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Storica sentenza della commissione tributaria regionale del Lazio

Le associazioni sono esenti dal pagamento del contributo unificato quando agiscono in giudizio a difesa degli interessi della collettività 

ROMA 4 agosto 2015 - Con una sentenza definita storica , la commissione tributaria regionale del Lazio, accogliendo il ricorso presentato dal CODICI ha riconosciuto il diritto delle associazioni di tutela dei cittadini di essere esentati dal pagamento del contributo unificato quando agiscono a tutela della collettività.

Il CODICI affermava che Il pagamento del contributo unificato è un ostacolo al diritto di difesa. E viola gli articoli 2, 3, 25, 53 e 97 della Carta Costituzionale con lettura combinata con l’art. 1 della L. 266/91 ( legge quadro del volontariato) laddove non consentono alle associazioni di volontariato l’esonero dal pagamento del contributo unificato. L’attività svolta dalle organizzazioni di volontariato previste dalla legge, infatti, è tesa al conseguimento di finalità di carattere sociale, civile e culturale oltre ad essere la più diretta espressione del principio di solidarietà sociale. Per tale ragione la Repubblica italiana ne riconosce il valore sociale e la funzione e ne promuove lo sviluppo. La richiesta di pagamento del contributo unificato, pertanto, costituendo un ingiustificato limite all’esercizio dell’azione giudiziaria e potendo ostacolare l’accesso alla tutela giurisdizionale per far valere le istanze dei contribuenti, si pone in contrasto con tale indirizzo.

La Commissione Tributaria regionale, per la prima volta in Italia, sconfessa l’Agenzia delle Entrate e il suo esattore (Equitalia) , affermando che “ l’attività di natura giudiziaria costituisce  precipuo strumento di attuazione  dei fini statutari , ed anzi è ivi espressamente prevista quale modalità strategica per la concreta attuazione dei diritti medesimi .Ne consegue l’esenzione dal contributo unificato dell’iscrizione a ruolo “.

L’uso strumentale dell’imposta di bollo ora contributo unificato, volto a negare la possibilità ai cittadini a rivolgersi al giudice visti gli alti costi, viene finalmente smentita e viene ribadito il principio di solidarietà e il principio di una giustizia aperta a tutti indipendentemente dal reddito .

E’ una vittoria storica , afferma Ivano Giacomelli – segretario nazionale e patrocinatore della causa - l’accesso alla giustizia è destinato sempre di più a diventare un lusso per pochi. Con il contributo unificato si è introdotto tradotta l’ennesimo ingiusto ed ingiustificato aumento surrettizio della tassazione. Ingiusto ed ingiustificato perché, a fronte di esso, non si è registrato alcun miglioramento della macchina della giustizia. Infatti, si continua ad assistere ai soliti tempi lunghi, ad avere a che fare con segreterie e cancellerie il cui lavoro non è quasi mai organizzato in funzione di servizi più efficienti per il cittadino utente, alla mancanza di riforme organiche e di investimenti. E’ dunque impensabile che tutto ciò possa non avere conseguenze nel ritenere che non possa rappresentare un ostacolo all’esercizio del diritto di difesa. Del resto, basti considerare come lo stesso Presidente del TAR del Lazio, nella relazione del 9 febbraio 2012, in merito al calo di ricorsi in entrata registratosi rispetto all’anno precedente non ha potuto fare a meno di ammettere che “su tale circostanza ha in parte influito la crisi economica, che ha limitato le iniziative delle pubbliche amministrazioni specie finanziariamente impegnative così le occasioni di contenzioso. Ma in massima parte il calo dei ricorsi è da iscriversi al lievitare del contributo unico, che sta raggiungendo livelli al limite della comparabilità con il riconoscimento costituzionale della tutela giurisdizionale”. 

 

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