Taranto: bloccati prelievi e vendite di cozze dal primo seno del Mar Piccolo

Codici: la diossina uccide la città e le sue risorse. Le istituzioni devono risolvere la situazione.

Se c’è qualcosa che potrebbe rappresentare al meglio la città di Taranto e che la rende conosciuta nel nostro Paese; è proprio la prelibatezza delle sue cozze. Una risorsa fondamentale per una città che dovrebbe fare del suo mare, la principale fonte di guadagno e che invece vede negli ultimo giorni il blocco di prelievo e di vendita di cozze del primo seno del Mar Piccolo.
Dai prelievi effettuati il mese scorso è emersa una concentrazione di diossina e pcb (policlorobifenili) che ha sforato la soglia consentita. Valori più alti per il pcb, mentre quelli relativi alla diossina (che devono rientrare nei 4 picogrammi) sono nella norma. In più,  secondo i dati forniti dal laboratorio Inca (Consorzio interuniversitario nazionale di chimica per l’ambiente) di Venezia, le sostanze raggiungevano i 13,5 picogrammi per grammo, con uno sforamento del +69%.  I mitili a rischio sarebbe quelli posti sui fondali che se smossi può essere assorbita dai molluschi, in quanto la diossina non è idrosolubile.
Oggi è previsto un tavolo regionale  di confronto per cercare le cause di una situazione che potrebbe peggiorare.
Pertanto, Codici invita gli organi di competenza ad attivarsi per la risoluzione del caso, le sostanze inquinanti stanno uccidendo la città, la salute dei suoi cittadini e ora anche le risorse per la quale dovrebbe detenere il primato in assoluto dal punto di vista della qualità.

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Taranto: alimenti in cattivo stato di conservazione in un lido di Campomarino

Occorre un giro di vite in tutti gli stabilimenti balneari per controllare il rispetto delle norme igienico – sanitario dei punti ristoro.


Apprendiamo dagli organi di stampa la notizia del cattivo stato di conservazione degli alimenti presenti nei frigoriferi dello stabilimento balneare Nature a Campomarino. Il responsabile dello stabilimento è stato denunciato.
Nei frigoriferi è stato scoperto un vero e proprio scempio: alimenti di varia natura sottoposti a un continuo processo di congelamento e decongelamento di frutti di mare, insaccati, latte, latticini, carne, pesce, uova, verdure di ogni tipo.
Nei giorni scorsi, l’Osservatorio Codici ha monitorato i costi che famiglie e giovani devono sostenere per una giornata al mare. Una spesa che deve ritrovare riscontro, soprattutto, nell’igiene e nella sicurezza alimentare.
Il congelamento e il decongelamento dei prodotti può provocare danni alla salute dell’uomo.  I motivi?
Questa serie di processi comporta almeno due rischi:

  • i batteri che sono presenti sugli alimenti (in particolare in verdura e carne),  con il freddo, abbassano le loro funzioni vitali entrando in una fase che comunque  permette loro di sopravvivere, anche a basse temperature.
  • Nel momento in cui il prodotto viene  decongelato, questi batteri  riprendono la loro attività e iniziano a moltiplicarsi, come se fossero usciti da un periodi di lungo letargo. Se a questo punto il cibo viene consumato subito, il fenomeno rimane limitato; ma se invece viene ricongelato e scongelato più volte, ad ogni passaggio la proliferazione dei batteri diviene sempre più maggiore, aumentando il rischio di intossicazioni;
  • congelando si costituiscono grossi cristalli di ghiaccio che rompono la struttura delle cellule degli alimenti: con lo scongelamento si ha la perdita di acqua mista a proteine, vitamine e sali minerali. Il risultato è l’impoverimento del valore nutritivo del cibo.

Pertanto, Codici chiede agli organi di competenza un giro di vite in tutti gli stabilimenti balenerai della litoranea per appurare l’igiene e la sicurezza alimentare dei prodotti venduti nei punti ristoro delle spiagge attrezzate.

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Manduria, Taranto: scarsa qualità dei cibi della mensa scolastica

I genitori della scuola dell’infanzia inviano esposta alla Procura.
Codici: la sicurezza alimentare deve essere garantita a tutela della vita dei piccoli consumatori.
Apprendiamo dagli organi di stampa la notizia del ritrovamento di “corpi estranei nel contenitore del formaggio servito alla mensa della scuola dell’infanzia del III circolo di Manduria.
Non era la prima volta che questo spiacevole episodio si verificasse, infatti, il primo accadde nel febbraio scorso.
Si trattava di un corpo estraneo di colore verde che ha messo in discussione la qualità del cibo così come l’igiene.
E’ per questo che i genitori dei piccoli hanno inviato un esposto alla Procura della Repubblica.
La sicurezza alimentare è un tema che ormai quotidianamente si ripresenta  e diviene una questione ancora più preoccupante quando ad esser in pericolo è la vita di un bambino.
Per motivi lavorativi le famiglie, molte volte, sono costrette a scegliere per i propri figli il tempo pieno a scuola con la possibilità di pranzare. Si tratta di un opzione per i quali i genitori “pagano” un servizio , in alcuni casi non certo tanto economico.
E poi con il rischio  che non vengano garantito i due aspetti principali: qualità e igiene?
Fortunatamente, non si deve fare “ di tutta l’erba, un fascio” ma è giusto alzare la guardia.
Pertanto, Codici invita gli organi di competenza a visionare e monitorare la situazione in maniera attenta e curata, il fine principale è la salvaguardia dei piccoli consumatori!

 

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