germani e gallinelle d’acqua.
Il coordinatore Regionale del CODICI Lombardia, Davide Zanon, a proposito dei sopracitati versamenti, dichiara: “Non è la prima volta e certo, se non si avvieranno i dovuti controlli, purtroppo neanche l’ultima”.
“Auspichiamo che le Autorità competenti riescano quanto prima a venire a capo della questione – prosegue Zanon - Così come ci auguriamo che, identificati  i responsabili, siano applicate le giuste pene. Dal canto nostro, monitoreremo nel tempo il territorio e nel contempo chiediamo alla Regione Lombardia di attivarsi quanto prima provvedendo alla bonifica dei luoghi implicati nel disastro. Continuiamo ad assistere a veri e propri disastri cui difficilmente l’uomo potrà porre rimedio proprio per l’ingente portata dei danni arrecati”.
CODICI, in riferimento a quanto appena detto, si prende carico della questione, innanzitutto annunciando la stesura di un dossier, utile, come dichiarato dal Segretario Nazionale Ivano Giacomelli, “affinché si avvii un’indagine per la sistematica omissione di controlli sugli sversamenti”.
CODICI, inoltre, auspica in un incontro con tutte le associazioni presenti sul territorio, al fine di  avviare un’iniziativa collettiva che possa avere la forza necessaria per sanare una situazione considerata ormai insostenibile. Solo attraverso la messa in comune di tutte le risorse disponibili si potranno avviare al meglio iniziative concrete nei confronti di quello che si può considerare un vero e proprio disastro ambientale.

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Regione Lazio, Arsenico: Codici, Aduc E Unuss smentiscono l’Assessore all’ambiente Mattei

Regione Lazio, Arsenico: Codici, Aduc E Unuss smentiscono l’Assessore all’ambiente Mattei

AD OGGIAggiungi un appuntamento per oggi NESSUN INVITO E’ PERVENUTO - SCANDALOSO CHE SIA DATA VOCE SOLTANTO ALLE ISTITUZIONI CHE HANNO EVIDENTI RESPONSABILITÀ NELLA VICENDA
“Smentiamo categoricamente le parole dell’Assessore Mattei che ribadisce la volontà di incontrare le Associazioni dei Consumatori giovedì 24 febbraio per discutere dell’emergenza arsenico nel Lazio” dichiarano in una nota congiunta le Associazioni CODICI, ADUC e UNUSS.
“Ci è stato, infatti appena confermato – prosegue Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del CODICI - dalla segreteria della Commissione Ambiente che nessuna associazione dei consumatori è stata invitata per quella data, tant’è che, ad oggiAggiungi un appuntamento per oggi alcun invito è a noi pervenuto nonostante sia stato più volte richiesto un incontro con i rappresentanti della Regione”.
“E’ scandaloso – concludono le Associazioni dei Consumatori – che sia data voce soltanto alle Istituzioni che hanno evidenti responsabilità nella vicenda e non a chi rappresenta i cittadini, le prime vittime di questa scandalosa situazione. La Regione ha dei precisi obblighi nei confronti degli utenti ed è giunto il momento di coinvolgere tutte le parti in causa, indiscriminatamente, comprese, quindi, anche le Associazioni dei Consumatori”.

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Roma: Babygang, arrestati 5 minorenni a Tor Vergata

Roma: Babygang, arrestati 5 minorenni a Tor Vergata

E’ accaduto a Tor Vergata, nella periferia di Roma, l’ennesimo episodio di bullismo messo in atto da ragazzi tutti minorenni per i quali è scattato l’arresto.
“Il problema della periferia è sempre esistito soprattutto nelle grandi città. Le violenze sembrano concentrarsi proprio nei luoghi in cui non ci sono attività ricreative, attività commerciali e luoghi di ritrovo per gli abitanti. Le periferie della capitale, anche a causa dell'urbanizzazione selvaggia degli ultimi anni si configurano sempre più come luoghi dormitorio e residenziali. Finché il Comune non si attiverà riqualificando queste zone, creando biblioteche, cinema, negozi saremo costretti e leggere sui giornali notizie come questa – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del CODICI. “Quando il Sindaco Alemanno parla di riqualificazione delle periferie – prosegue Giacomelli - ci piacerebbe si riferisse anche alla predisposizione di spazi adatti all’incontro dei giovani, una riqualificazione urbanistica, quindi, che prendesse in considerazione non solo l’aspetto abitativo, peraltro importante, ma anche quello ricreativo”.
«Il Codici propone – continua Monia Napolitano, Sociologa dell'Associazione - di sfruttare gli spazi aperti delle periferie, organizzando, ad esempio, attività sportive per i giovani affinché non cadano nella devianza minorile, attività che consentano di scaricare le tensioni e nello stesso tempo di socializzare. L’attività ludica e sportiva – prosegue Napolitano – è infatti una valida alternativa al bar, alla sedentarietà e alla noia.  La mancanza di opportunità culturali e aggregative, la carenza di strutture di cui la periferia è, per buona parte, vittima fa sì che i ragazzi non trovino alternative valide per trascorrere adeguatamente il tempo libero”.
Senza cadere in facili luoghi comuni, è fuor di dubbio che,  in questi contesti, dopo la scuola gli adolescenti abbiano davvero poco da fare se non riunirsi in gruppi dove magari la noia o la volontà di farsi notare spinge ad assumere azioni devianti contro gli altri ma anche contro se stessi”.
Il CODICI invita, pertanto, l’Amministrazione comunale a non sottovalutare la problematica e ad intervenire con progetti ad hoc per eliminare il disagio di molti giovani delle periferie.

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Calabria: allarme sociale per pagamento farmaci

Calabria: allarme sociale per pagamento farmaci

Dal primo di Marzo i cittadini della provincia di Catanzaro dovranno pagare anche i farmaci prescrivibili, verrà poi fornito loro,  un modulo per richiedere all’Asl competente il rimborso per la spesa sostenuta . Lo scopo sarà quello di  tentare di salvare il deficit di bilancio del comparto sanitario calabrese? Tale  manovra riuscirà a permettere un risparmio  ed acquietare le pressioni del Governo?
Siamo in fermento e pronti ad affinare strategie di disamina- dichiara Marcella Rosetta- Segretaria regionale di Codici; anche nella città di Cosenza i cittadini hanno accusato il medesimo colpo ed i sentori di disagio non hanno tardato a farsi sentire agli sportelli dell’Associazione Codici   dove  abbiamo raccolto gli umori degli utenti che saranno costretti a subirne gli oneri. Dalle loro dichiarazioni emerge una presa di coscienza: le fasce deboli sono state colpite nuovamente per sanare le problematiche di un malgoverno protratto. I cittadini non hanno più alcuna possibilità di far valere i loro diritti. ‘Il disagio si palpa con mano – hanno affermato – è disumano, la gente lamenta di non farcela economicamente: Non possiamo rimanere impotenti verso quella che può essere definita una sindrome viziosa collettiva ,siamo esterrefatti, reduci dall’ennesima castrazione. “Che la sanità sia una gestione completamente politica non c'è bisogno di alcuna dimostrazione matematica- commenta il Segretario nazionale di Codici Ivano Giacomelli -: è una evidenza empirica che ciascuno può verificare ogni giorno : Persistono peggioramenti drastici della qualità dei servizi già al di sotto degli standard minimi !”
La  decisione di far pagare ai cittadini anche i farmaci prescrivibili- continua Ivano Giacomelli- costituisce il riscontro oggettivo dell’ennesimo fallimento del governo della sanità regionale. I cittadini  sperano invano in una sanità più efficiente ed invece devono continuare far fronte ad un aumento del disavanzo, ad una scarsa qualità dei servizi   sempre più scadenti , ad ingiustificati aumenti della spesa sanitaria, nonostante la Regione Calabria, più volte, abbia manifestato, a parole, il proprio intento di porre rimedio a tale tragica situazione, nei fatti dimostra ancora una volta di fare il contrario penalizzando, con questa decisione, soprattutto le fasce deboli della popolazione calabrese.
Pertanto l’Associazione Codici,  lancia un appello  alla Regione, ai Sindaci dei comuni e all’Asp  perché si attivino al fine di sventare questa ulteriore penalizzazione per i cittadini .

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Roma, stazione Termini nel caos

Roma, stazione Termini nel caos

Stazioni delle metropolitane e ferroviarie di Roma nel degrado, abbandonate all’incuria, al tempo e ai gesti di incivili.
Il primato è detenuto dalla Stazione Termini, il piazzale antistante ad essa è una cloaca a cielo aperto, manca un’adeguata igiene e pulizia dei marciapiedi. A primo impatto non è sicuramente un buon biglietto da visita per Roma, considerando, soprattutto che la Stazione Termini è il più importante scalo ferroviario della città, il più grande d’Italia ed il secondo d’Europa.
Oltre a questo, non si può non parlare dei disturbo arrecato agli utenti dai lavori di rimodernamento della stazione, partiti a marzo di quest’anno.
Un intreccio di cunicoli e gallerie che il cittadino deve percorrere per arrivare ai treni o uscire dalla stazione, informazioni poco chiare, gallerie e scale mobili congestionate.
I cittadini che ogni mattina contattano il CODICI sono decine e decine. Tutti lamentano la mancanza di organizzazione e l’estremo caos che quotidianamente si crea all’uscita o all’ingresso dei treni della metropolitana.
Tra pendolari che arrivano nella Capitale, studenti, gente con valigie, gruppi di turisti e lavoratori è un sovraccarico di utenti che Termini, lavori in corso o meno, dovrebbe essere in grado di reggere.
Così non è ed i nervi di chi frequenta la stazione ormai ne risentono, la tensione che si può accumulare a partire dalle prime ore del mattino può raggiungere livelli notevoli.
Gli utenti non solo viaggiano stipati come sardine all’interno dei vagoni della metropolitana ma una volta terminato il viaggio arrivano in una stazione congestionata, perdendo, oltre che la pazienza, anche più di  20 minuti per uscire dalla stazione e questo non è davvero ammissibile.
“Si prendano seri provvedimenti per arginare l’urgenza della situazione –dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del CODICI– soprattutto perché  l’intervento di ammodernamento si concluderà a fine 2012. Due anni di patimenti sono davvero tanti”.

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Lazio, rifiuti: incontro Federlazio – Regione: aggiornamento tariffario per le aziende che si occupano di smaltimento dei rifiuti

Lazio, rifiuti: incontro Federlazio – Regione: aggiornamento tariffario per le aziende che si occupano di smaltimento dei rifiuti

Si è tenuto lo scorso 16 febbraio un incontro tra la Federlazio, l’Assessore regionale Di Paolantonio ed il Direttore Marotta. L’Argomento discusso era inerente l’aggiornamento tariffario a favore delle aziende che si occupano di smaltimento dei rifiuti.
Sembrerebbe che dalla Regione siano state fornite rassicurazioni circa la possibilità di fissare nuove tariffe fin dal prossimo 21 febbraio; questo per lo meno si evince dalle dichiarazioni di Flammini, Presidente di Federlazio.
“Se si dovesse raggiungere un accordo in questo senso le maggiori vittime sarebbero ancora una volta i cittadini – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del CODICI – potrebbe infatti accadere che i Comuni decidano essi stessi di rivedere le tariffe sui rifiuti. Si innescherebbe, infatti un circolo vizioso che andrebbe a colpire direttamente l’utente”.
“Non dimentichiamoci poi che sui cittadini pende un ulteriore balzello: l’Iva sulla tariffa dei rifiuti, per cui le bollette costeranno il 10% in più” prosegue Giacomelli – che va a sommarsi, per quanto riguarda  gli utenti romani al recente aumento approvato il 2 luglio scorso dal Consiglio Comunale”.
“La Regione apra un tavolo di confronto anche con i Consumatori – conclude Giacomelli - per scongiurare ulteriori aggravi economici per i cittadini già duramente vessati” .

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A Carnevale ogni scherzo vale, ma agli atti vandalici i cittadini dicono no!

A Carnevale ogni scherzo vale, ma agli atti vandalici i cittadini dicono no!

Mancano poco più di due settimane per l’ultimo di Carnevale e per le vie cittadine sangiuseppesi è partita tra i giovani l’aggressione con le bombolette spray.
Il Centro per I Diritti del Cittadino – Codici Campania, ha richiesto al Comune ed ai vari organi di controllo di varare una ordinanza affinchè venga imposto il divieto di vendita di tali prodotti e nel contempo effettuare una vigilanza a tappeto sul territorio per arginare il fenomeno delle baby gang armate di ogni prodotto per bersagliare il passante di turno.
“Lo scherzo di Carnevale – come qualcuno vuol far passare – spesso non è gradito a molti cittadini che ogni anno si ritrovano a dover esborsare somme di denaro per portare i propri veicoli negli autolavaggi perché ricoperte da montagne di schiuma e, negli ultimi giorni prima dell’avvicinarsi al martedì grasso, da residui di uova marce e arance che si attaccano alle vernici delle autovetture e in alcuni casi danneggiando la carrozzeria stessa a causa della violenza con cui le uova o le  arance vengono lanciate – spiega Danila Navarra, responsabile sportello regionale Codici Campania”.
Lanci di uova e arance all’approssimarsi del martedì grasso, divengono ruotine quotidiana da parte di gruppi di ragazzini che si appostano in punti strategici delle vie cittadine, come i binari non più in uso della Ferrovia dello Stato, la piazza Elena D’Aosta, in Via Rossilli nei pressi del circolo didattico, e fuori gli istituti scolastici, che con la scusa della festa e dello scherzo si sentono autorizzati a bersagliare il passante o il veicolo di turno. “I treni della circumvesuviana vengono letteralmente presi d’assalto così come i veicoli in transito, una situazione che si trascina da anni alla quale nessuno mette la parola fine prosegue Navarra. Ragazzine impaurite, per scappare dall’ennesimo attacco dalla gang della bomboletta, si riversano al centro delle carreggiate senza prestare attenzione alle auto in transito con il rischio di essere investite dalle stesse”.
Il Codici, quindi, chiede che venga imposto il divieto di acquistare, vendere e utilizzare bombolette spray imbrattanti o irritanti, uova, farina, arance e tutto ciò che possa cagionare danni a cose e persone.
I cittadini oggetto di tali soprusi, possono rivolgersi presso lo sportello territoriale dell’Associazione sita in San Giuseppe Vesuviano alla Via L. Murialdo n. 26 (ex P.co Ambrosio) al tel. 0815297180, per denunciare le molestie subite.

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L’A.T.E.R. di Latina non adempie alla delibera della regione “criteri e modalità per l’assegnazione, da parte dell’ A.T.E.R.  del Lazio, di locali extraresidenziali non utilizzati a favore delle associazioni senza fini di lucro”

L’A.T.E.R. di Latina non adempie alla delibera della regione “criteri e modalità per l’assegnazione, da parte dell’ A.T.E.R. del Lazio, di locali extraresidenziali non utilizzati a favore delle associazioni senza fini di lucro”

Con DGRL n°711 del 25/09/2009 la Regione Lazio aveva approvato i “Criteri e modalità per l’assegnazione, da parte dell’A.T.E.R. del Lazio, di locali extraresidenziali non utilizzati a favore delle associazioni senza fini di lucro”.

Entro 60 giorni dalla pubblicazione della deliberazione regionale l’A.T.E.R. avrebbe dovuto pertanto:

  1. deliberare i criteri per l’applicazione del canone;
  2. provvedere alla ricognizione degli immobili extraresidenziali da destinare alle associazioni, specificando l’ubicazione e la tipologia;
  3. avviare le procedure previste dalla normativa vigente in materia per la ricerca sul mercato delle associazioni interessate.

L’A.T.E.R. Latina non ha però provveduto secondo i tempi ad adempiere a quanto previsto dalla delibera regionale.
A tal proposito, il CODICI si è visto quindi obbligato a richiedere un provvedimento espresso all’A.T.E.R. di Latina affinché adempiesse a quanto previsto dalla delibera. Purtroppo ad esso è seguito il silenzio da parte dell’Azienda per cui il passo successivo è stato quello di fare ricorso al TAR.
“Il ricorso, dichiarato ammissibile e fondato, è stato quindi accolto dal TAR – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del CODICI – e all’A.T.E.R. di Latina non resta che adempiere alla delibera”.

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Sora, usura. Codici: al via i corsi di formazione nelle scuole per educare i giovani al buon uso del denaro

Sora, usura. Codici: al via i corsi di formazione nelle scuole per educare i giovani al buon uso del denaro

Sono partiti questa mattina presso l’Istituto Tecnico per le Attività Sociali (ITAS ) di Sora i corsi di formazione tenuti da CODICI destinati agli studenti per educare e sensibilizzare i giovani al buon uso del denaro. L’iniziativa rientra nel progetto contro l’usura ed il sovra indebitamento avviato in collaborazione con il Comune di Sora grazie al contributo della Regione Lazio. “Non possiamo che essere soddisfatti della riuscita dell’iniziativa – commenta il Segretario Provinciale CODICI Frosinone, Luigi Gabriele – nel corso della mattinata e’ stato proiettato il corto sul fenomeno dell’usura prodotto dal CODICI “Buona notte, San Tino” e sono stati somministrati dei questionari ad un gruppo di 70 studenti atti a capire la percezione che i ragazzi hanno circa i bisogni primari e secondari, l’importanza che danno al denaro e come lo utilizzano. L’attenzione degli studenti, in queste ore di formazione, è stata massima e l’interesse manifestato intorno alla tematica ci lascia ben sperare che le nuove generazioni possano sviluppare, rispetto ai loro genitori, una maggiore consapevolezza, senso critico e capacità di problem solving”.
“Le risposte ai questionari  - continua Gabriele - saranno presto elaborate ma già da una prima analisi è stato possibile evincere che non sempre i ragazzi conoscono la differenza tra bisogni primari e secondari. Per alcuni di loro, ad esempio, il motorino o il telefonino rappresentano un bisogno fondamentale al quale è impossibile rinunciare. Su questo aspetto scuola e genitori dovrebbero iniziare a lavorare”.
I corsi di formazione e la visione del corto proseguiranno nella maggiori scuole di Sora.
“Invitiamo, infine i cittadini in difficoltà o semplicemente coloro che desiderassero chiarimenti – conclude Gabriele – a rivolgersi al CODICI. Venerdì saremo, con i nostri operatori e legali, in Piazza Indipendenza a Sora dalle ore 10.00 alle ore 13.00”.


Sono partiti questa mattina presso l’Istituto Tecnico per le Attività Sociali (ITAS ) di Sora i corsi di formazione tenuti da CODICI destinati agli studenti per educare e sensibilizzare i giovani al buon uso del denaro.

L’iniziativa rientra nel progetto contro l’usura ed il sovra indebitamento avviato in collaborazione con il Comune di Sora grazie al contributo della Regione Lazio.

“Non possiamo che essere soddisfatti della riuscita dell’iniziativa – commenta il Segretario Provinciale CODICI Frosinone, Luigi Gabriele – nel corso della mattinata e’ stato proiettato il corto sul fenomeno dell’usura prodotto dal CODICI “Buona notte, San Tino” e sono stati somministrati dei questionari ad un gruppo di 70 studenti atti a capire la percezione che i ragazzi hanno circa i bisogni primari e secondari, l’importanza che danno al denaro e come lo utilizzano. L’attenzione degli studenti, in queste ore di formazione, è stata massima e l’interesse manifestato intorno alla tematica ci lascia ben sperare che le nuove generazioni possano sviluppare, rispetto ai loro genitori, una maggiore consapevolezza, senso critico e capacità di problem solving”.

“Le risposte ai questionari  - continua Gabriele - saranno presto elaborate ma già da una prima analisi è stato possibile evincere che non sempre i ragazzi conoscono la differenza tra bisogni primari e secondari. Per alcuni di loro, ad esempio, il motorino o il telefonino rappresentano un bisogno fondamentale al quale è impossibile rinunciare. Su questo aspetto scuola e genitori dovrebbero iniziare a lavorare”.

I corsi di formazione e la visione del corto proseguiranno nella maggiori scuole di Sora.

“Invitiamo, infine i cittadini in difficoltà o semplicemente coloro che desiderassero chiarimenti – conclude Gabriele – a rivolgersi al CODICI. Venerdì saremo, con i nostri operatori e legali, in Piazza Indipendenza a Sora dalle ore 10.00 alle ore 13.00”.

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