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SCANDALO CARNE EQUINA, CODICI: GARANTIRE TRASPARENZA AL CONSUMATORE E REGOLAMENTARE L’ANAGRAFE EQUINA

SCANDALO CARNE EQUINA, CODICI: GARANTIRE TRASPARENZA AL CONSUMATORE E REGOLAMENTARE L’ANAGRAFE EQUINA

L'ultimo scandalo afferente a quello che viene definito come horsegate riguarda il ripieno della pasta fresca "Piemontesino al vitello", prodotta da un'azienda brianzola. Si tratta del terzo riscontro positivo in Italia, che ha anche portato al sequestro preventivo di 210 chili di carne di vitello e bovino adulto in aziende che forniscono la materia prima alla Marchesina Srl di Usmate Brianza.

Il grande clamore attorno alla carne equina inizialmente ha creato allarmismi per quanto riguarda la salute. Ora però la sicurezza alimentare di tali prodotti viene garantita, ma ai consumatori questo non basta. È un comportamento ingannevole, infatti, mentire sulla vera composizione di un prodotto alimentare. La carne di cavallo senza etichetta identificativa è pericolosa per la salute proprio in quanto potrebbe non aver subito i controlli obbligatori. Si ricordi che in Italia è illegale non etichettare la carne importata.

Ora si apprende che il Ministero della Salute sta lavorando ad un'ordinanza per rendere i controlli sanitari sui cavalli più ferrei. In pratica si parla di una nuova anagrafe equina in grado di tracciare la storia sanitaria dell'animale, attraverso la registrazione di tutti gli esami sanitari effettuati.

I consumatori hanno il diritto di beneficiare di strumenti tecnici che garantiscano una maggiore sicurezza alimentare. Per ottenere ciò è necessaria la tracciabilità delle filiere e un'etichettatura chiara. Per questi motivi il "Codici appoggia la costituzione di una anagrafe equina nazionale che sia in grado di tracciare la storia sanitaria dell'animale – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – Così facendo si evitano pratiche illegali che impediscono anche i controlli sanitari sugli animali. L'associazione, comunque, ricorda alle aziende che omettere informazioni importanti sull'etichetta, come la presenza di carne di cavallo, rientra nella categoria delle truffe commerciali ai danni del consumatore".

Roma 5 marzo 2013

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A2A e Adc contro le truffe dei contratti porta a porta

A2A e Adc contro le truffe dei contratti porta a porta

COMUNICATO STAMPA
A2A ENERGIA E LE ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI
CONTRO LE PRATICHE COMMERCIALI SCORRETTE
· regole più stringenti rispetto alla normativa dell'AEEG
· indennizzi per i clienti e penali per i partner commerciali scorretti
· estesi i termini per il diritto di ripensamento
· istituito il Comitato di controllo congiunto sul rispetto delle regole
Milano, 1 marzo 2013. A2A Energia, società di vendita di elettricità e gas del gruppo A2A, e le
Associazioni dei Consumatori hanno siglato un importante "Protocollo di Autoregolazione" per
prevenire le pratiche commerciali scorrette e tutelare i clienti.
Il documento, frutto di un tavolo di lavoro avviato con tutte le Associazioni dei Consumatori che
lo hanno sottoscritto, prevede una serie di regole che integrano quanto previsto dall'Autorità
per l'Energia Elettrica e il Gas nella delibera 153/12, ponendo specifici obblighi a carico della
società di vendita per tutelare i clienti finali e contrastare il fenomeno delle attivazioni di
forniture non richieste.
Il Protocollo prevede, tra le altre cose, l'estensione dei termini per il diritto di ripensamento da
parte del cliente finale, l'invio di una lettera di conferma da parte di A2A Energia per
comunicare l'attivazione di nuovi contratti di fornitura, formazione specifica e possibili sanzioni
per i partner commerciali di A2A Energia.
Viene costituito un Comitato, di cui fanno parte tre membri indicati dalle Associazioni dei
Consumatori e altrettanti nominati da A2A Energia, che avrà il compito di vigilare sul rispetto
delle regole previste dal Protocollo e di verificare la correttezza delle procedure commerciali
messe in atto dalla società.
Innovative le misure da adottare nel caso fossero accertati comportamenti difformi da quanto
contenuto nel Protocollo: oltre a indennizzi erogati direttamente al cliente finale, è prevista la
costituzione di un fondo da destinarsi ad iniziative di informazione e prevenzione in materia di
pratiche commerciali scorrette.
Andrea Cavallini, direttore commerciale di A2A Energia, ha dichiarato: "in un momento
particolarmente delicato per l'economia nazionale, i consumatori si vedono addirittura costretti a
difendersi da comportamenti commerciali ingannevoli che spesso sfociano in veri e propri
tentativi di truffa. La sottoscrizione del Protocollo di Autoregolazione volontario da parte di A2A
Energia e delle Associazioni dei Consumatori è un ulteriore passo avanti nel percorso di
trasparenza e correttezza verso i clienti finali che la società, per prima, ha intrapreso con
l'istituzione, già nel novembre del 2011, dell'Osservatorio sulle pratiche commerciali scorrette e
con l'attivazione del numero verde anti-truffa".
Questo protocollo segue quello avviato su inziativa di Codici lo scorso anno, realizzato ancor prima della dlibera dell'AEEG.
Le associazioni firmatarie sono:
Associazioni Consumatori Acu, Adiconsum, Adoc, Adusbef, Altroconsumo, Assoutenti,

Cittadinanzattiva, Codacons, Codici, Confconsumatori, Coniacut, Federconsumatori,

La Casa del Consumatore, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino

e Unione Nazionale Consumatori.

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Incentivi auto, quali sono le vetture?

Incentivi auto, quali sono le vetture?

COMUNICATO STAMPA

 

INCENTIVI PER AUTO “VERDI”: LA CORSA COMINCIA IL 14 MARZO

 

Codici: proprio di corsa si dovrà parlare, visto che per non restare esclusi ci si dovrà affrettare alle prenotazioni

Il 14 marzo partiranno gli incentivi per l’acquisto delle auto ecologiche, un fondo destinato a promuovere l’utilizzo di vetture a bassa emissione di anidride carbonica nell’aria. I cittadini dovranno essere vigili e veloci, pena l’esclusione. I nuovi incentivi infatti, sono estesi ai veicoli a motore di ogni categoria e contano su una dotazione di 40 milioni di euro. Una cifra sicuramente non sufficiente per tutti i cittadini interessati. Insomma, la corsa è breve e per pochi.

Dei 40 milioni stanziati per il 2013 dal Ministero Economico (a cui seguiranno altri 45 milioni nel 2014 e 45 nel 2015), ai privati spetteranno solo 4,5 milioni di euro, che corrispondono a poco più di 2000 vetture, esaurendosi quindi in pochissimo tempo. La parte restante, molto grande, è destinataalle auto aziendali, ai taxi, al car sharing e alle auto a noleggio con conducente, in vista di una conversione ecologica nel settore pubblico.

“Il Codici loda l’iniziativa di tutela ambientale, in quanto è indubbiamente importante ridurre l’inquinamento e avviarci verso una società maggiormente ecosostenibile - commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – ma i privati cittadini si lamentano della esiguità del fondo incentivi a loro dedicato. Tali fondi infatti si esauriranno in tempi eccessivamente brevi, lasciando nello scontento numerosissimi consumatori”.

È importante sapere, comunque, che per accedere a tali incentivi ci sono alcune regole: innanzitutto per i privati non è obbligatoria la rottamazione, ma è necessario l’acquisto di una vettura nuova (immatricolata entro 90 giorni dalla firma di un contratto stipulato dopo il 14 marzo) che faccia registrare emissioni di anidride carbonica fino a 95 g/km. In tal modo si favoriscono le auto elettriche, le ibride, quelle a gpl, a metano, a idrogeno, a biometano e a biocombustibili.

Per quanto riguarda il contributo si consideri che dipenderà dalle emissioni in maniera inversamente proporzionale: minore è il limite di CO2, maggiore sarà il fondo destinato.

Al momento le auto incentivabili sono: Chevrolet Volt, Citroen C zero, Citroen DS5 Hibrid4, Fiat Panda (metano), Lancia Ypsilon (metano), Lexus CT 200h, Mitsubishi I-MiEV, Nissan Leaf, Opel Ampera,  Peugeot Ion, Renault Fluence, Seat Mii (metano), Skoda Citigo  (metano), Toyota Yaris, Toyota Auris, Toyota Prius, Volkswagen Up (metano).

Roma 4 marzo 2013

Susanna Ficara

Dipartimento Comunicazione Codici, Centro per i Diritti del Cittadino

tel. 0655301808

cell. 340 058 4131

segreteria.redazione@codici.org

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TRUFFE MERCATO IMMOBILIARE: ATTENZIONE AI RAGGIRI ONLINE

TRUFFE MERCATO IMMOBILIARE: ATTENZIONE AI RAGGIRI ONLINE

COMUNICATO STAMPA

 

 

 

Codici: le truffe più diffuse e il vademecum per i consumatori

 

Mercato immobiliare: consumatori, attenti alle truffe online! Sono molti i cittadini che lamentano di essere stati raggirati, che si sono resi conto troppo tardi dell’imbroglio, magari dopo aver pagato anticipatamente la caparra per una casa inesistente.

Le situazioni potenzialmente pericolose e truffaldine sono molte e spesso bisogna essere un po’ diffidenti per accorgersene. Per questo il Codici ha stilato un piccolo vademecum delle truffe immobiliari, in grado di avvertire i consumatori dei potenziali pericoli che corrono. Di seguito le truffe più frequenti:

 

  • ·        Una volta inviata tramite mail la richiesta di maggiori informazioni e di visita di un immobile, la risposta che si riceve risulta alquanto problematica: l’inserzionista dichiara di vivere molto lontano dalla casa oggetto dell’annuncio, per questo non può farla visitare. Continua argomentando di aver già mostrato la casa a molte persone, ma tutto si è rivelato una perdita di tempo. Richiede quindi una prova dell’interesse del potenziale acquirente/affittuario, attraverso l’invio di una caparra, che poi verrà restituita in occasione della visita. A questo punto l’inserzionista chiede di effettuare un versamento sul suo conto, su carte postali ricaricabili, Western Union o altro servizio simile. Probabilmente però la casa non esiste, o non è di proprietà dell’inserzionista. I soldi versati dalla vittima non verranno più recuperati.

 

  • ·        Un’altra truffa, molto simile ma con una variante specifica, riguarda la situazione di un proprietario residente all’estero, che ha le chiavi con se e che può inviarle solo tramite corriere, ovviamente dopo il versamento di una cauzione. Anche in questo caso il Codici invita a non versare soldi prima di aver ottenuto informazioni certe sull’esistenza reale dell’immobile e sull’effettivo proprietario.

 

  • ·        Si ricorda che le offerte troppo allettanti, che propongono case bellissime, ampie, con tutte le comodità, a prezzi stracciati, possono nascondere delle insidie e delle irrregolarità.

 

  • ·        È sconsigliato portare avanti trattative quando l’inserzionista tenta di evitare un incontro personale per visionare la casa. Inoltre, è bene insospettirsi quando chi ha pubblicato l’annuncio non risponde mai al telefono o, peggio ancora, non rende visibile alcun contatto telefonico. In tal caso è bene richiedere subito, tramite mail, un recapito, possibilmente di rete fissa.

 

  • ·        È utile diffidare dagli annunci pubblicati con immagini effettuate da programmi di progettazione, piuttosto che con foto reali. Spesso queste foto hanno una tale risoluzione da sembrare reali, ma non lo sono affatto. Tali immagini, infatti, generalmente si usano per far capire all’utente come risulterà una casa ancora in costruzione, ma se l’immobile è già esistente perché non fotografarlo?

 

  • ·        Le stesse accortezze valgono anche per quanto riguarda le case vacanza: prima di effettuare qualsiasi trattativa è importante acquisire informazioni sulla reale esistenza della casa e sulle credenziali del proprietario.

 

  • ·        Alcune testimonianze raccontano anche di agenzie immobiliari “fasulle” che richiedono il pagamento di una quota di iscrizione solo per il fatto di voler visionare un appartamento. Si tratta ovviamente di offerte molto allettanti, che però sono del tutto fittizie.

 

“Ricordiamo ai consumatori che in molti siti internet gli annunci immobiliari vengono pubblicati autonomamente dagli utenti, non è possibile quindi conoscere preventivamente l’onestà dell’inserzionista e delle informazioni da esso pubblicate.  – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici - In caso di trattative il Codici consiglia sempre di  visionare preventivamente l’immobile e avvalersi anche dell’aiuto di esperti del settore per valutare la regolarità delle condizioni esistenti. Attenzione, inoltre, alle forme di pagamento utilizzate e all’invio di denaro a persone di cui non si conosce con certezza l’affidabilità”.

 

Roma 4 marzo 2013

Susanna Ficara

Dipartimento Comunicazione Codici, Centro per i Diritti del Cittadino

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Frequenze tv digitale, UE preoccupata per il bando di gara Agcom

Frequenze tv digitale, UE preoccupata per il bando di gara Agcom

fonte supermoney.eu

Il Commissario UE alla Concorrenza Almunia si è detto preoccupato per il destino della gara Agcom sulle frequenze della tv digitale dopo l'esito elettorale.

Mentre gli italiani sono costretti a tagliare anche l'abbonamento alla pay tv per risparmiare sulle spese di casa, l'offerta della tv in chiaro è molto frammentata e l'ordine dei canali disorienta gli utenti. Su questa situazione poco chiara adesso potrebbe gravare anche l'incertezza del risultato elettorale, che rischia di rallentare il bando di gara per le nuove frequenze tv del digitale terrestre.

É questa la preoccupazione espressa dal Commissario Europeo alla Concorrenza Joaquin Almunia, che sta seguendo la faccenda insieme all'Agcom. In ballo c'è appunto il destino del bando di gara dell'Authority, che assegnerà tre pacchetti di frequenze per un periodo di vent'anni. Dalla corsa sono già escluse le protagoniste della generalista, Rai, Mediaset e TI Media, mentre Sky potrebbe essere interessata ad allargare il suo bouquet in chiaro puntando a un multiplex.

Se il Governo si insedierà, l'asta potrà svolgersi e distribuirà così i nuovi spazi: le frequenze sotto il 56 saranno canali televisivi destinati alle new entry nel panorama televisivo oppure ai broadcaster già presenti che non dispongano di più di due multiplex. Le frequenze dal 57 al 60 spetteranno invece alla banda larga mobile, quindi agli operatori di telefonia, a partire dal 2015.

"I miei servizi sono in stretto contatto con quelli dell'Agcom, il regolatore italiano, e stanno discutendo con loro le condizioni di questo bando di gara e dell'allocazione dei canali ai diversi partecipanti. Non abbiamo ancora concluso la nostra discussione e spero che possiamo adottare una decisione finale il più presto possibile", ha detto in proposito Almunia.

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Usura bancaria, come combatterla? Parla l'esperto

Usura bancaria, come combatterla? Parla l'esperto

Spazioconsumatori.tv intervista Stefano De Candia, Sos Aziende, come esperto di settore

Usura bancaria: le opinioni in merito sono contrastanti, c'è chi la nega, imputando i pochi casi esistenti ad errori tecnici e chi la teme e la combatte. Di certo il termine non rimanda ad una forma di reato prevista dal codice, ma sono in molti ad averne ben chiaro il significato.

A tal proposito Spazioconsumatori.tv ha intervistato Stefano De Candia, Sos Aziende, che parla dell'atteggiamento delle banche che superano il tasso di soglia previsto dalla Banca d'Italia.

A suo parere sono molto frequenti i casi che rientrano in questa categoria, sono tantissime le sentenze e i giornali ne hanno parlato frequentemente. Ma non è credibile parlare di errore di procedura se il superamento della soglia avviene in maniera reiterata nel tempo. Il problema non è da sottovalutare visto che riguarderebbe la quasi totalità delle banche.

Come si affronta il fenomeno, per prevenirlo e combatterlo? Stefano De Candia ci informa che, ciò che si può fare a monte, è controllare gli estratti conto, vedere se ci sono gli analitici, che mostrano tutta la movimentazione del proprio conto e verificare che non ci siano delle voci che non tornano. Questo avviene spesso sulle voci di spesa.

E per quanto riguarda i prodotti a cui i consumatori devono prestare una particolare attenzione? A volte si possono riscontrare problematiche quando si ha a che fare con le carte revolving, perché di fatto sono dei finanziamenti e su di loro vengono praticati dei tassi di interesse veramente molto alti. Non si può parlare di tassi usurai, quindi che superano il tasso soglia, per assenza di certificazione, ma le cifre sono decisamente rilevanti.

Per migliorare la trasparenza delle loro attività le banche potrebbero, in accordo con le associazioni dei consumatori e le associazioni di categoria, uniformare tutte le informative relative alle banche. Nello specifico, le voci che leggiamo nell'estratto conto dovrebbero essere uguali per tutte le banche e non dovrebbero mai essere generiche, quindi voci tipo "spese varie" non dovrebbero esistere. Stessa cosa per le "spese di periodo". "Il Codici – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici - appoggia pienamente ogni tentativo di migliorare la trasparenza del settore bancario e diminuire l'eventuale nebulosità di alcune operazioni".

Il servizio completo "Usura bancaria, l'opinione di un esperto" è disponibile cliccando sul seguente link, per ulteriori approfondimenti consultare www.spazioconsumatori.tv.

Roma 1 marzo 2013

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Occhio alla truffa dello specchietto

Occhio alla truffa dello specchietto

Cristoforo Colombo, Foro Italico, Circonvallazione e Tangenziale Est, viale Marconi, Navigatori/Ardeatino, viale Oceano Pacifico (Eur), via Laurentina le zone da cui provengono più segnalazioni. Ma le truffe avvengono in tutta Italia

Quando la truffa evolve col tempo: oggi si parla di quelle automobilistiche, che mietono vittime quasi quotidianamente. Risalgono almeno agli anni 90 le prime testimonianze della famosa truffa dello specchietto, raggiro che, purtroppo, non passa mai di moda.

Vediamo in cosa consiste: la vittima prescelta in genere viaggia da sola (anche se non è detto), su una macchina di modesta potenza. Improvvisamente sente un colpo secco alla fiancata, finché compare una vettura in posizione retrostante che suona e lampeggia, intimando di fermarsi. Una volta scesi dalle rispettive macchine, il truffatore mostrerà il suo specchietto rotto. La vittima in quel momento non può sapere che lo specchietto era rotto già da prima e che il rumore sentito è stato provocato da un oggetto lanciato appositamente contro l'auto in corsa. Spesso il truffatore recita bene il suo ruolo, finge di essere preoccupato, magari dicendo che l'auto è prestata, che ha molta fretta e cose del genere.

A questo punto scatta il discorso economico: invece di coinvolgere le assicurazioni, per semplicità, il truffatore chiede soldi in contanti alla vittima che spesso, per senso di colpa del danno causato, o per fretta, accetta di pagare.

Oggi la truffa si è evoluta, ci sono diverse varianti: dallo specchietto si passa alla fiancata, al parafango, al paraurti laterale. La strisciata è prodotta o con carta vetrata o con un punteruolo, durante il sorpasso o in sosta, approfittando di un momento di distrazione dell'automobilista. Mentre prima i truffatori erano persone visivamente poco raccomandabili, oggi il malintenzionato è ben vestito, spesso è una donna con bambino. Se il truffato afferma di non avere contanti il truffatore è anche disposto ad accompagnare la vittima al bancomat, rimanendo però, ovviamente, lontano dalle telecamere.

Il Codici sta ricevendo molte segnalazioni da parte di cittadini, romani ma non solo. Di seguito le zone recentemente più colpite della Capitale: Cristoforo Colombo, Foro Italico, Circonvallazione e Tangenziale Est, viale Marconi, Navigatori/Ardeatino, viale Oceano Pacifico (Eur), via Laurentina.

Se si incappa in una situazione come quelle qui descritte il Codici consiglia di:

· Proseguire la marcia recandosi possibilmente in luoghi ritenuti sicuri, magari verso casa propria o da conoscenti, o al più vicino comando di Polizia.

· Se costretti a fermarsi, scendere e togliere le chiavi, chiudendo bene l'auto.

· Cercare di prendere la targa dell'altra vettura.

· Insistere con la compilazione del Cid.

· Impedire alla persona di avvicinarsi troppo alle fiancate, monitorando ciò che fanno (spesso tracciano un segno nero a testimonianza dell'avvenuto urto).

· Mantenere la calma e chiamare immediatamente la Polizia Municipale.

· Mai acconsentire a richieste in denaro.

"Il Codici raccomanda ai cittadini la massima prudenza, visto che si rischiano anche rapine ed aggressioni – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici - L'associazione inoltre invita chiunque avesse subito una simile truffa a rivolgersi allo sportello Codici per consulenze e assistenza legale, sito in viale A. Einstein 34 e aperto dal lunedì al venerdì nei seguenti orari: 10:00/13:00-15:00/19:00. Tel: 06.5571996, Fax: 06.55308791, e-mail: segreteria.sportello@codici.org.

Roma 1 marzo 2013

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RCA, in rete si può risparmiare molto

RCA, in rete si può risparmiare molto

Fonte Supermoney.eu

RC auto, confrontando le polizze si risparmia fino a 584 euro
Lo studio Aiba-Iama Consulting documenta dati alla mano la crisi del mercato assicurativo e automobilistico. Per risparmiare sì al confronto dei preventivi.
Gli automobilisti italiani pagano le assicurazioni auto più care d'Europa. Risparmiare è, però, possibile facendo un attento confronto delle diverse tariffe presenti sul mercato assicurativo. Lo afferma l'Osservatorio Auto di Aiba, l'Associazione italiana brokers di assicurazioni e riassicurazioni, che in collaborazione con la società di consulenza Iama Consulting ha analizzato i prezzi di listino applicati dalle varie compagnie assicurative.
In particolare, lo studio condotto congiuntamente da Aiba e Iama Consulting ha messo in luce che, grazie al confronto dei diversi preventivi, è possibile risparmiare fino a 584 euro sulla polizza Rca del proprio veicolo. Sul web esistono ormai numerosi portali di confronto, che consentono di ottenere una panoramica completa dei prezzi sul mercato, perché confrontano tutte le compagnie, tradizionali e dirette (queste ultime operano solo online, come Genertel, Quixa, Direct Line e molte altre).
I consumatori non conoscono ancora tutte le potenzialità di questi strumenti e subiscono i rincari. La crescita dei prezzi, che si è manifestata con maggiore intensità in Italia rispetto al resto d'Europa, ha contribuito ad aumentare il numero dei conducenti che circolano privi del bollo obbligatorio per legge, con effetti non solo sul mercato assicurativo ma anche su quello automobilistico.
Sempre secondo l'Osservatorio Aiba, le immatricolazioni di auto sono diminuite del 20%, mentre la spesa per l'acquisto di veicoli nuovi si è ridotta del 13% (con circa 36.000 unità in meno rispetto all'anno scorso). Per contro, le compagnie assicurative hanno visto ridursi la raccolta premi Rc Auto dello 0,6%, mentre la raccolta delle polizze accessorie (come incendio, furto e kasko, che, diversamente dalla Rc Auto, non sono obbligatorie ma a discrezione dell'assicurato) ha riportato una perdita vicina alle due cifre (-8%).
Le previsioni per l'anno in corso sono tutt'altro che rosee: l'Osservatorio Aiba stima, infatti, che, a causa della crisi economica, le immatricolazioni di auto nuove si manterranno ai livelli negativi dell'anno scorso. Previsioni negative anche per la raccolta Rc Auto, che spingerà le società ad adottare politiche di pricing più aggressive nel tentativo di convincere nuovi potenziali clienti.

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Gli Italiani abbandonano il denaro cartaceo?

Gli Italiani abbandonano il denaro cartaceo?

 

Bancomat e carta di credito addio, gli italiani pagano con lo smartphone

Cresce, secondo l'Osservatorio del Politecnico di Milano, la percentuali di italiani che preferisce pagare con l'NFC anziché con bancomat e carta di credito.

Anche nel nostro Paese si stanno progressivamente diffondendo i sistemi di pagamento via Nfc (acronimo di Near Field Communication), la tecnologia di prossimità che consente di utilizzare i telefoni cellulari come vere e proprie carte di credito. Lo rivela l'Osservatorio del Politecnico di Milano, secondo cui l'anno scorso le transazioni Nfc sono salite a 900 milioni di euro (rispetto ai 700 milioni dell'anno precedente), con una crescita vicina al 30%.

Secondo l'analisi dell'Osservatorio, questo trend si spiega non solo l'introduzione sul mercato di smartphone compatibili con l'Nfc, ma anche con la maggiore diffusione dei Pos abilitati a questo tipo di pagamenti e l'emissione di circa 2 milioni di carte di credito contactless da parte dei principali istituti e circuiti di pagamento (Visa, MasterCard, CartaSi).

"Nonostante le apparenze, pagare in questo modo è molto semplice. – ha dichiarato Alessandro Perego, responsabile scientifico dell'Osservatorio – Si risparmia tempo e si ha un immediato riscontro del pagamento, il tutto in sicurezza e dicendo addio al contante. Se infatti il cellulare viene smarrito o, peggio, rubato, lo si blocca proprio come se fosse una carta di credito".

Alla base della diffusione dei mobile payments c'è, però, anche la crescita del numero di beni e servizi acquistabili direttamente con lo smartphone: si va, infatti, dall'acquisto del biglietto dell'autobus – che diventerà presto realtà grazie alla partnership fra i principali operatori di telefonia mobile del mercato italiano (Tim, Vodafone, Wind e 3) e alcune aziende – alla spesa del supermercato, attività resa possibile da alcune app capaci di leggere i codici a barre dei vari prodotti.

Fra i players più attivi su questo fronte troviamo aziende del calibro di Intesa Sanpaolo, Vodafone, PayPal, Tim, Movicom e BeMove. A conferma del dilagante successo degli mpayments, negli USA sono disponibili anche soluzioni di e-Wallet (letteralmente portafoglio digitale) come quelle di Google Wallet, Microsoft Wallet.

Secondo l'Osservatorio, entro il 2016, il valore dei pagamenti via smartphone sarà di ben 4,7 miliardi di euro.

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Robin TAX: chiederemo più poteri per l'autorità

Robin TAX: chiederemo più poteri per l'autorità

Si è svolta ieri la riunione di chiarimento tra le Associazioni Consumatori e l'Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas (Aeeg), riguardante i poteri dell'Autorità in merito al divieto di traslazione della maggiorazione Iras sui prezzi al consumo, comunemente detta Robin Tax.

La riunione era stata chiesta da numerose associazioni consumatori, in prima linea il Codici, che segue la vicenda con interesse e partecipazione fin dall'inizio.

Vediamo cosa è emerso dall'incontro. L'elemento principalmente problematico consiste nella debolezza dei poteri attribuiti per legge all'Autorità per l'Energia, specificamente riguardo l'addizionale Ires. Si è infatti rilevato che è molto complesso scoprire nei bilanci dei soggetti controllati l'effettiva traslazione delle maggiorazioni sui prezzi finali, anche perché operano in contesti internazionali.

Dalla riunione emergono dati interessanti riguardo l'attività di vigilanza svolta tra il 2009 e il 2012 dall'Autorità per l'Energia.

· Sono circa 100 i soggetti che hanno presentato incrementi anomali del margine.

· 15 sono gli operatori su cui sono stati avviati procedimenti sanzionatori.

· I procedimenti individuali avviati sono stati 32, 15 dei quali conclusi con archiviazioni, 12 con accertamento della violazione del divieto di traslazione. Di questi 12, 9 hanno determinato l'adozione di misure prescrittive tese ad eliminare gli effetti della violazione.

· I restanti 5 provvedimenti verranno conclusi entro il 2013.

· Rispetto al petrolifero, il settore dell'energia e del gas ha effettuato maggiormente il trasferimento della maggiorazione Iras sui prezzi al consumo.

· Le variazioni positive dei margini di contribuzione dovute all'effetto prezzo sono passate da 1,4 miliardi nel 2008 a 800 milioni del 2010 nel settore petrolifero, mentre nel settore energetico sono passate da 2,5 miliardi nel 2008 a poco meno di un miliardo nel 2010.

Dall'incontro, purtroppo emerge una notevole complessità, in un contesto così rigidamente controllato, a ricercare eventuali frodi a danno del consumatore. Spesso, infatti, i bilanci di esercizio di tali settori presentano delle difficoltà strutturali ai controlli e si registra un atteggiamento ostile da parte di alcune aziende.

"Il Codici ha presentato una richiesta di accesso agli atti nei confronti dell'Autorità per sapere quali sono i soggetti per cui è stata accertata la violazione della norma – commenta Luigi Gabriele, Responsabile Rapporti Istituzionali Codici - La nostra associazione si fa promotrice, insieme alle associazioni consumatori interessate e alle nuove forze al governo sensibili alla tematica, di un'istanza di rimodulazione dell'assetto legislativo afferente alle autorità di controllo e regolazione. Negli ultimi anni, infatti, nonostante i rigidi controlli vigenti, troppo spesso alcune aziende sono riuscite ad aggirare le norme truffando i consumatori. Le vessazioni nei confronti dei consumatori sono continue, dai raggiri sul mercato libero, alle anomalie nei rapporti contrattuali, agli incrementi ingiustificati dei prezzi nel settore petrolifero.

Tutto questo perché alle autorità mancano poteri sanzionatori concreti e strumenti efficaci per far rispettare le regole. Ribadiamo, quindi, la nostra richiesta alle nuove forze di governo di un'urgente revisione delle leggi e degli strumenti che disciplinano le autorità di controllo, strumento concreto per risanare il mercato dall'interno".

Roma 28 febbraio 2013

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Salva la scuola di Ingegneria Aerospaziale della Sapienza

Salva la scuola di Ingegneria Aerospaziale della Sapienza

Il Tribunale Amministrativo ha accolto il ricorso del Codici sottolineando che l’Università non aveva il potere di chiudere la scuola

 

Il Tar accoglie il ricordo del Codici contro la soppressione della Scuola di Ingegneria Aerospaziale (SIA). 

 

Ricordiamo, infatti, che alla fine del 2010, nell’ambito del riordino delle facoltà, era stata proposta la temporanea sospensione della scuola, la disattivazione del relativo centro di spesa e il trasferimento delle attività residue e dei relativi fondi al dipartimento di afferenza dei docenti. La motivazione era la mancanza dei  finanziamenti da parte del MIUR per l'attivazione della SSSA, Scuola Superiore di Studi Avanzati e l’inutile dispendio di risorse per le Scuole che dovrebbero fare parte della SSSA.

 

Il Codici, contrario alla soppressione di una così eccellente attività, aveva avviato un’azione legale contro La Sapienza inviando un ricorso al Tar Lazio.

 

L’ultima risposta del Tar è avvenuta recentemente ed il Tribunale Amministrativo è stato categorico: l’Università non ha il potere per chiudere la SIA, in quanto istituita dalla legge.

 

“Per tali motivi il Codici avvia un’azione di risarcimento danni nei confronti del Rettore e del Senato Accademico per aver illegittimamente disposto la soppressione di una delle più prestigiose scuole della Capitale – commenta Ivano Giacomelli, Segretario del Codici - Annuncia inoltre una serie di azioni per garantire l’integrale ripristino della scuola e il recupero pieno delle sue funzioni”.

 

Su www.spazioconsumatori.tv i comunicati precedenti sull’argomento, mentre cliccando qui e qui è possibile consultare i servizi realizzati precedentemente sull’argomento.

 

Roma 28 febbraio 2013

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