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Sei beneficiario di una polizza vita e non lo sai?  Potresti avere tra le mani un tesoro e non saperlo  Codici ti aiuta a scoprirlo!

Sei beneficiario di una polizza vita e non lo sai? Potresti avere tra le mani un tesoro e non saperlo Codici ti aiuta a scoprirlo!

In Italia, le polizze vita dormienti sono circa 4 milioni. I beneficiari non riscuotono i premi, i quali vengono trattenuti dalle compagnie assicurative. Allo scadere del decimo anno, poi, con la prescrizione, vengono devolute al Fondo Rapporti Dormienti, Istituito presso la CONSAP.

Gli italiani potrebbero avere a portata di mano un tesoro e invece lo ignorano.

Perché i beneficiari non riscuotono i premi? 

Il problema è che molto spesso gli eredi non sono a conoscenza dell’esistenza di una polizza vita stipulata da un loro caro defunto e la compagnia assicurativa non è grado di avvertirli perché non è a conoscenza della loro residenza, in quanto sulla polizza il beneficiario non viene indicato in maniera precisa.

Si tratta di somme rilevanti che potrebbero finire ai legittimi proprietari, ad esempio figli o nipoti di un assicurato defunto, che ne sono, però, titolari a loro insaputa e che finiscono per eclissarsi in un oblio burocratico.

Ignorando di avere diritto alla riscossione dei premi, i beneficiari non si fanno avanti, le polizze scadono, cadono in prescrizione e vengono incorporate dallo Stato. 

Sono migliaia i risparmiatori che non hanno potuto riscuotere le polizze perché scaduti i termini. 

Per evitare che questo accada, l'Associazione Codici offre un servizio che permetta a tutti i cittadini di scoprire se un familiare defunto abbia stipulato una polizza vita in loro favore.  

Potrai verificare se sei stato indicato come legittimo beneficiario e riscuotere ciò che ti è dovuto senza correre il rischio di perderlo senza nemmeno esserne a conoscenza.

Se pensi che qualcuno possa aver stipulato una polizza vita indicandoti come beneficiario, rivolgiti a segreteria.sportello@codici.org o al numero 06.5571996 e Codici verificherà per te. 

 

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DOSSIER ZETEMA “Il buco nero di Roma Capitale”

DOSSIER ZETEMA “Il buco nero di Roma Capitale”

Una ricerca-studio dell’Associazione Codici, oggetto dell’odierna conferenza stampa, Zètema“Il buco nero di Roma Capitale”

 

Società partecipata al 100% da Roma Capitale, Zètema è l’azienda strumentale capitolina che opera nel settore Cultura. 

La realtà che emerge però è che la padrona della cultura romana è una società dove si intrecciano diverse correnti politiche della vecchia amministrazione comunale e alcuni dirigenti dell'ultimo dimissionario biennio. 

Al comando di questa nave da crociera è saldamente posizionato Albino Ruberti, amministratore delegato e Presidente di Zètema.

Sembrerebbe che le mansioni dirigenziali della società siano“indicate” dai politici romani (tipico fenomeno dello “spoil system”), ma essendoci remore ad assegnare a queste persone mansioni di responsabilità, si cerchino escamotage e posizioni create ad hoc  per tenere a bada  queste nuove figure. E quale miglior modo per fare felice un dirigente se non aumentare lo stipendio e abbassare il carico di lavoro?

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Queste perdite sono dovute secondo le testimonianze dei dipendenti dell'azienda alla sostanziale riduzione dei fondi stanziati da Roma Capitale. Versione che è sostanzialmente confermata anche da  Ruberti.

Ruberti ha fatto inglobare nel settore Progettazione il reparto della Manutenzione dei beni. Gli effetti positivi sul bilancio del prossimo anno è facilmente pronosticabile. Questi i compensi dei dirigenti: Damiano Cavarra ha un RAL di 91.672,00€ come Responsabile dei servizi tecnici cultura e turismo all'interno dell'Area Progettazione. Guido Ingrao, Direttore tecnico dell'Area Progettazione guadagna 110.246,22€.

Le pesanti ombre su Zètema cadono sul settore eventi. Su impulso di un esposto anonimo l' Anac (Autorità Nazionale Anticorruzione) è andata a verificare gli appalti della società al 100% pubblica, che tra l'altro ha gestito la realizzazione del Concerto di Capodanno del 2013 e del 2014 (entrambi affidati alla The Base SRL) pagando 660.840,00€ nel 2013 e 531 mila euro nel 2014.

Il rapporto tra Sovrintendenza Comunale, Sovrintendenza del Ministero e Zetema è piuttosto complesso.

1- Roma Capitale richiede il supporto di Zetema per i servizi accessori

2- Zetema risponde che non ha le competenze.

3- Roma Capitale e Zetema si incontrano e modificano il contratto di servizi per abilitare Zetema

4- Roma Capitale o la Sovrintendenza propone a Zetema delle professionalità da assumere per svolgere quella determinata attività

5- Zetema emette un bando “ad hoc” per il soggetto indicato

6- Il soggetto si candida e magicamente  gli viene assegnata la posizione

Questo è ciò che emerge dai nostri studi; è ovvio che dubbi e domande in merito siano sollevabili da qualsiasi persona senziente, anche perché i dati dei bilanci sono pubblici. La nostra preoccupazione, in seguito ai quesiti che ci hanno posto i cittadini e il conseguente input per lo sviluppo del dossier è la  seguente: “ Roma, la sua Storia, il suo patrimonio artistico e culturale, sono il petrolio dell’Italia. Il dovere delle Istituzioni è far si che venga sfruttato per produrre reddito e conseguente abbattimento della spesa pubblica.” spiega il Segretario Nazionale di #Codici Ivano Giacomelli “ non siamo qui ad attribuire colpe a chi gestisce il nostro Patrimonio culturale; la nostra è solo un’analisi lucida dei fatti con dati alla mano. Vorremmo semplicemente sensibilizzare le Istituzioni affinchè questo pozzo di petrolio, l’“oro nero” lo faccia sgorgare, invece di farlo essere un “buco nero” che fagocita entrate, ma non restituisce nulla ai cittadini”.

CLICCA QUI PER SCARICARE IL DOSSIER!

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Dimissioni di Ignazio Marino, ci ripenserà?

Dimissioni di Ignazio Marino, ci ripenserà?

Codici: Auguri al Prefetto Gabrielli, nuovo Commissario di Roma

Dopo le dimissioni di Marco Causi e dei due assessori Stefano Esposito (Trasporti) e Luigina Di Liegro (Turismo) anche il Primo Cittadino alle 19,30 di ieri dopo una giornata estenuante, sventola bandiera bianca ma puntualizza: «Presento le mie dimissioni , sapendo che queste possono per legge essere ritirate entro venti giorni. Non è un’astuzia la mia: è la ricerca di una verifica seria, se è ancora possibile ricostruire queste condizioni politiche». 

“Non possiamo proprio gioire per le dimissioni di Ignazio Marino” dice Ivano Giacomelli Segretario Nazionale di Codici “ il fatto è una sconfitta per tutti i romani”.

E’ un segnale forte sul fatto che l’ Amministrazione non ha saputo dare una risposta al bisogno di legalità e nemmeno a quello dell’efficienza della Capitale.

 

Ora, con la nomina del Prefetto Gabrielli ci auguriamo che ci sia un significativo salto di qualità legalitaria nel Comune di Roma, sempre che l’ex Sindaco (che ha 20 giorni per ritirare le dimissioni, non ci ripensi ndr) 

 

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