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Codici: l’usuraio moderno lavora “part - time” ed e’ all’apparenza una persona per bene, con famiglia e lavoro alle spalle

Codici: l’usuraio moderno lavora “part - time” ed e’ all’apparenza una persona per bene, con famiglia e lavoro alle spalle

Un plauso alle Forze dell’Ordine ed in particolare ai Carabinieri del Gruppo di Frascati per aver condotto brillantemente le indagini concluse con l’arresto di 13 usurai nella zona di Roma Est.
La zona di Roma è terreno fertile per la criminalità ma anche per i gruppi “indipendenti” che agiscono al di fuori di strutture organizzate. L’usura ha quindi diverse identità  e connotazioni, è un fenomeno attuale, camaleontico, al passo con i tempi. Esso cambia e si evolve rapidamente, rendendo ardua, ma per fortuna non impossibile, l’attività di contrasto delle Forze dell’Ordine.
“Come Associazione – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici- rileviamo un aumento delle persone usurate. Il numero dei cittadini che hanno contattato il numero verde antiusura gestito con la Provincia di Roma  nel  2009, rispetto al 2008, ha registrato un aumento dei contatti pari al 23,24 per cento. Un aumento è stato rilevato anche negli appuntamenti fissati per il problema del sovra indebitamento e della prevenzione all'usura, quantificabile nel 15,3 per cento”.
“Secondo la nostra esperienza, inoltre – prosegue Giacomelli – è che gli usurai spesso sono cittadini all’apparenza per bene, con una reputazione di facciata linda, con famiglia ed un solido lavoro, tra i 13 arrestati di oggi figura infatti anche un vigile urbano. Essi si dedicano part-time all’usura, magari affiancati da un gruppo di stretti collaboratori. Sono usurai ad ore – prosegue Giacomelli – “colletti bianchi” ma anche commercianti che mescolano le due attività, la lecita e l’illegale, per rispondere alle esigenze economiche del cliente”.
La legge nazionale attualmente in vigore non annovera le famiglie tra i soggetti tutelabili; la Regione può quindi varare misure che integrino il vuoto normativo attualmente esistente. Codici chiede inoltre al Comune di Roma di preparare una campagna informativa che sia capace di raggiungere tutti i cittadini per dissuaderli dal lasciarsi attrarre dai vari canali illegali.

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Crac Cirio, Unicredit annuncia accordo con risparmiatori.

Crac Cirio, Unicredit annuncia accordo con risparmiatori.

E’ stato  raggiunto nei giorni scorsi  un accordo tra Unicredit e i circa 1900 risparmiatori vittime del crac Cirio.
“Restiamo basiti di fronte a tale accordo – commenta il Segretario Nazionale del Codici, Ivano Giacomelli – in quanto la transazione raggiunta con gli 80 legali dei risparmiatori prevede il rimborso del 5 per cento del capitale investito, la possibilità di mantenere il titolo  e il rimborso delle spese legali, tutti elementi che a nostro avviso sono solo un contentino se  paragonati ai danni  subiti dai risparmiatori”.
Tra le criticità a cui incorrerebbero i firmatari dell’accordo, l’impegno  a  rinunciare a future  azioni legali e a richieste risarcitorie nei confronti di Unicredit, nonché alla revoca  della costituzione di parte civile nel processo.
I risparmiatori vittime del crac si sono ritrovati truffati e raggirati da quelle banche, che al momento del fallimento del gruppo agroalimentare, hanno pensato bene, per risollevare le loro posizioni debitorie e ripulire i propri bilanci, di mandare sul lastrico  piccoli  e medi investitori, i quali si sono trovati,  a loro volta, in mano delle obbligazioni  destinate ad investitori istituzionali.
“Un gioco che costerà caro ai risparmiatori, - continua il Segretario Nazionale del CODICI – che ci rimetteranno di tasca loro,  con perdite che  andranno dai 5 mila ai 300 mila euro”.
A quanto pare l’accordo è già stato firmato dal 55 per cento degli aventi diritto, cioè dei risparmiatori che si sono costituiti parte civile  nel processo romano e che avevano acquistato le obbligazioni entro il 02 Novembre del 2002.
Ma Codici, in qualità di associazione a tutela del consumatore, non ci sta e  invita tutte le vittime del crac a  non lasciarsi abbindolare dall’azione e dalla trovata messa in atto dal gruppo bancario per  liberarsi dalla responsabilità civile , e a pretendere il giusto riconoscimento dei danni morali ed economici subiti, continuando la battaglia del processo legale nei confronti di Unicredit. Indubbiamente una strada complicata e forse lunga da percorrere,  ma  rimane a questo punto una giusta azione alle continue violazioni dei diritti dei consumatori messe in atto dal sistema bancario italiano.

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Rifiuti. Codici: serve tavolo di confronto con i consumatori per discutere dell’aggiornamento tariffario richiesto dalle aziende che smaltiscono i rifiuti

Rifiuti. Codici: serve tavolo di confronto con i consumatori per discutere dell’aggiornamento tariffario richiesto dalle aziende che smaltiscono i rifiuti

“E’ necessario aprire un tavolo di confronto tra Assessorato regionale alle Attività Produttive e Politiche dei Rifiuti ed Associazioni dei consumatori – dichiara Ivano Giacomelli, segretario nazionale del Codici- per questo è stata inviata ormai quasi un mese fa una richiesta di incontro all’Assessore Di Paolantonio alla quale, allo stato attuale, non è seguito alcun riscontro”.
La vicenda cui si riferisce l’Associazione è inerente l’aggiornamento tariffario a favore delle aziende che si occupano di smaltimento dei rifiuti.
La richiesta di aumenti è avvenuta all’interno di un incontro datato 16 febbraio tra Federlazio, l’Assessore Di Paolantonio ed il Direttore Marotta. Dalle passate dichiarazioni di Flammini, Presidente di Federlazio sembrerebbe che la Regione avesse fornito, in quella circostanza, rassicurazioni circa la possibilità di fissare, anche in tempi abbastanza brevi, nuove tariffe.
“In questa vicenda non sono stati coinvolti i consumatori – prosegue Giacomelli – eppure, se si dovesse raggiungere un accordo, le maggiori vittime sarebbero proprio, e ancora una volta, loro: i cittadini”.
La possibilità che, in seguito alla rimodulazione delle tariffe per le aziende che smaltiscono i rifiuti, anche i Comuni possano rialzare le loro non è poi tanto remota. Si innescherebbe, infatti un meccanismo che andrebbe a colpire direttamente l’utente.
“Sui cittadini pende già un balzello non indifferente: l’iva sulla tariffa dei rifiuti che va a  sommarsi, per quanto riguarda gli utenti romani, all’aumento approvato lo scorso 2 luglio dal Consiglio Comunale”. Per loro la loro bolletta è già più alta rispetto a qualche mese fa di circa il 20%”.

Il Codici rinnova quindi all’Assessore Di Paolantonio la richiesta di avviare un tavolo di confronto anche con i Consumatori per discutere della possibilità delle nuove tariffe che, a parere dell’Associazione, sarebbero un aggravio economico per i cittadini già duramente vessati.

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Ater Roma, Codici: auguri a Prestagiovanni per il suo incarico

Ater Roma, Codici: auguri a Prestagiovanni per il suo incarico

CHIEDIAMO AL NEO COMMISSARIO UN INCONTRO PER DISCUTERE DELLE CRITICITA’ CHE INVESTONO L’AZIENDA COMPRESA LA QUESTIONE DELL’ASSEGNAZIONE ALLE ASSOCIAZIONI DI ALLOGGI EXTRARESIDENZIALI
“L’Associazione Codici augura buon lavoro al neocommissario Ater Roma, Prestagiovanni, per il delicato ed importante ruolo che andrà a ricoprire – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici  - L’Azienda per l’edilizia residenziale di Roma, il cui operato è sottoposto ad indagini, è ormai da diverso tempo al centro di polemiche, per questo, ora più che mai, è necessaria una figura che sia in grado di riportare trasparenza là dove, per diversi anni, questa è mancata”.
Nell’augurare quindi buon lavoro a Prestagiovanni, il Codici non può non ritornare sulla vicenda degli immobili  Ater destinati alle associazioni che pare siano invece stati utilizzati dalle sedi di partito con canoni d’affitto irrisori  e, per giunta, non  pagati da una decina di anni.
Nel 2009 era stata deliberata dalla Giunta Regionale l’approvazione dei criteri e modalità per l’assegnazione da parte delle A.T.E.R del Lazio di locali extraresidenziali da assegnare in locazione alle associazioni senza fini di lucro e ogni A.T.E.R  del Lazio avrebbe dovuto pubblicare, entro 60 giorni dalla pubblicazione della deliberazione, i criteri per l’applicazione del canone di importo non inferiore al 20 per cento di quello praticato  sul mercato  per i locali della stessa tipologia.
In seguito alla deliberazione, Codici  ha inviato alle A.T.E.R del Lazio una richiesta  di accesso agli atti e  un provvedimento espresso che diffidava le ATER alla ricognizione degli immobili e alla predisposizione degli atti amministrativi necessari, entro e non oltre 90 giorni. 
Date le inadempienze sono partiti ricorsi al Tar e azioni legali contro le ATER delle Province del Lazio, nessuno degli Ater in oggetto, compreso quello di Roma, ci ha fornito gli elenchi degli immobili.
Viste le numerose problematiche riscontrate dalla stessa Associazione, il Codici chiede un incontro al neo commissario per esporre le questioni sopraddette.

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Codici: Primo Maggio, il business dietro la beatificazione di Padre Giovanni Paolo II

Codici: Primo Maggio, il business dietro la beatificazione di Padre Giovanni Paolo II

Il primo maggio è alla porte ed è già un gran vociare sul rischio ondata di speculazione che travolgerà la Capitale. Qualche certezza già ce l’abbiamo in merito ai prezzi degli hotel della Capitale che per l’occasione triplicheranno i prezzi e non solo perché viene considerata alta stagione. “E’ vero che i prezzi  degli alberghi durante  l’alta stagione sono più altri, ma in questo caso – commenta il Segretario Nazionale del Codici Ivano Giacomelli -  i prezzi sono schizzati alla  stelle”. Per questo abbiamo fatto una semplice ricerca su internet su uno dei noti motori di ricerca per prenotazione di hotel e abbiamo messo a confronto i prezzi di alcuni hotel del centro suddivisi per zone, riscontrando che i prezzi non hanno solo subito il normale aumento previsto per l’alta stagione, ma in alcuni casi si sono addirittura triplicati.  Le zone di riferimento sono: Vaticano, Piazza Navona, Trastevere, Aurelio Monteverde, Eur, San Giovanni, Repubblica, Esquilino. Gli hotel presi in considerazione sono già di livello medio alto e di conseguenza già costosi in quanto la ricerca è stata fatta sulla base della disponibilità nei due periodi di rifermento e sulle stessa disponibilità di camere. Il periodo di rifermento preso in considerazione per la comparazione dei prezzi è marzo e il week end dal 30 aprile al 2 maggio, per un pernottamento di due notti. I risultati ottenuti sono stati i seguenti: in Zona Vaticano è stato rilevato un aumento del 148 per cento; zona Piazza Navona, 102 per cento; zona Trastevere, 168 per cento; zona Aurelio Monte Verde, 139 per cento; Esquilino, 96 per cento; Eur, 110 per cento; Zona San Giovanni/Repubblica, 116 per cento. Facendo una semplice media rileviamo che gli aumenti ruoteranno intorno al 125 per cento, almeno per gli alberghi presi in considerazione sulla base della disponibilità. Ma l’aumento dei prezzi non toccherà solo gli alberghi, possiamo ipotizzare sulla base di esperienza passate che gli aumenti andranno a toccare anche tutti i locali del centro della Capitale: ristoranti, bar, negozi di souvenir ecc ecc, in particolare  quelli intorno alla Zona del Vaticano. Al fine di evitare tali aumenti, Codici invita il Comune di Roma, in occasione del primo maggio, a prevedere un’azione di controllo attraverso un osservatorio  sui prezzi di alberghi, bar e ristoranti e negozi di souvenir, prevedendo  multe per gli esercenti che praticano aumenti sconsiderati.

Il primo maggio è alla porte ed è già un gran vociare sul rischio ondata di speculazione che travolgerà la Capitale. Qualche certezza già ce l’abbiamo in merito ai prezzi degli hotel della Capitale che per l’occasione triplicheranno i prezzi e non solo perché viene considerata alta stagione. “E’ vero che i prezzi  degli alberghi durante  l’alta stagione sono più altri, ma in questo caso – commenta il Segretario Nazionale del Codici Ivano Giacomelli -  i prezzi sono schizzati alla  stelle”.

Per questo abbiamo fatto una semplice ricerca su internet su uno dei noti motori di ricerca per prenotazione di hotel e abbiamo messo a confronto i prezzi di alcuni hotel del centro suddivisi per zone, riscontrando che i prezzi non hanno solo subito il normale aumento previsto per l’alta stagione, ma in alcuni casi si sono addirittura triplicati.  Le zone di riferimento sono: Vaticano, Piazza Navona, Trastevere, Aurelio Monteverde, Eur, San Giovanni, Repubblica, Esquilino. Gli hotel presi in considerazione sono già di livello medio alto e di conseguenza già costosi in quanto la ricerca è stata fatta sulla base della disponibilità nei due periodi di rifermento e sulle stessa disponibilità di camere. Il periodo di rifermento preso in considerazione per la comparazione dei prezzi è marzo e il week end dal 30 aprile al 2 maggio, per un pernottamento di due notti.

I risultati ottenuti sono stati i seguenti: in Zona Vaticano è stato rilevato un aumento del 148 per cento; zona Piazza Navona, 102 per cento; zona Trastevere, 168 per cento; zona Aurelio Monte Verde, 139 per cento; Esquilino, 96 per cento; Eur, 110 per cento; Zona San Giovanni/Repubblica, 116 per cento. Facendo una semplice media rileviamo che gli aumenti ruoteranno intorno al 125 per cento, almeno per gli alberghi presi in considerazione sulla base della disponibilità.

Ma l’aumento dei prezzi non toccherà solo gli alberghi, possiamo ipotizzare sulla base di esperienza passate che gli aumenti andranno a toccare anche tutti i locali del centro della Capitale: ristoranti, bar, negozi di souvenir ecc ecc, in particolare  quelli intorno alla Zona del Vaticano. Al fine di evitare tali aumenti, Codici invita il Comune di Roma, in occasione del primo maggio, a prevedere un’azione di controllo attraverso un osservatorio  sui prezzi di alberghi, bar e ristoranti e negozi di souvenir, prevedendo  multe per gli esercenti che praticano aumenti sconsiderati.

 

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All’Ufficio Postale di Nocera si ammala il postino e non viene inviato il sostituto

All’Ufficio Postale di Nocera si ammala il postino e non viene inviato il sostituto

POSTA ORDINARIA NON RECAPITATA E RAFFICA DI MORE PER BOLLETTE NON PAGATE E DISTACCHI DI SERVIZI- CODICI DENUNCIA L’INTERRUZIONE DI PUBBLICO SERVIZIO E INVITA I CITTADINI A RIVOLGERSI ALL’ASSOCIAZIONE PER CHIEDERE IL RISARCIMENTO
Codici Campania – Centro per I Diritti del Cittadino ha inviato una nota di protesta al Direttore dell’Ente Poste di Nocera Inferiore e per conoscenza anche alle sedi dell’Ente Poste di Napoli e Roma, per segnalare i disservizi causati alla cittadinanza servita dall’ufficio postale di Via Marconi, in quanto la posta ordinaria non viene consegnata da giorni a causa della non sostituzione del postino ammalato.“Chiediamo spiegazioni in merito – spiega Giuseppe Ambrosio segretario regionale di Codici Campania – a causa di tale disservizio molti cittadini si trovano in difficoltà con scadenze ed adempimenti vari e sono costretti a recarsi presso l’ufficio postale competente per ritirare la posta ordinaria in quanto al momento le poste di Nocera garantiscono solo il recapito delle raccomandate”.L’Associazione invita i cittadini a rivolgersi alla delegazione cittadina di cui è responsabile Gerarda Terzino, per denunciare i disservizi tutti subiti a causa di mancanza di servizio pubblica utilità e di non pagare i relativi oneri in caso di ritardo pagamento, nonché per richiedere agli enti impositori di multe ed imposte, il non conteggio degli interessi per i casi di morosità, in quanto il mancato pagamento dipende da cause non imputabili ai contribuenti. “Si tratta di interruzione di pubblico servizio – spiega Gerarda Terzino, responsabile della delegazione di Nocera Inferiore – invitiamo i cittadini a prendere nota della data di arrivo delle bollette scadute in presenza di testimoni in modo da far valere il loro diritto di rivalsa in caso di richiesta di more dovute ai ritardi non imputabili alle inadempienze dell’utente, bensì alla mancata consegna della bolletta”.

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Sanità, Ospedale Alatri (Frosinone): paziente muore nel 2006 per shock emorragico

Sanità, Ospedale Alatri (Frosinone): paziente muore nel 2006 per shock emorragico

Si è tenuta questa mattina l’udienza preliminare contro il primario di chirurgia dell’ Ospedale San Benedetto di Alatri e alcuni sanitari addetti al reparto presso il quale, tra il 22 febbraio e il 27 febbraio del 2006, è stata ricoverata e trattenuta in cura la paziente, poi deceduta al “San Camillo Forlanini” nel corso di un intervento chirurgico d’urgenza atto a tamponare la drammatica situazione venutasi a creare. L’associazione Codici, Codici Salute e la figlia della vittima sono state ammesse come parte civile nel processo  e gli imputati sono stati tutti rinviati a giudizio. La prossima udienza è prevista per il tre Giugno.
La signora era stata ricoverata presso Chirurgia Generale dell’Ospedale di Alatri con diagnosi di ammissione di “rettoragia” e con diagnosi principale di “emorragia digestiva. Nel caso in questione il Primario e alcuni sanitari addetti al reparto di Chirurgia Generale sarebbero indagati per colpa, negligenza ed imperizia consistita principalmente per il primo nel non aver controllato l’operato dei sanitari del reparto, per i secondi nel non aver disposto, in particolare, un accertamento attraverso TAC all’addome con mezzo di contrasto e comunque nel non essersi attivati con cure ed accertamenti idonei a prevenire la morte della donna”.
Il decesso è avvenuto a seguito di uno shock emorragico secondario ad un grave sanguinamento nel lume intestinale dovuto ad una fistola aorto-enterica.  Sicuramente l’omissione di accertamenti, il mancato sospetto da parte dei medici della complicanza fistolosa e il praticare la TAC senza mezzo di contrasto hanno fatto sì che la problematica non venisse in tempi rapidi allo scoperto.
“Esprimiamo grande soddisfazione – commentano il Segretario Nazionale del Codici Ivano Giacomelli e l’Avv. Carmine Laurenzano, Responsabile Ufficio legale Codici – per l’esito della sentenza”.

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Roma. Attivo l'"Osservatorio rifiuti" del Codici: inviateci le vostre segnalazioni

Roma. Attivo l'"Osservatorio rifiuti" del Codici: inviateci le vostre segnalazioni

Rifiuti. Ritieni che a Roma il metodo di raccolta differenziata, così come impostato, presenti lacune oppure funziona? Il grado di pulizia delle strade della città ti soddisfa? Invia le tue segnalazioni e le tue foto di degrado cittadino a [email protected] oppure lascia un commento. E' attivo l'Osservatorio sui rifiuti. Il materiale raccolto sarà trasformato in un dossier che presenteremo alle Amministrazioni affinché possa loro offrire elementi di riflessione e consentire una migliore programmazione della raccolta coerente con le necessità dei cittadini. Grazie a tutti per la collaborazione.

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Sanità, Alatri. Paziente muore nel 2006 per shock emorragico. Codici e CodiciSalute ammessi come parti civili nel processo

Sanità, Alatri. Paziente muore nel 2006 per shock emorragico. Codici e CodiciSalute ammessi come parti civili nel processo

Si è tenuta questa mattina l’udienza preliminare contro il primario di chirurgia dell’ Ospedale San Benedetto di Alatri e alcuni sanitari addetti al reparto presso il quale, tra il 22 febbraio e il 27 febbraio del 2006, è stata ricoverata e trattenuta in cura la paziente, poi deceduta al “San Camillo Forlanini” nel corso di un intervento chirurgico d’urgenza atto a tamponare la drammatica situazione venutasi a creare. L’associazione Codici, Codici Salute e la figlia della vittima sono state ammesse come parte civile nel processo  e gli imputati sono stati tutti rinviati a giudizio. La prossima udienza è prevista per il tre Giugno.
La signora era stata ricoverata presso Chirurgia Generale dell’Ospedale di Alatri con diagnosi di ammissione di “rettoragia” e con diagnosi principale di “emorragia digestiva. Nel caso in questione il Primario e alcuni sanitari addetti al reparto di Chirurgia Generale sarebbero indagati per colpa, negligenza ed imperizia consistita principalmente per il primo nel non aver controllato l’operato dei sanitari del reparto, per i secondi nel non aver disposto, in particolare, un accertamento attraverso TAC all’addome con mezzo di contrasto e comunque nel non essersi attivati con cure ed accertamenti idonei a prevenire la morte della donna”.
Il decesso è avvenuto a seguito di uno shock emorragico secondario ad un grave sanguinamento nel lume intestinale dovuto ad una fistola aorto-enterica.  Sicuramente l’omissione di accertamenti, il mancato sospetto da parte dei medici della complicanza fistolosa e il praticare la TAC senza mezzo di contrasto hanno fatto sì che la problematica non venisse in tempi rapidi allo scoperto.
“Esprimiamo grande soddisfazione – commentano il Segretario Nazionale del Codici Ivano Giacomelli e l’Avv. Carmine Laurenzano, Responsabile Ufficio legale Codici – per l’esito della sentenza”.

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Frosinone. Codici in conferenza stampa presenta "Indignamoci, ci scippano la salute e la dignità"

Frosinone. Codici in conferenza stampa presenta "Indignamoci, ci scippano la salute e la dignità"

Si è realizzata in data 11 marzo la conferenza stampa organizzata dall’associazione Codici “Indignamoci, ci scippano la salute e la dignità"  dal nome della campagna sulla sanità lanciata dall’Associazione.
Sono intervenuti Luigi Gabriele, Segretario Provinciale CODICI Frosinone e Alessandra De Giorgi del Dipartimento di comunicazione.
La campagna è nata all’origine da un sentimento di indignazione verso politici ed amministratori dell’attuale Governo che pensano di risolvere il problema della malpractice sanitaria con diversi atti e proposte di legge parlamentari che cancellano la responsabilità dei medici. Oggi “Indignamoci” è un osservatorio sui casi di malasanità causati dalla negligenza degli operatori del sistema sanitario nazionale che ha portato alla luce diffusi errori medici in Italia e in particolare nel Lazio. Il territorio laziale si presenta infatti una Regione dalle pesanti e gravi inefficienze.
Il dossier realizzato attraverso la documentazione di fonti istituzionali ha messo in luce diverse questioni.
Il primo punto da affrontare è sicuramente quello inerente gli errori medici.
Nel Lazio, secondo i dati del “Rapporto della commissione d’inchiesta sulla sanità” tra la fine di aprile del 2009 e il 25 gennaio del 2011, si sono verificati diciannove presunti errori sanitari e altri tredici casi di malasanità. Dei 19 presunti errori – su cui sono in corso accertamenti da parte della magistratura –  11 hanno portato alla morte del paziente e le criticità vanno dalle errate diagnosi, agli errori in corsia, alle infezioni ospedaliere causate dalla non adozione delle indicazioni previste dalle circolari ministeriali.
Secondo la Corte dei Conti, il costo della malasanità in Italia, concentrata per lo più nella Regione Lazio, è pari a 254 milioni di euro, tale è infatti l’importo complessivo di danno erariale contestato. Di questo ben oltre 130 milioni di euro sono  nella regione Lazio.
Nelle criticità rientra sicuramente anche la crisi che attraversa l’Ares 118. Secondo la CGIL Roma e Lazio, il parco macchine della regione sarebbe inferiore rispetto a quello previsto dalla normativa di 39 ambulanze. Infatti, il totale delle ambulanze dovrebbe essere pari a 225 contro le 186 del Lazio.
Dai dati del 2009 della Presidenza XIII° Commissione Sanità della Regione Lazio, inoltre, mancherebbero 159 medici, 478 infermieri, 531 autisti, 679 barellieri.
In questo contesto poco rassicurante, Frosinone è una delle provincie del Lazio, probabilmente seconda a Roma, che maggiormente ha risentito dei recenti cambiamenti determinati dall’applicazione del decreto Polverini.
Dopo il Piano del Presidente e la riconversione degli ospedali di Ceprano, Ceccano, Anagni, Pontecorvo, Arpino, Isola del Liri, Atina e Ferentino, l’emergenza sanità a Frosinone è diventata una vera e propria urgenza.
Un grave colpo è stato assestato ai vari Pronto Soccorsi.
Le proteste dei cittadini riguardano, ad esempio, la chiusura del Pronto Soccorso di Ceprano. Recentemente è stato chiuso poi  il primo soccorso di Ferentino. I cittadini di Ferentino, Supino, Morolo e Fumone dovranno così recarsi presso i Pronto Soccorso di Alatri, Anagni o Frosinone per essere visitati.
Sono da evidenziare non solo le criticità per i Pronto Soccorso ma anche le carenze negli Ospedali di Sora e Cassino.
Sora rimarrà chissà per quanto ancora l’eterna incompiuta, tant’è che nonostante l’osservazione breve sia da mesi ultimata essa ancora non è attiva per assenza di personale medico.
Cassino era ed è penalizzata dalla mancanza di personale, per questo mesi fa è stato chiuso il reparto di Ortopedia mentre il reparto di Oncologia Medica è stato spostato all’Ospedale di Sora, causando gravi disagi ad oltre 1500 persone.
Altra problematica riscontrata è quella relativa alle lunghe liste d’attesa. Fanno sicuramente riflettere i 372 giorni di Cassino impiegati per effettuare un eco(color)dopplergrafia degli arti superiori o inferiori o distr., arteriosa o venosa e ancora i 202 per una visita fisiatrica riabilitativa presso l’ospedale di Sora e i 261 giorni di attesa per un ecografia all’addome completo presso l’Ospedale di Alatri.
Ma se la sanità è in rosso, i nuovi Re Mida s’arricchiscono lasciando al verde i pazienti, nei portafogli e di rabbia. Parliamo dei dirigenti della Asl di Frosinone e dei loro stipendi d’oro. La retribuzione totale lorda annua riscontrata dal CODICI fa riferimento all’anno 2008. Lo stipendio massimo rilavato è pari a 235.945,96 euro per un dirigente medico di II livello, all’incirca mediamente i dirigenti Asl arrivano a guadagnare 100.000/110.000 mila euro lordi l’anno.
Cifre considerevoli se consideriamo la cattiva sanità che viene offerta ai pazienti del frusinate.  
“Il quadro delineato – commenta Luigi Gabriele, Segretario Provinciale CODICI - è il risultato del costante disimpegno della politica locale e dell'eccessiva presenza dei politici sia nei ruoli amministrativi che nei ruoli elettivi.  Gran parte del tessuto politico provinciale è infatti composto da medici che hanno concentrato i loro interessi prettamente sulla questione economica, sottovalutando, se non addirittura trascurando, la questione morale, civile e le forti responsabilità che la professione di medico ad essi impone. In realtà – prosegue Gabriele - il problema risiede nell’incapacità gestionale di coloro i quali sono chiamati a dettare  progetti organizzativi e soluzioni operative. Politiche e scelte scellerate che sono state compiute in anni precedenti ed attuali sono sicuramente tra le cause che hanno portato alla situazione di degrado sanitario nel frusinate. I cittadini pagano purtroppo in salute ed economicamente lo scotto di anni ed anni di malaffari e se vogliamo di incuria da parte delle Istituzioni”.
“Considerando lo scenario generale, Codici, all’interno della campagna  “Indignamoci” ha presentato nel mese di febbraio 2011 una proposta di legge regionale con l’obiettivo di riportare al centro dell’azione e dell’attenzione delle strutture e degli operatori sanitari il soggetto principale del sistema, il cittadino –continua Alessandra De Giorgi – Il testo non si propone di introdurre modifiche sostanziali nella sfera dei diritti ma punta alla razionalizzazione e soprattutto ad “orientare” il sistema.  La premessa richiama la centralità della persona e la salute come diritto fondamentale dell’individuo”.
Dal quadro tracciato emergono quindi numerose criticità nel sistema sanitario Regionale che incidono fortemente sullo stato di salute delle persone. Le criticità possono essere così sintetizzate:
•    - grave disorganizzazione dei servizi, si evince in particolare dai casi che vedono pazienti in ostaggio del pronto soccorso trattenuti ore ed ore in barella prima di essere assistiti. In questo contesto il servizio delle autoambulanze viene sospeso al fine di contenere il disservizio. La carenza di lettighe porta ad occupare quelle delle ambulanze, bloccando il servizio di soccorso pubblico. Codici annuncia esposti alla Procura della Repubblica per interruzione di pubblico servizio;
•    - spreco di prestazioni senza alcuna indicazione e applicazione in maniera spregiudicata della medicina difensiva, che consiste nel praticare misure terapeutiche che non rispondono al principio di appropriatezza ma come garanzia delle responsabilità medico legali seguenti alle cure mediche prestate. Il mancato controllo sulla appropriatezza delle prestazioni porta alla saturazione delle stesse e alla cattiva gestione del sistema sanitario;
•    - errori nella diagnosi, in questo contesto vi è una palese mancata applicazione dei protocolli  assistenziali che vengono applicati in maniera scorretta, non applicati o applicati in maniera pedissequa e non adeguati al paziente;
•    totale assenza delle necessarie verifiche del risultato, scarsa trasparenza nell'azione sanitaria e pessima organizzazione. Tale cattiva gestione si evidenzia a causa dei noti e frequenti casi di ulcere da decubito e di infezioni ospedaliere;
•    - 118: ritardi ed inefficienze " croniche" a causa della cattiva organizzazione.

In merito alla piaga delle liste d’attesa il cui abbattimento era definito "priorità assistenziale" già nel Piano Sanitario 1998-2000 e dell’accesso alle prestazioni sanitarie si propone:
•    - l’integrazione nel circuito CUP di tutte le strutture che erogano servizi sanitari: oltre agli Ospedali ed agli Ambulatori, gestiti direttamente dal Servizio sanitario regionale, anche di tutte le strutture private che ne entrano a far parte integrante attraverso l'accreditamento;
•    - intramoenia: l'attuale gestione dell'attività professionale intramuraria contribuisce decisamente all'allungamento dei tempi d'attesa. La correlazione tra esercizio professionale privato intramoenia e liste di attesa è posta in evidenza già dall'atto di indirizzo e coordinamento per l'esercizio dell'attività professionale intramuraria dei medici (Decreto del 27-3-2000) dove è stabilito che "l'attività professionale intramuraria deve essere finalizzata alla riduzione delle liste d'attesa". Purtroppo si è verificato il contrario! Occorre, pertanto, rivedere la gestione dell'attività professionale intramoenia, subordinando la sua concessione al  conseguimento effettivo della riduzione delle liste di attesa. Come vuole la legge! Chiediamo inoltre che ci siano maggiori controlli in merito all’attività professionale intramuraria.
E ancora si propone:
•    -controllo da parte dei cittadini: è necessario attivare tutti gli strumenti di partecipazione previsti dalla legge, tra questi le carte dei servizi, le quali devono essere rimodulate sulla base delle esigenze poste in essere.

Dall’analisi degli stipendi d’oro dei dirigenti sanitari, in riferimento anche al costo del personale medico, il CODICI formula le seguenti proposte:

•    -blocco automatico della parte variabile dello stipendio dei direttori generali e di tutta la dirigenza degli Enti che gestiscono la sanità della Regione (ASL ed Aziende ospedaliere), in caso di sforamento del bilancio di previsione e in rapporto alla entità del deficit;
•    - introduzione di obiettivi attinenti alla qualità ed alla quantità delle prestazioni, nell'attribuzione di incarichi alla dirigenza, anche in previsione del pareggio di bilancio e aumento della produttività;
•    - costo del personale medico: questa voce occupa il maggior peso percentuale nella composizione della spesa sanitaria, pari al 34,6%. Essa assorbe il 50% del totale della spesa ospedaliera, un costo certamente eccessivo da sostenere.
Infine:
•    - CODICI si indigna per la deresponsabilizzazione dei medici come vorrebbe una proposta di legge attualmente in Commissione Sanità al Senato.

Concludendo, siamo di fronte ad un sistema sanitario disorganizzato che rasenta il degrado. Una forma di disorganizzazione che si ipotizza sia dovuta al fine di alimentare la sanità alternativa a quella pubblica.

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