Giappone: molti utenti chiedono alle compagnie e alle agenzie turistiche gli annullamenti dei viaggi programmati

Codici invita i cittadini ad inviare una lettera di recesso per causa di forza maggiore alla compagnia aerea o al tour operator.
Dopo la catastrofe ambientale e umanitaria che ha rovinosamente sconvolto il Giappone, come ci si poteva aspettare, moltissimi cittadini hanno deciso di annullare le partenze verso il paese così tristemente colpito. Viaggi che costano cari, quelli per il Giappone, per i quali c’è chi ha impiegato mesi e mesi di lavoro per accumulare i soldi necessari. Le persone hanno paura, in quanto le conseguenze del disastro  nucleare sono funeste e ancora non completamente accertabili. Per questo motivo, del tutto giustificato secondo il Codici, in molti hanno deciso di rinunciare alla partenza.
Facendo una veloce ricerca sui forum si arriva facilmente alle lamentele dei cittadini che denunciano alcune compagnie e agenzie che non intendono elargire rimborsi. Alcuni ipotizzano solo un cambio itinerario  o cambi data che spesso non combaciano con le esigenze degli utenti.
“A nostro avviso – commenta il segretario Nazionale del Codici, Ivano  Giacomelli - la possibilità di avere ulteriori scosse, il pericolo nucleare (viste le due centrali), il rischio di pioggia radioattiva probabilmente sono motivazioni che incidono pesantemente sulla decisione di rinunciare al viaggio”.
Almeno fino al mese di  Marzo, il  web è pieno di lamentele di consumatori che non sanno come affrontare una situazione così problematica e così poco chiara. Ad oggi sembra comunque che alcune compagnie aeree e agenzie  viaggi si stiano adeguando alla situazione. Codici, a tal proposito, consiglia a coloro che hanno acquistato un volo o un pacchetto turistico per il Giappone e che hanno già deciso di rinunciare, di inviare comunque una lettera di recesso per causa di forza maggiore alla compagnia aerea o al tour operator, chiedendo la restituzione del prezzo ed, eventualmente, rendendosi disponibili a cambiare la meta.
Nell’eventualità in cui il rimborso verrà negato i cittadini  possono  rivolgersi al Codici.

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Pasqua: Codici, prezzi delle uova alle stelle

Il costo del cacao raggiunge il picco più alto degli utlimi 32 anni.
Quest’anno le uova di cioccolato saranno più costose addirittura del 20%. Per le uova di marca, di taglia media, l’aumento è del 9,3%, mentre per le uova low cost è del 9,7% rispetto al 2010. La causa dell’aumento sono i rincari su scala mondiale di cacao e zucchero, ma anche del gasolio, che incide sui costi di trasporto che per l’80% avvengono su gomma. Sta di fatto, comunque, che il cacao ha raggiunto il picco più alto degli ultimi 32 anni. I problemi politici in Costa D’Avorio infatti, legati a un difficile passaggio di leadership, hanno fatto crescere vorticosamente, negli ultimi 4 mesi, il prezzo del cacao, di cui il paese è il primo produttore mondiale.
Quanto costa quindi, oggi, un uovo di Pasqua? Innanzitutto dipende dalla dimensione, dalla sorpresa, dalla qualità del cioccolato e soprattutto dal marketing e dalla pubblicità.
I prezzi oscillano da 15 a 82 € al kg, ma spesso i consumatori non ci fanno caso, in quanto si tratta di acquisti di impulso, si sceglie in base ai colori, le dimensioni, il marchio, il tipo di sorpresa.
Gli operatori del Codici, durante l’anno passato, avevano monitorato il prezzo delle uova di cioccolato delle marche più conosciute, in diverse città italiane, scoprendo che un kilo di uovo di pasqua costava in media 35 euro. Oggi, sappiamo che in una città come Milano i prezzi delle grandi marche vanno dai 39 fino ai 45 euro al kg, cifre notevolmente elevate.
Non è però solo l’uovo di cioccolato a costare di più. Anche la colomba pasquale registra dei rialzi rispetto all’anno passato: quella commerciale riporta un aumento medio annuo del 5%, con prezzi tra i 3,50 ai 9 euro, mentre quella artigianale mostra un aumento dell’8%, con prezzi tra i 10 ai 30 euro.
Codici avverte: si può risparmiare, rispetto ai negozi tradizionali, fino al 30% nei supermercati e negli ipermercati e fino al 50% negli hard discount.
E infatti, con l’inflazione in aumento nella grande distribuzione, sono sempre di più le famiglie che, per far fronte alla crescita dei prezzi, continuano a modificare la composizione del proprio carrello preferendo prodotti meno cari o in promozione (le vendite di prodotti con il marchio del distributore crescono, nel marzo 2011, di oltre il 10%, come rilevato dall'Osservatorio mensile sull'inflazione pubblicato da Nielsen).

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Pasquetta 2011 : gli italiani prediligono la gita in campagna ed il mare

L’osservatorio codici stila la pole position delle località preferite dagli italiani. Si spenderà dai 35€ ai 50€ a persona per il pranzo fuori porta.
L’aria di primavera accompagnata dall’insolita calura degli ultimi giorni, non possono far altro che spingere sempre più italiani a organizzarsi per giornate e fuori porta. La prima occasione utile è senz’altro la giornata di pasquetta che quest’anno coincide con la festa della Liberazione, il 25 aprile.
Ma cosa e come si organizzano gli italiani?
L’osservatorio Codici ha stilato la pole position dei luoghi preferiti dagli italiani per fuggire dal caos cittadino e dallo stress lavorativo.
Anche quest’anno, in prima posizione, si predilige l’aria di campagna. E’ boom, infatti, di prenotazioni negli agriturismi. L’aria pulita, il contatto con gli animali e la natura e la qualità dei cibi offerti  sono il mix perfetto ricercato per trascorrere una giornata all’insegna del relax.
In seconda posizione, soprattutto per  i fanatici della tintarella, ritroviamo le zone di mare come località preferita. C’è chi si organizza per trascorrere il pranzo in ristoranti sul mare e c’è chi, “ in economia”, deicide di organizzare un pic-nic sulla spiaggia nella speranza che il sole caldo degli ultimi giorni continui a farsi sentire.
Al terzo posto, in ugual fetta, ci sono coloro che scelgono l’aria fresca di montagna e chi ne approfitta del weekend per volare verso le capitali d’Europa.
Quindi secondo l’Osservatorio Codici, gli italiani si organizzano per la giornata fuori porta che senz’altro non riserverà lo stress causato dall’intenso traffico e le tasche dei consumatori. Quanto si spenderà mediamente per il pranzo di Pasquetta?
Dal Nord al Sud, agriturismi e ristornati propongono menù fissi. Si inizia da diverse portate di antipasti, si passa alla scelta di un primo a base di mare o terra e del secondo. Seguono: frutta, dessert, caffè. I costi?
Ogni italiano spenderà dai 35 euro ai 50 euro a  persona. Alcuni dei menù visionati prevedono anche acqua e vino locale, per altri le bevande sono escluse e potrebbero maggiorare i prezzi iniziali del 20% o di più, a seconda anche del vino scelto per accompagnare il pranzo.
Pertanto, Codici consiglia i consumatori di prestare attenzione ai menù proposti e di cercare la scelta che possa offrire il miglior rapporto qualità – prezzo.

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