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Roma. Aurelia Hospital, nel 2009 da Gennaio a Settembre 26 morti per infezioni ospedaliere. La Regione Lazio apra un'inchiesta

Le infezioni ospedaliere si configurano come la complicanza più frequente dell’assistenza sanitaria, infatti, secondo l’Associazione italiana dei microbiologi, su 9 milioni e mezzo di ricoverati, 700 mila si infettano durante la permanenza nella struttura sanitaria. Riprendendo i dati del Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute circa l'80% di tutte le infezioni ospedaliere riguarda: il tratto urinario, le ferite chirurgiche, l'apparato respiratorio, le infezioni sistemiche (sepsi, batteriemie).
Tra i vari microrganismi responsabili di infezioni figura l’acinetobacter baumannii, un microrganismo che, negli ambienti ospedalieri, viene definito killer perché estremamente resistente agli antibiotici oltre ad essere stato riconosciuto come importante patogeno nosocomiale in grado di sviluppare gravi problemi terapeutici. A tal proposito, un'inchiesta della Commissione parlamentare sugli errori sanitari ha chiamato
in causa la clinica convenzionata con il SSN Aurelia Hospital di Roma struttura in cui, in soli nove mesi, precisamente da gennaio a settembre 2009, sono stati registrati 80 casi di infezione ospedaliera provocata dall’acinetobacter baumannii e 26 morti ad essa correlate.
“Come è noto –dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del CODICI - un terzo delle infezioni ospedaliere è prevenibile adottando le indicazioni previste nelle circolari ministeriali. In particolare, in questa vicenda decisamente poco chiara, alcun controllo è stato messo in atto dalla Asl di riferimento, la Rm E, pur avendo, questa l’obbligo di farlo. In più, i cittadini non sono stati adeguatamente informati circa la manifestazione, lo sviluppo e l’andamento delle infezioni in clinica”.
Il CODICI, in seguito a tali gravi inadempienze, chiede alla Regione Lazio di aprire un’inchiesta, di provvedere ad un’ispezione presso gli uffici di controllo della Asl Rm E e, nel contempo, di rimuovere dai loro incarichi i funzionari ed i dirigenti implicati nella vicenda.

Acqua:i cittadini non serviti dai servizi di depurazione non hanno ancora ottenuto le somme versate

Numerosi cittadini italiani si sono rivolti all’associazione CODICI per denunciare che ad oggi non è loro pervenuto alcun rimborso delle somme pagate e non dovute in merito all’assenza del servizio di depurazione e questo nonostante la normativa vigente in materia di restituzione delle somme della depurazione dell’acqua. Di recente è emerso  anche il rischio di un possibile avvio di procedura di infrazione da parte della Comunità Europea nei confronti del nostro Paese su numerosi impianti di depurazione che non sarebbero conformi alla Direttiva 91/271/CE, e vi sarebbe l’esigenza di una decisa accelerazione degli investimenti soprattutto per il comparto fognario/depurativo.
Inoltre, con decreto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio del 30 settembre 2009, in attuazione della legge 27 febbraio 2009 n. 13, il Ministero ha stabilito i criteri per la restituzione agli utenti della quota di tariffa non dovuta riferita al servizio di depurazione, stabilendo anche l’obbligo di informare gli  utenti  rispetto al diritto  della restituzione. Il termine della restituzione è di 120 giorni dalla data in vigore della legge.    
“In seguito a tale normativa e data la scadenza del termine di  restituzione – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del CODICI - abbiamo fatto  partire una istanza di  accesso  agli atti  in tutta  gli  AATO delle Province italiane per acquisire copia degli elenchi degli  utenti  non serviti da impianti  di  depurazione nonché tutti  gli  atti relativi alle procedure di restituzione delle somme che i  cittadini  hanno  versato nonostante  fossero non dovute”.
Ad oggi  abbiamo  ricevuto  le risposte delle Autorità d’Ambito di  Bergamo, Bologna, Modena, Ferrara, Ravenna, Frosinone, Rieti, Catania, Trapani, Cosenza, Catanzaro E Reggio Calabria che ci rispondono di  non essere in possesso  degli  elenchi  richiesti  dall’associazione.  “E’ evidente dalle risposte ricevute – commenta il Segretario Nazionale del CODICI, Ivano  Giacomelli - che nessuno degli AATO in questione è intervenuto affinché i Gestori  restituissero le somme che i cittadini hanno versato pur non essendo serviti dal servizio di depurazione, ledendo a quelli che sono i  diritti degli utenti. Il  termine perentorio per la restituzione delle somme di 210 giorni  è stato ampiamente superato”.
Dato il palese ed evidente danno ai  consumatori di  molte province italiane, CODICI ha avviato una azione collettiva risarcitoria diffidando i legali rappresentanti pro tempore degli  AATO in oggetto ad individuare, entro il termine massimo di 90 giorni, gli importi con i relativi interessi che i gestori dovranno restituire ad ogni singolo richiedente avente diritto.  Nella fattispecie dell’Emilia Romagna, è arrivata in risposta alla nostra diffida – continua Giacomelli – la replica della Regione che invita le Province e gli AATO di  Bologna, Modena, Ferrara e  Ravenna ad adempiere entro il termine previsto, altrimenti, così come previsto dalla legge, sarà nominato  un commissario  ad acta.

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Odiosa voce per la salute pubblica: gli errori in corsia

Dallo scambio dei farmaci agli errori negli interventi chirurgici, con una media di circa 40 denuncie al giorno e oltre 15.000 l’anno (26.000 solo nel 2006)  l’Italia si trova ad affrontare uno dei più grandi problemi della sanità, considerando che ben oltre il 70 % di questi episodi potrebbero essere evitati con una adeguata attenzione e corretta organizzazione dei servizi.

Il cittadino paga già questa disastrosa situazione  sulla propria pelle e con le tasse che finanziano il DISServizio Sanitario Nazionale, ora ci vogliono togliere anche la dignità.

I nostri politici ed amministratori, non contenti di essere responsabili di questa disastrosa situazione e non paghi di questa assoluta vergogna, inchinandosi al potere delle lobbies, hanno pensato di risolvere il problema alla radice: con diversi atti e proposte di legge parlamentari , in maniera assolutamente bipartisan, si stà pensando semplicemente di cancellare la responsabilità dei sanitari e tutto nell’assoluto silenziosa vergogna . E ne hanno ben ragione perché c’è solo da vergognarsi a proporre cose simili .

Attualmente in Commissione Sanità al Senato ci sono queste proposte di legge:

dalla proposta dei senatori Marino, Bassoli;Bianchi, Bosone, Chiaromonte, Cosentino, Di Girolamo Gustavino e Poretti (PD)

Art. 2 La responsabilità civile per danni causate dal personale sanitario medico e non medico, è sempre a carico della struttura stessa.

Art. 3. La struttura sanitaria puo` avviare azione disciplinare contro i dipendenti responsabili del danno qualora il fatto sia stato commesso con dolo o colpa grave. Solo in caso di dolo può essere avviata azione di rivalsa nei confronti dei sanitari responsabili.

Dalla proposta del senatore Tomassini  ( PDL) Art. 1 – La responsabilità civile per danni a persone causate dal personale sanitario medico e non medico, occorsi in una struttura ospedaliera pubblica o privata è sempre a carico della struttura stessa.

Dalla proposta del senatore Gasparri (PDL) Art. 2 – Le aziende ospedaliere e universitarie , le aziende sanitarie locali , (ecc ) sono responsabili dei danni arrecati ai pazienti, o da questi comunque subiti nel corso dell’erogazione dei servizi sanitari, a meno che non dimostrino di aver adottato tutte le misure idonee ad evitarli. Avete capito bene! medici ed infermieri non risponderanno più dei danni che causano ai pazienti in conseguenza di imprudenza, imperizia e negligenza, neanche dal punto di vista disciplinare.

Queste proposte di legge vogliono escludere la responsabilità anche per colpa grave. INDIGNIAMOCI ! Invitiamo tutti i cittadini ad inviare questa comunicazione al Presidente della Commissione Sanità del Senato, ai Senatori, al Ministro della Sanità. Non sottovalutate la cosa, perché vogliono farla veramente una simile offensiva legge.


SANITA’: OGGI IN SENATO LA PROPOSTA DI LEGGE CHE CANCELLA LA RESPONSABILITÀ PROFESSIONALE DEL PERSONALE SANITARIO ANCHE PER COLPA GRAVE

CODICI: IL SERVIZIO SANITARIO E’ ALLA DERIVA: DAI SENATORI CHIAMATI AD ESPRIMERSI NESSUNO SCATTO DI INDIGNAZIONE


INDIGNAMOCI!

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