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Documento di sintesi della posizione politica dei cattolici di base riuniti in autoconvocazione il 7 gennaio 2013

Noi cattolici di base, impegnati nel volontariato, nel mondo associativo e nelle parrocchie, autoconvocati a Roma, ci rivolgiamo a quanti condividono le nostre attese e preoccupazioni per la nuova stagione politica che si sta aprendo. Le prossime elezioni devono segnare il ritorno ad una politica basata sul principio dell’autentica rappresentatività delle istituzioni democratiche, sulla riforma e rinascita della forma partito, sul ritorno a una elaborazione culturale che affronti in modo equo e non discriminatorio i problemi economici, sociali, istituzionali e politici lasciati irrisolti dalla cosiddetta “Seconda Repubblica”.
    Assistiamo invece con profonda perplessità a una campagna elettorale in cui tutti gli schieramenti, nessuno escluso, sono stati incapaci di andare oltre gli schemi tracciati in quella stagione politica che all’unisono sostengono di voler accantonare. Le liste elettorali sono state decise e composte con modalità verticistiche seguendo vecchie dinamiche di cooptazione, tipiche dei vecchi partiti. Ciò rischia di cronicizzare il distacco tra la società civile e quella politica, e di fare della “Terza Repubblica” la semplice continuazione della Seconda sotto altro nome.
  Il quadro attuale penalizza tutte le componenti della società nazionale e in particolare i cattolici, condannati ad accettare un ruolo inferiore al loro peso o, in alternativa, esprimere il proprio dissenso con l’astensione dal voto. Perciò chiediamo che questo venga corretto finché c’è il tempo di restituire alle istituzioni parlamentari una reale rappresentatività democratica.

Viviamo con preoccupazione il fatto che siano scomparsi dalla campagna elettorale i temi sociali più urgenti. Riteniamo, infatti, che i dati recenti sulla distribuzione della ricchezza nazionale rappresentino la fotografia di una situazione economicamente e socialmente insostenibile.

    Chiediamo quindi una politica di valorizzazione del ceto medio; la promozione del lavoro quale fattore trainante della crescita economica, e della famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna quale fattore fondante della società; la difesa delle fasce deboli, a partire dai giovani (cui va garantita uguaglianza delle opportunità e lavoro per costruire il futuro) e dagli anziani (in particolare con bassi livelli di reddito, e non autosufficienti).

    Sulla base di questi principi indirizzeremo i nostri orientamenti e la nostra partecipazione in occasione delle imminenti elezioni.

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