Articoli filtrati per data: Giugno 2016

  • Pubblicato in Puglia

Codici Lecce: il Tribunale sospende l'esecuzione di Equitalia nei confronti di un pensionato.

COMUNICATO CODICI LECCE

Il Tribunale di Lecce sospende il pignoramento, effettuato da Equitalia, del libretto postale di un pensionato che vive con 578 Euro al mese, per violazione del c.d. “minimo vitale impignorabile” fissato dalla riforma del 2015.

Della scorsa settimana la notizia della condanna di Equitalia al pagamento delle spese legali in favore di una famiglia salentina residente in Friuli, inflitta dal Tribunale di Pordenone per avere l'Agente riscossore pignorato illegittimamente una parte dello stipendio percepito dal padre di famiglia, senza attendere l'esito dell'istanza di sospensione da quest'ultimo proposta ai sensi della Legge 228/2012.

Giunge ora dal Tribunale di Lecce (G.E. Avv. Tommasi - ordinanza del 22.06 u.s.) un altro provvedimento di sospensione di un pignoramento avviato da Equitalia nei confronti del libretto postale di un residente leccese, sino a un importo di oltre Euro 143.000 (!), sussistendo gravi motivi e in attesa della dichiarazione del terzo Poste Italiane.

Anche in questo caso, appaiono evidenti i gravi motivi rilevati dal Giudice dell'Esecuzione, trattandosi del pignoramento di un libretto postale sul quale viene percepita solo una pensione INPS di Euro 578,66 mensili, unica fonte di sostentamento con cui l'anziano, che vive da solo e paga un affitto, deve far fronte alle proprie esigenze del vivere quotidiano.

Secondo la riforma del codice civile introdotta dal D.L. 83/2015, la pensione può essere pignorata, nella misura di un quinto, su ciò che rimane di essa dopo avere sottratto una somma pari all'assegno sociale aumentato della metà, somma che, per il 2015, equivaleva ad Euro 672,78.

Pertanto, la pensione di vecchiaia percepita dal contribuente, pari ad Euro 578,66 mensili, risulta assolutamente impignorabile e l'iniziativa esecutiva posta in essere da Equitalia appare illegittima e infondata per violazione del c.d. “minimo vitale” recentemente fissato dal legislatore.

Sottolinea l'avv. Stefano Gallotta, difensore del cittadino leccese (ammesso al gratuito patrocinio) e segretario di Codici Lecce, che “negare a un pensionato ogni mezzo di sostentamento per soddisfare le proprie esigenze di vita primarie ed essenziali non è soltanto disumano ma anche contrario alla recente riforma del d.l. 83/2015, e, ancor prima, al dettato costituzionale e alla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea (Trattato di Lisbona), che garantisce il diritto all'assistenza sociale onde assicurare un'esistenza dignitosa a chi non disponga di risorse sufficienti. Nel caso specifico, l'iniziativa di Equitalia, tesa a pignorare il conto su cui transita l'unico emolumento mensile di euro 578 percepito a titolo di pensione, appare evidentemente contraria a norme imperative per violazione del minimo vitale e, ove confermata a seguito della dichiarazione delle Poste Italiane, potrebbe dar luogo alla condanna di Equitalia anche per responsabilità processuale aggravata.

 

Avv. Stefano Gallotta
Segretario CODICI Lecce - Centro per i Diritti del Cittadino
Associazione di Consumatori e Utenti
Piazza G. Mazzini, 7 - 73100 Lecce
Tel./fax: 0832.391840 - cell. 338.4804415
codici.lecce@codici.org

Leggi tutto...
  • Pubblicato in Puglia

Codici Lecce: rinviati a giudizio i legali rappresentanti delle società Easytrainers, MC Academy e MC Service per vendite piramidali e truffa.

Dopo le denunce a Codici Lecce, rinviati a giudizio i legali rappresentanti delle società Easytrainers, MC Academy e MC Service per vendite piramidali e truffa.

 

L'iniziativa giudiziaria era stata avviata a seguito delle numerose denunce giunte all'associazione Codici Lecce da parte di consumatori che lamentavano di essere incappati in un sistema piramidale posto in essere dalla Easytrainers e dalla MC Academy e MC Service, allettati dalla promessa di una proficua sistemazione lavorativa (particolarmente appetibile in tempi di crisi), che li vedeva gravati di ingenti esposizioni debitorie, frutto, tra l'altro, dell'acquisto di onerosi corsi formativi tenuti dai titolari delle ridette società.

In sede civile, con ordinanza del 21 maggio 2015, il Collegio della seconda sezione del Tribunale di Lecce (R.G. n. 2544/2015 – Giudice Relatore Dr. Memmo) aveva integralmente accolto le ragioni del reclamo proposto dagli avvocati Giovanni De Donno e Antonio Vetrugno per i primi quattro associati rivoltisi a Codici Lecce, ritenendo, con ampia e dettagliata motivazione che, nella fattispecie, ricorrono tutti gli elementi rivelatori e gli indici sintomatici di una vendita piramidale vietata dalla Legge n. 173/2005 (con cui si inibisce, altresì, il detestabile fenomeno della vendita di corsi formativi pressoché inutili ai fini dell'incarico conferito) e ordinando, per l'effetto, il sequestro degli effetti cambiari fatti sottoscrivere ai reclamanti.

Il Collegio rilevava che i “collaboratori” erano stati indotti all'acquisto di pacchetti formativi oggettivamente costosissimi, tenuti dalle società facenti capo al signor M. C., senza, peraltro, che gli stessi fossero strettamente necessari all'attività da svolgere per conto della Easytrainers; società quest'ultima che, secondo il Collegio, sembrava essere “per lo più dedita all'attività di reclutamento di nuovi affiliati” piuttosto che alla vendita e promozione di prodotti.

In sede penale, giunge ora il decreto di citazione a giudizio della Procura di Lecce (P.M. Dott. M. Carducci), che dispone la comparizione degli imputati D. T. e M. C., legali rappresentanti delle società in questione, dinanzi al Giudice Monocratico Dott. Tosi “per avere in concorso ed unione tra loro, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso... promosso e realizzato una struttura di vendita nella quale l'incentivo economico primario dei componenti era fondato sul mero reclutamento di nuovi soggetti piuttosto che sulla loro capacità di vendere o promuovere la vendita di beni o servizi determinati (tra cui prodotti fotovoltaici) , direttamente o attraverso altri componenti la struttura, nonché per essersi, mediante artifizi e raggiri consistiti nella falsa prospettazione di lauti guadagni in caso di adesione alla detta rete di vendita, inducendo in errore le vittime che si determinavano ad aderire o comunque associarsi alla struttura, procurati un ingiusto profitto con altrui danno”, con l'aggravante di aver cagionato alle persone offese un danno patrimoniale di rilevante gravità.

Rileva l'avv. Stefano Gallotta, segretario di Codici Lecce, che sta valutando la costituzione di parte civile, che “nelle strutture piramidali è estremamente elevato il rischio, sottaciuto al momento del reclutamento dei nuovi incaricati, che gli iscritti non conseguano alcun reale beneficio dal sistema ma solo ingenti perdite economiche. Nel caso di specie, attendiamo con fiducia e rispetto che la magistratura, in sede penale come in sede civile, faccia luce su queste vicende che vedono coinvolte centinaia di persone e circa 25 nostri associati. Più in generale - conclude l'avv. Gallotta - corre l'obbligo, da parte della nostra associazione, di allertare i consumatori e invitarli ad essere estremamente cauti nel valutare proposte lavorative che implichino esborsi economici preventivi e/o successivi a loro carico: è inaccettabile dover pagare per lavorare, si lavora per essere retribuiti”.

Avv. Stefano Gallotta

Segretario CODICI Lecce - Centro per i Diritti del Cittadino

Associazione di Consumatori e Utenti

Piazza G. Mazzini, 7 - 73100 Lecce

Leggi tutto...
  • Pubblicato in Puglia

Codici Lecce: Il Tribunale di Pordenone sospende l'esecuzione e condanna Equitalia al pagamento delle spese

Il Tribunale di Pordenone sospende il pignoramento dello stipendio e condanna Equitalia al pagamento delle spese in favore di un cittadino salentino.

Si era rivolta a Codici Lecce la famiglia di origini salentine, residente in provincia di Pordenone, gettata nello sconfronto dall'inaspettata notifica, nel novembre scorso, di una intimazione di pagamento, da parte di Equitalia Sud, per un importo di oltre Euro 13.000.

Su indicazione dello sportello di Codici Lecce, il destinatario dell'intimazione procedeva a richiedere la sospensione della riscossione attraverso il servizio online predisposto sul sito di Equitalia, specificando l'intervenuta prescrizione del credito e la decadenza del diritto.

Ma Equitalia, pur avendo confermato la ricezione dell'istanza di sospensione comunicando il relativo numero identificativo e, pertanto, essendo tenuta a sospendere immediatamente l'attività di riscossione ai sensi della Legge 228/2012, procedeva al pignoramento di parte dello stipendio del padre di famiglia presso il suo datore di lavoro, prelevando la quota mensile di Euro 350,00 senza fornire alcuna comunicazione sull'esito dell'istanza.

Così, gli avvocati Stefano Gallotta e Giovanni De Donno, del team legale di Codici Lecce, presentavano un ricorso presso il Tribunale di Pordenone eccependo, tra l'altro, l'improcedibilità e illegittimità dell'intervenuta riscossione in pendenza della prefata domanda di sospensione, in quanto, secondo la richiamata normativa in vigore dal 2013, in questi casi il concessionario per la riscossione deve immediatamente sospendere ogni iniziativa finalizzata alla riscossione delle somme iscritte a ruolo o affidategli.

Sospesa immediatamente e inaudita altera parte la procedura esecutiva in ragione della apparente fondatezza dei rilievi mossi dall'opponente, il Giudice dell'esecuzione del Tribunale di Pordenone, dott. De Biasi, a seguito della costituzione di Equitalia e sciolta la riserva resa all'udienza del 29.04.2016, con ordinanza in pari data accoglieva il ricorso e, dedotto che il concessionario, in ragione dell'istanza di sospensione “non poteva procedere nelle forme della riscossione esattoriale, essendo tenuto a sospendere immediatamente ogni ulteriore iniziativa finalizzata alla riscossione”, condannava Equitalia alla rifusione delle spese di lite in favore dell'opponente.

Rileva l'avv. Stefano Gallotta, segretario di Codici Lecce, che “questa pronunzia, sanzionando l'ennesima iniziativa aggressiva e indebita posta in essere da Equitalia, ribadisce che vi sono limiti tassativi nell'operato del concessionario per la riscossione. Molti contribuenti non sono ancora oggi a conoscenza della possibilità di sospendere una cartella esattoriale ritenuta non dovuta, con un semplice clic dal proprio computer. Bisogna però procedere tempestivamente entro 60 giorni dalla ricezione della cartella o dell'intimazione di pagamento. E' un servizio attivo ormai da due anni e che, peraltro, a fronte dell'eventuale inerzia dell'agente e/o dell'ente creditore che non comunicano alcunché all'istante nei 220 giorni successivi alla data di sospensione, determina il definitivo annullamento del debito e l'obbligo per l'ente creditore di eliminare gli importi pretesi dalle scritture patrimoniali.


Avv. Stefano Gallotta
Segretario CODICI Lecce - Centro per i Diritti del Cittadino
Associazione di Consumatori e Utenti
Piazza G. Mazzini, 7 - 73100 Lecce
Tel./fax: 0832.391840 - cell. 338.4804415
codici.lecce@codici.org

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS