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Caso Sara Sarti, il Tar accoglie il ricorso di CODICI contro la ASP di Reggio Calabria

L’Associazione, parte civile nel processo, aveva chiesto un accesso agli atti dell’ospedale dove morì la piccola ma l’A calabrese aveva rifiutato. Ora il tribunale amministrativo riconosce nella sentenza che CODICI “ha sicuramente diritto” a conoscere le carte


 

Roma, 26 giugno 2015 – Si apre uno spiraglio di possibilità per conoscere finalmente la verità sulla morte della piccola Sara Sarti, la bambina di quattro anni deceduta per una sospetta setticemia al pronto soccorso di Locri nel 2009.

I giudici del Tar di Reggio Calabria hanno accolto il ricorso presentato da CODICI contro la Azienda Sanitaria Provinciale e la Direzione Sanitaria dell’Ospedale di Locri che aveva negato la visione della documentazione.

 

In particolare, nell’ottobre scorso l’Associazione aveva chiesto di visionare i documenti che riguardavano il caso di presunta malasanità. L’ospedale e l’azienda sanitaria risposero solo in parte alle domande e per questo CODICI è stata costretta a ricorrere al Tar.

Ora il tribunale ha valutato la legittimità a richiedere gli atti e nella sentenza ha scritto: “L’associazione ricorrente, pertanto, ha sicuramente diritto di accedere agli atti e documenti con cui l’Azienda Sanitaria ha provveduto ad adottare i protocolli per l’organizzazione del sistema di triage”.

 

“Con un maldestro tentativo l’Azienda locale e l’ospedale hanno cercato di nascondere inadempienze e gravi carenze ma il Tar ha sonoramente bocciato il comportamento dei dirigenti che adesso hanno 30 giorni per consegnare gli atti richiesti”, commentano Ivano Giacomelli, Segretario nazionale CODICI e Giuseppe Salamone, Segretario Codici Calabria.

 

Quanto al processo penale, a marzo di quest’anno la sentenza del giudice dell’udienza preliminare ha assolto i due medici del pronto soccorso che hanno assistito la piccola Sara. Contro la decisione, CODICI in accordo con la famiglia della bambina ha presentato ricorso.

 

La storia è stata trattata da CODICI nell’ambito della campagna “Indignamoci!”, un impegno nato cinque anni fa, volto a raccogliere gli episodi segnalati direttamente dai pazienti di errori sanitari, le inefficienze strutturali, il ritardo nei soccorsi o la mancata diagnosi delle malattie. Attualmente sono oltre 50 le cause per le quali l’Associazione presta la sua assistenza legale. La maggior parte sono concentrate al Sud (55%) mentre in misura uguale i casi si distribuiscono al Nord e nel Centro. Con la sua rete di sportelli su tutto il territorio nazionale, CODICI offre le consulenze legali, psicologiche e  mediche, dispone la costituzione di parte civile nei processi penali, l’azione civile di risarcimento dei danni e l’assistenza e consulenza per le indagini difensive.

 

Per inviare la propria segnalazione è possibile scaricare il modulo disponibile sul sito www.codici.org  all’indirizzo email segreteria.sportello@codici.it. Per maggiori informazioni, è attivo lo sportello di Roma in Via Einstein 34  (lun. – ven. 13.30 – 18.30; tel. 065571996).

 

 

 

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