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Appalti pubblici, centro nord dell'Italia terreno fertile per le infiltrazioni mafiose

Appalti pubblici, centro nord dell'Italia terreno fertile per le infiltrazioni mafiose

La presenza delle infiltrazioni mafiose negli appalti pubblici è una realtà e mentre in passato questo fenomeno interessava soprattutto le Regioni del Sud Italia, oggi il fenomeno si è spostato soprattutto nel Centro e al Nord e la Regione Lazio e la Lombardia sono diventati terreni fertile per le infiltrazioni mafiose proprio per la presenza di numerosi cantieri.  L’osservatorio Codici ha documentato l’attività istituzionale svolta nel settore degli appalti pubblici, i controlli delle Forse dell’ordine hanno interessato nel Nord d’Italia le ditte interessate nei lavori di collegamento autostradale BRE.BE.MI. Brescia, Bergamo, Milano e la realizzazione della quinta metropolitana lombarda. Nella Regione Lazio, invece,  i controlli hanno interessato in particolare i lavori di realizzazione della metropolitana linea c di Roma, che ad oggi presentano forti ritardi nella data di consegna dei lavori  con costi elevati.  L’operazione volta a verificare infiltrazioni mafiosi in questi grossi appalti  ha portato nella regione Lazio al controllo, negli ultimi 6 mesi del 2010, di 158 imprese, e presumibilmente parte di  questi controlli hanno interessato proprio i lavori in atto per la realizzazione della metropolitana c. Mentre 98 sono state le imprese controllate in Lombardia e 60 in Emilia Romagna, Regioni  nelle quali le infiltrazioni mafiose hanno affinato le proprie tecniche investendo proprio nel settore degli appalti. La Capitale, per esempio, si presenta con un nuovo assetto e una nuova struttura criminale che prende forma, adattandosi alla realtà e al contesto sociale. Roma, grazie alla strategicità del tessuto cittadino rappresenta un favorevole luogo per il rifugio dei latitanti e terreno fertile per mercati illeciti più sofisticati, quali: appalti pubblici e impresa, attraverso la nuova tecnica del leverage buy out.

Dall’analisi dell’Osservatorio CODICI emerge che il sistema mafioso investe nel settore terziario e si manifesta attraverso:
•    la presunta corruzione di pubblici funzionari;
•    procedure irregolari per l’assegnazione dei lavori;
•    scarsa trasparenza delle procedure;
•    alterazione delle condizioni concorrenziali che può contribuire ad annientare le imprese oneste;
•    burocrazia farraginosa;
•    il ricorso a provvedimenti di natura emergenziale;
•    lo sviluppo incontrollato dei cantieri dettato dalla politica del “fare per fare”.

La criminalità investe, si adatta alla realtà e si muove soprattutto sugli appalti pubblici. Per evitare che il tessuto venga infettato ulteriormente dalle varie forme di corruzione, CODICI chiede alle istituzioni maggiore trasparenza negli appalti;
•    prevedere libertà di accesso  alle informazioni come previsto per l’accesso  alle informazioni  di  natura ambientale;
•    valutazione dei lavori degli uffici pubblici, snellendo la burocrazia ancora troppo faraginosa;
•    trasparenza sui provvedimenti  di  natura emergenziale per i  quali  vengono  assegnati  appalti  senza gare;
•    a porre in essere un affinato organismo di controllo, sofisticato quanto le nuove tecniche usate dalle infiltrazioni, con la partecipazione della società civile
•    a mettere in atto una azione che vada ad incidere contro il fenomeno di apparente clientelismo, legato a fazioni politiche, che potrebbe nascondere capitale criminale;
•    a verificare la trasparenza nella pubblica amministrazione, inerente soprattutto la situazione patrimoniale di funzionari collocati in posti chiave.

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Foggia, la discarica di Giardinetto: Codici si costitisce parte civile nel processo per disastro ambientale contro tre imputati della società I.A.O.

Foggia, la discarica di Giardinetto: Codici si costitisce parte civile nel processo per disastro ambientale contro tre imputati della società I.A.O.

Questa mattina durante l’udienza dibattimentale tenutasi presso il Tribunale di Lucera, CODICI si è costituita parte civile, insieme al Comune di Castelluccio dei Sauri; al Comune di Troia; all’Associazione Udico; a Legambiente; all’Associazione Salute e Territorio di Troia ed a singoli cittadini, nel processo su una questione conosciuta a molti: la discarica di Giardinetto in agro di Troia (FG). Sarebbero tre gli imputati della società I.A.O. srl accusati, tra cui figurano il consulente tecnico ed il rappresentante legale della società predetta. A loro carico diversi capi d’imputazione: primo fra tutti l’accusa di disastro ambientale con pericolo della pubblica incolumità . Ma non solo: si parla di presenza di fanghi neri e maleodoranti contaminati da inquinanti tossici e nocivi; di rifiuti presenti nel sottosuolo; di rifiuti costituiti da materiale friabile fra misto di cemento e residui di mattoni contaminati da inquinanti tossici e nocivi, di abbandono di ingenti quantità di rifiuti pericolosi costituiti da pannelli di eternit contaminati da fibre di amianto con derivato pericolo per la salute pubblica; di falsa attestazione alla Regione Puglia della messa in sicurezza e bonifica dell’amianto, omettendo la rimozione, lo smaltimento e la bonifica dei capannoni sui cui tetti erano presenti pannelli di eternit in cattivo stato di conservazione.
Ripercorriamo le tappe di questa terribile storia, iniziata il 30 ottobre 1996.
L’area su cui insiste questa immensa discarica è stata definita più volte e senza mezzi termini una “bomba ecologica”: sotto inchiesta la società IAO, che avrebbe occultato nel sottosuolo su una superficie di 70ettari, migliaia di tonnellate di rifiuti molto pericolosi (amianto, cadmio, cromo esavalente ed altri metalli pesanti di natura cancerogena). Gli scarti letali provengono prevalentemente da: Germania, Francia, Corea del Sud, Italia Settentrionale e perfino dall’Enichem di Manfredonia. La conferma che ciò che accadeva era qualcosa di strano e pericoloso è documentato da rapporti, denunce, cause, condanne annullate e nuovi sequestri. Il lavoro di anni finì in una bolla di sapone malgrado si trattasse della più grande discarica di rifiuti industriali presente attualmente in Italia; ma il sequestro del dicembre 2009 riaprì  il gioco per la correlazione esistente tra la discarica da rifiuti tossici e alcune morti avvenute nel territorio per cancro. Codici si era già interessato alla vicenda, inoltrando a fine 2009, diverse richieste di accesso agli atti all’Asl di Foggia ed al dipartimento provinciale di Foggia dell’Arpa Puglia al fine di acquisire informazioni in merito all’indagine epidemiologica, ai sensi del Decreto Legislativo n.195 del 19 agosto 2005. Stando ai fatti, l’Asl avrebbe avviato un’indagine epidemiologica e intrapreso delle attività al fine di conoscere quante più rilevazioni possibili, ma tante delucidazioni occorrevano ancora. Oggi poi la costituzione di parte civile di Codici!
“Codici esprime soddisfazione per il risultato dell’udienza dibattimentale di questa mattina perché sia fatta giustizia per tutti i cittadini e per  tutelarne la loro salute” – commenta il Segretario Nazionale del Codici, Ivano Giacomelli -
Il Pubblico Ministero ha depositato un’ampia documentazione e le parti hanno fatto richieste istruttorie sull’ascolto di testimoni e sull’esame degli imputati.
Il Tribunale ha disposto preliminarmente una perizia sulla verifica della sussistenza e dell’ entità del disastro ambientale  e sull’opera essenziale per la bonifica.  Fino al 15 marzo prossimo tutte le parti potranno porre quesiti al perito nominato, il cui conferimento dell’incarico è stato rinviato al 31 marzo 2011.

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San Valentino a Napoli e in Costiera per festeggiare l’evento gli innamorati spenderanno dai 5 ai 400 euro

San Valentino a Napoli e in Costiera per festeggiare l’evento gli innamorati spenderanno dai 5 ai 400 euro

Il Centro per I Diritti del Cittadino – Codici Campania, ha svolto un’indagine sulla spesa media prevista per il giorno di San Valentino nella città partenopea. I dati dell’Osservatorio CODICI, infatti, rilevano che gli innamorati spenderanno dai 5 Euro per la confezione simbolo di cioccolatini da regalare al proprio partner fino ad arrivare ad un festeggiamento romantico che può arrivare a 400 Euro a coppia. “I dati parlano chiaro – afferma Giuseppe Ambrosio, segretario regionale di Codici – oggi anche l’amore costa e subisce il caro prezzi. Una coppia che decide di festeggiare il giorno degli innamorati con un pernottamento nella città partenopea in Hotel 4 stelle e rose rosse arriva a spendere fino a 400 Euro. In caso di cadeau romantico i prezzi lievitano a seconda della scelta del regalo stesso ”.
Ecco alcuni dei prezzi più significativi segnalati dal nostro Osservatorio:
si parte dalla confezione simbolo di baci che parte dai 5 Euro per passare alla classica scatola di cioccolatini che varia dai 10 Euro per i cioccolatini assortiti fino a salire intorno ai 45-50 Euro per quelle elaborate a forma di cuore o con cioccolatini a tema; rosa, rigorosamente rossa simbolo dell’amore, a partire dai 3 Euro per quella congelata fino ad arrivare agli 8 Euro per una rosa rossa a gambo lungo, la composizione in genere regalata e quella da 7 rose rosse (numero perfetto per i fiori e in particolare le rose) con una spesa dai 21 ai 56 Euro; cena romantica a lume di candela con menù a tema e musica dal vivo dai 50 Euro a persona in periferia fino agli 80 Euro a persona per i ristoranti nei pressi del centro o con vista panoramica sul golfo, bevande escluse; per chi decide una notte all’insegna dell’amore la scelta di un B&B of boat di 2 giorni e 1 notte per il golfo di Napoli a 120 Euro a persona; cena e pernottamento in Hotel vista mare a 180 Euro a persona.
Se si sceglie di spostarsi in costiera i prezzi per 2 notti a 139 Euro a persona mentre per una scelta salutistica, un week and alle terme da 185 Euro a persona.
Diversi milioni di coppie sceglieranno di festeggiare il giorno degli innamorati nei modi più svariati e sicuramente in uno dei modi appena elencati.
L’Associazione invita i consumatori a controllare bene che i requisiti promessi, soprattutto per le prenotazioni di viaggi, siano rispettati così come proposti dalle offerte, e di verificare se i menù dei ristoranti rispettino quanto proposto e magari non servano il tanto decantato menù afrodisiaco con ingredienti rigorosamente congelati o importati.

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Poste Italiane risponde all’appello e alla petizione popolare lanciata da Codici Campania ma molte risposte rimangono inevase

Poste Italiane risponde all’appello e alla petizione popolare lanciata da Codici Campania ma molte risposte rimangono inevase

E’ di ieri la comunicazione di Poste Italiane in cui comunica che Sala di Caserta continuerà ad avere l’ufficio postale e che tecnici dell’azienda stanno già vagliando alcuni locali, nei pressi della vecchia sede, per consegnare alla cittadinanza dei locali funzionali e confortevoli sia per gli operatori di sportello che per l’utenza che vi accederà. “La decisione che Poste Italiane non voglia privare il comune di Sala di Caserta di un ufficio postale non può che farci piacere ma nel contempo la cittadinanza è costretta a convivere con una serie di disagi a cui Poste Italiane non ha ancora dato risposta. – commenta Danila Navarra, responsabile sportello regionale di Codici Campania”. Nella missiva pervenuta all’Associazione  non sono stabiliti i tempi di realizzazione del nuovo ufficio postale visto che al vaglio ci sono ancora diversi locali tra cui individuare il più adatto. Inoltre alle numerose problematiche presentatesi dopo la chiusura dello sportello, Poste Italiane non ha dato risposta alcuna.“Visti i tempi sicuramente non brevi e imminenti per la riapertura dello sportello di Sala la cittadinanza si chiede come verranno risolti i disagi che al momento l’utenza del territorio sta vivendo. – continua Navarra - Siamo in parte soddisfatti  dalla risposta di Poste Italiane, ma la soluzione prospettata richiede comunque del tempo per la realizzazione. Le richieste che reiteriamo  di aumento del personale di servizio presente nelle sedi di San Leucio e Puccianiello e dell’orario di apertura degli sportelli stessi con fascia pomeridiana e orario continuo rimangono in piedi così come la richiesta di predisporre un servizio navetta per l’utenza non automunita”.
L’Associazione rimane in contatto con Poste Italiane e invia un sollecito per ottenere risposte alle domande rimaste inevase.

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Animali: can che abbaia... disturba! Le liti condominiali fra proprietari di animali domestici e tra chi invece gli animali non li sopporta proprio sono all’ordine del giorno

Animali: can che abbaia... disturba! Le liti condominiali fra proprietari di animali domestici e tra chi invece gli animali non li sopporta proprio sono all’ordine del giorno

“La sentenza numero 4706 del 09/02/2011 è quindi destinata a far discutere”, spiega Valentina Coppola Presidente di CODICIAmbiente, “i proprietari dei cani in condominio hanno il dovere di vigilare attivamente sui propri animali, e negli  orari notturni devono evitare, per quanto possibile, di farli abbaiare ed avviare così degli ululati comuni arrechino disagi agli altri inquilini”. E’ quanto successo in Sicilia a Nicosia, dove i quattro proprietari  di 10 cani, sono stati ritenuti colpevoli di non aver calmato i propri animali, innescando così una reazione a catena ed un latrato comune, talmente rumoroso da rendere impossibile il sonno dei vicini. 
La Corte Suprema di Cassazione,  ha condannato  i 4 proprietari , a due mesi di carcere ognuno senza attenuanti e sospensione condizionale della pena.
“Nel caso specifico, la Corte Suprema ha inflitto tale pena proprio perché i proprietari degli animali negligentemente non si sarebbero mossi immediatamente per sedare i loro cani e ripristinare la tranquillità, seppur  consci delle lamentele degli altri inquilini, conclude Coppola, ma non dimentichiamo che la norma italiana sul benessere degli animali dice che non si può evitare del tutto di far abbaiare i cani:” la natura dell'animale non può essere coartata al punto da impedirgli del tutto di abbaiare e che episodi saltuari di disturbo da parte del cane potevano e dovevano essere tollerati dai vicini, in nome dei principi del vivere civile” (Cassazione civile, sez. II, sentenza 26.03.2008 n. 7856).
Quindi quel che ci auguriamo è che, sentenze a parte, sia il rispetto reciproco ed il buon senso ad avere la meglio.

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Roma, taxi: incontro Aurigemma e associazioni dei consumatori

Roma, taxi: incontro Aurigemma e associazioni dei consumatori

Si è tenuto in data odierna presso l’Assessorato alla Mobilità e Trasporti del Comune di Roma l’incontro tra l’Assessore Aurigemma e le Associazioni dei consumatori alla luce della sospensiva del Tar sull’aggiornamento delle tariffe dei taxi. Per CODICI era presente l’Avvocato Carmine Laurenzano, Segretario CODICI Roma.
“Non possiamo che accogliere favorevolmente l’apertura al dialogo ed al confronto manifestata dall’Assessore Aurigemma nei confronti delle Associazioni dei Consumatori – commenta Laurenzano – l’incontro di oggi è sicuramente un valido tentativo di ricucire uno strappo tra consumatori e categoria dei tassisti determinato dal precedente Assessore”.
“Tuttavia la nostra richiesta è che il Comune faccia un passo indietro rispetto a quanto è stato fin’ora fatto, facilitando il confronto tra le parti in causa, tra consumatori, quindi e tassisti. Un confronto – conclude Laurenzano – che dovrebbe prendere in considerazione criteri oggettivi tra cui la qualità del servizio e sua valutazione, ad esempio, e ancora le condizioni locali di domanda ed offerta dei taxi, le criticità del servizio”.

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Roma,  slot maschine: e la metro, grazie ad A.T.A.C., si trasforma in casinò

Roma, slot maschine: e la metro, grazie ad A.T.A.C., si trasforma in casinò

Le stazioni della metropolitana di Roma si trasformano come per magia in casinò dopo il via libera alle slot machine. Ritirate in seguito all’intervento del Sindaco Alemanno nel mese di novembre, ora sono di nuovo posizionate accanto alle emettitrici di biglietti.
“La presenza di queste macchinette per il gioco d’azzardo rappresenta una tentazione per chi è di passaggio e per le migliaia e migliaia di cittadini ed utenti che ogni giorno affollano le gallerie della metropolitana della Capitale, tra cui giovani anche minorenni. Chi controllerà e vigilerà per far sì che venga rispettata la Legge? Il Gestore si farà carico di controllare? – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del CODICI. Purtroppo il gioco d’azzardo è ampiamente diffuso tra la popolazione giovanile. Dati CODICI, frutto di indagini condotte su 300 studenti delle scuole medie inferiori e superiori della Capitale, attestano che si cominci a giocare già a 13 anni. A quell’età si gioca prevalentemente al  “Gratta e Vinci” e, guarda caso, al “Video Poker” considerati dal 56 per cento dei ragazzi intervistati giochi innocenti. In realtà di euro in euro, il 32 per cento di questi ha dichiarato di spendere anche 25-30 euro a settimana. Anche il Cnr lancia l’allarme: il 24% dei giocatori tra i 14 ed i 19 anni spende fra gli 11 e i 50 euro al mese.
“La tentazione di sfidare la sorte, con l’installazione delle slot-machine nelle metro può essere soddisfatta praticamente e velocemente ogni mattina, prima di andare a scuola. Queste macchinette sono un’istigazione costante al gioco d’azzardo. Se anche fosse legale, è inopportuno che un’azienda pubblica si faccia promotrice di cattivi esempi educativi. E’ anche una questione di pubblica immagine”.
Il CODICI annuncia pertanto azioni legali.

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Roma, sanita’: Villa Pia Codici: la Regione Lazio invii i suoi ispettori per il controllo delle prestazioni sanitarie dei medici e la verifica delle cartelle cliniche

Roma, sanita’: Villa Pia Codici: la Regione Lazio invii i suoi ispettori per il controllo delle prestazioni sanitarie dei medici e la verifica delle cartelle cliniche

L’attenzione torna sul caso della donna morta dopo aver partorito due gemelli al “Villa Pia” di Roma. Gravi responsabilità dei medici che non avrebbero considerato debitamente la gravità del caso, accettandolo nella struttura seppur priva di un reparto di rianimazione per le emergenze. Questo è quanto viene affermato dall’accusa, ora tre medici, per i quali è stato chiesto il rinvio a giudizio, sono accusati di omicidio colposo.
“Una tragedia che si è consumata ai danni di una giovane donna, madre di quattro bambini – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del CODICI – e che la dice lunga sul lassismo della sanità italiana, sull’inaffidabilità di alcuni medici e sulla loro incapacità di saper gestire, come dovrebbe essere,  le emergenze”.
“Quello che ci indigna ulteriormente – prosegue Giacomelli – è che di fronte all’evidenza dei fatti le Istituzioni abbiano latitato, trascurando la gravità dell’accaduto. Ci  riferiamo, in particolare, alla Regione Lazio. Ci chiediamo, ad esempio, se la Regione abbia disposto l’invio di ispettori per il controllo delle prestazioni sanitarie e delle cartelle cliniche in possesso dalla casa di cura. Se questo non è stato fatto, provveda immediatamente. Risulta, infatti, dalla relazione degli ispettori del Ministero, come riportato da vari quotidiani, che nel 2009 si siano verificati diversi casi ambigui di decessi di pazienti provenienti da Villa Pia ed in seguito ricoverati al San Camillo. Casi che meriterebbero senza dubbio maggiori accertamenti da parte degli ispettori regionali”.
“In questo contesto di superficialità e di malasanità, i cittadini si sentono scippati della salute e della dignità. Per questo abbiamo dato via, ormai da diverso tempo, alla campagna “INDIGNAMOCI” alla quale i cittadini possono aderire contattando i nostri uffici – conclude Giacomelli – I cittadini hanno così la possibilità di segnalare casi di malasanità, di inefficienze alle quali, dopo averle vagliate, il CODICI farà seguire opportune azioni legali”.

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Fiumicino, scuola G. B. Grassi: per le ammissioni alle sezioni a tempo pieno privilegiati i figli degli insegnanti

Fiumicino, scuola G. B. Grassi: per le ammissioni alle sezioni a tempo pieno privilegiati i figli degli insegnanti

Sempre più frequentemente accade che i cittadini siano costretti, per motivi di lavoro, ad iscrivere i propri figli al tempo pieno. Una necessità, quindi dettata dai ritmi di lavoro di entrambi i genitori e dall’impossibilità di poter essere presenti e seguire come si vorrebbe il proprio figlio.Ogni scuola, mediante i Consigli di Circolo, stabilisce quindi dei criteri attraverso i quali attribuire un punteggio che consentirà di stilare la graduatoria di ammissione alla formazione delle classi a tempo pieno.Il reddito dei genitori, genitori entrambi lavoratori, la residenza nel Comune, bambini portatori di handicap sono in genere criteri per i quali viene assegnato un buon punteggio. I cittadini di Fiumicino, però, ci segnalano una, per così dire, singolarità. Presso la scuola “G. B. Grassi”  i “bambini che hanno fratelli o sorelle che frequenteranno nell’anno A.S. 2011/12 la scuola primaria del circolo”  ed i “bambini figli di dipendenti del circolo (a T.I. o con incarico annuale)” hanno la precedenza sui bambini “con genitori entrambi lavoratori  (solo per il T.P. )”.Il punteggio per il figlio di un insegnante che lavora nel plesso risulta così essere pari a 25 mentre per chi ha entrambi i genitori lavoratori a tempo pieno è 10. Quello che molti genitori si chiedono è se non fosse stato più giusto ed equo applicare un criterio di tipo economico piuttosto che attribuire 15 punti in più ai figli degli insegnati. “A tal proposito – commenta Valentina Coppola, Segretario Provinciale CODICI Roma-  ci piacerebbe sapere quali sono stati i criteri per  i quali si è deciso di  privilegiare i familiari del personale docente dell'istituto piuttosto che i  bambini con entrambi i genitori lavoratori.  Questi ultimi, non potendo  accedere al tempo pieno devono necessariamente dotarsi di una baby sitter  o optare per l’iscrizione del figlio in una scuola privata con un importante esborso economico mensile”.


Sempre più frequentemente accade che i cittadini siano costretti, per motivi di lavoro, ad iscrivere i propri figli al tempo pieno.

Una necessità, quindi dettata dai ritmi di lavoro di entrambi i genitori e dall’impossibilità di poter essere presenti e seguire come si vorrebbe il proprio figlio.

Ogni scuola, mediante i Consigli di Circolo, stabilisce quindi dei criteri attraverso i quali attribuire un punteggio che consentirà di stilare la graduatoria di ammissione alla formazione delle classi a tempo pieno.

Il reddito dei genitori, genitori entrambi lavoratori, la residenza nel Comune, bambini portatori di handicap sono in genere criteri per i quali viene assegnato un buon punteggio.

I cittadini di Fiumicino, però, ci segnalano una, per così dire, singolarità. Presso la scuola “G. B. Grassi”  i “bambini che hanno fratelli o sorelle che frequenteranno nell’anno A.S. 2011/12 la scuola primaria del circolo”  ed i “bambini figli di dipendenti del circolo (a T.I. o con incarico annuale)” hanno la precedenza sui bambini “con genitori entrambi lavoratori  (solo per il T.P. )”.

Il punteggio per il figlio di un insegnante che lavora nel plesso risulta così essere pari a 25 mentre per chi ha entrambi i genitori lavoratori a tempo pieno è 10.

Quello che molti genitori si chiedono è se non fosse stato più giusto ed equo applicare un criterio di tipo economico piuttosto che attribuire 15 punti in più ai figli degli insegnati.

“A tal proposito – commenta Valentina Coppola, Segretario Provinciale CODICI Roma-  ci piacerebbe sapere quali sono stati i criteri per  i quali si è deciso di  privilegiare i familiari del personale docente dell'istituto piuttosto che i  bambini con entrambi i genitori lavoratori.  Questi ultimi, non potendo  accedere al tempo pieno devono necessariamente dotarsi di una baby sitter  o optare per l’iscrizione del figlio in una scuola privata con un importante esborso economico mensile”.

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Animali: Esperienza da incubo per una cittadina italiana residente in Svizzera cui è stato soppresso il cane per non aver pagato una tassa di 38 euro. Codici: presenteremo esposto alla Procura della Repubblica.

Animali: Esperienza da incubo per una cittadina italiana residente in Svizzera cui è stato soppresso il cane per non aver pagato una tassa di 38 euro. Codici: presenteremo esposto alla Procura della Repubblica.

Le autorità municipali di Reconvillier, citta della Svizzera, sono state incaricate dal primo cittadino, di  rintracciare i proprietari di cani, evasori della relativa tassa di possesso. Fin qui tutto sembrerebbe in linea con una buona politica di contrasto dell’evasione, se non fosse che i suddetti agenti, hanno il compito di sequestrare tali animali e decretarne l’abbattimento.
La signora Marilena Iannotta, ha spiegato agli agenti municipali,  di essersi semplicemente scordata di pagare i 50 franchi svizzeri (circa 38 euro) e ha  supplicato  gli agenti di poter versare quanto dovuto in contanti.
Niente da fare, gli ispettori  hanno portato via l'animale e lo hanno consegnato ai veterinari comunali che hanno provveduto alla immediata soppressione dell’animale.
“Sembra un film dell’orrore”, dichiara Valentina Coppola, responsabile Ambiente del CODICI,” delle persone si presentano alla tua porta e ti prendono il cane per ucciderlo, e tutto perchè non hai pagato una tassa. Questa modalità va contro i più elementari principi civili e va fermata immediatamente”.
Il sindaco di Reconvillier, Flavio Torti ha spiegato che quella riguardante il possesso dei  cani è tra le tasse più evase  ed è per questo che ha escluso possibili ripensamenti e ammorbidimenti della linea anti-evasori: “Non faremo dietrofront, sarebbe come dare ragione agli evasori“.
Il CODICI, con le parole dell’avvocato Carmine Laurenzano annuncia che presenterà esposto alla Procura della Repubblica di Roma.”Se non riusciremo ad ottenere una  condanna per questo sindaco in Svizzera, che almeno non gli venga consentito di mettere piede nel nostro paese”.

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