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Sicilia

Consumi eccessivi per i contatori di energia elettrica!

Consumi eccessivi per i contatori di energia elettrica!

Numerosi utenti si sono rivolti a CODICI lamentando che il contatore dell’energia elettrica registra consumi eccessivi rispetto a quelli effettivi e che diversi contatori non rispecchierebbero la normativa CE. L’associazione CODICI ha già presentato diversi reclami agli operatori, segnalando la circostanza anche alla Camera di Commercio di Palermo. Della vicenda sarà anche interessata anche l’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico (AEEGSI).

Tutti coloro che volessero segnalare tali anomalie possono rivolgersi allosportello di Palermo ai seguenti recapiti: Tel: +39 091 77 90 024, Fax: +39 178 275 7609, Cell: +39 373 87 94 300 

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L’Associazione CODICI presenta il progetto nazionale “BONUS A SAPERSI” a Palermo

L’Associazione CODICI presenta il progetto nazionale “BONUS A SAPERSI” a Palermo

Il seguente progetto è stato promosso dall’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico (AEEGSI), in collaborazione con le associazioni dei consumatori: CODICI, Lega Consumatori e Assoutenti.
Martedì scorso il nostro responsabile avv. Giovanni Crimi insieme al dott. Gianni Giardi e dott.ssa D’Anna entrambi di Lega Consumatori, e l’avv. Antonino Trapani per Assoutenti hanno tenuto un evento formativo a circa 50 corsisti sul tema dell'erogazione agli utenti, aventi diritto, del bonus energia elettrico e gas, nonché le modalità operative connesse alla sua erogazione. Tra i corsisti erano presenti diversi operatori di CAF, associazioni di volontariato e associazioni a tutela dei consumatori, ai quali è stato rilasciato un manuale di formazione e un attestato di partecipazione.
#CODICI#aTutelaDelConsumatore
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Mafia barcellonese, processo Gotha 5: Codici e Obiettivo Legalità costituiti parte civile

Mafia barcellonese, processo Gotha 5: Codici e Obiettivo Legalità costituiti parte civile

MESSINA – L’Associazione Codici e Obiettivo Legalità si sono costituite parti civile nel processo Gotha V che si celebra davanti al Gup di Messina Eugenio Fiorentino. Un procedimento che ha portato alla sbarra i vertici e le nuove leve della mafia barcellonese che si sono macchiati dei reati di estorsione. Il quinto capitolo della maxi inchiesta della Dda di Messina, infatti, ha portato alla luce una serie di attività estorsive ai danni di diversi esercenti e commercianti in diversi comuni messinesi. Il Giudice ha ritenuto assolutamente fondate le argomentazioni difensive delle Associazione CODICI e Obiettivo Legalità, rappresentate dall’Avvocato Melita Cafarelli e dall’Avvocato Manfredi Zammataro (del foro di Catania), rispettivamente segretario della delegazione di Messina e segretario regionale di CODICI Onlus. Insieme alle due associazioni hanno chiesto di costituirsi parte civile le vittime di estorsione, il Comune di Barcellona Pozzo di Gotto e di Terme Vigliatore oltre ad altre numerose associazioni.


“Bisogna avere il coraggio di denunciare ogni forma di estorsione – afferma l’avvocato Melita Cafarelli – e far valere i propri diritti come persona in quanto tale, come recita la nostra Costituzione. Provo grande ammirazione per tutti i commercianti ed imprenditori che hanno trovato il coraggio di sporgere querela ed hanno collaborato fattivamente con gli inquirenti. Un plauso va alla Direzione Distrettuale Antimafia di Messina, alla Magistratura e a tutte le Forze dell’Ordine, che ogni giorno mettono la loro professionalità a servizio del cittadino per garantire protezione e tutela”.

“Apprendiamo con soddisfazione – commenta l’avvocato Manfredi Zammataro, segretario regionale di Codici – la decisione del Gup del Tribunale di Messina Fiorentino di ammettere come parte civile la nostra associazione dei consumatori insieme all’associazione Obiettivo Legalità. Per l’ennesima volta Codici insieme ad Obiettivo Legalità – aggiunge Zammataro – si sono dimostrate essere in prima fila nella difesa delle vittime e contro ogni mafia”.

Il procedimento vede imputati Alessio Alesci, Salvatore Artino, Santino Benvenga, Antonino Biondo, Angelo Bucolo, Tindaro Calabrese, Salvatore Calcò Labbruzzo, Antonino Calderone, Giuseppe Cammisa, Agostino Campisi, Salvatore Campisi, Marco Chiofalo, Salvatore Chiofalo, Carmelo Crisafulli, Bartolo D’Amico, Miloud Essaoula, Giovanni Fiore, Antonino Genovese, Santo Gullo, Filippo Munafò, Franco Munafò, Giuseppe Ofria, Mario Pantè, Giovanni Pino, Giuseppe Reale, Orazio Salvo, Nunziato Siracusa, Sebastiano Torre e Maurizio Trifirò.

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SBARCO 1 FEBBRAIO: INDAGINE A MESSINA, AL VIA INCIDENTE PROBATORIO L’AVVOCATO MELITA CAFARELLI: “SUPPORTARE I MIGRANTI ANCHE A LIVELLO LEGALE” ZAMMATARO: “CODICI CHIEDERA’ DI COSTITUIRSI PARTE CIVILE NEL PROCESSO”.

SBARCO 1 FEBBRAIO: INDAGINE A MESSINA, AL VIA INCIDENTE PROBATORIO L’AVVOCATO MELITA CAFARELLI: “SUPPORTARE I MIGRANTI ANCHE A LIVELLO LEGALE” ZAMMATARO: “CODICI CHIEDERA’ DI COSTITUIRSI PARTE CIVILE NEL PROCESSO”.

MESSINA- Continuano le indagini sullo sbarco di migranti avvenuto all’inizio del mese scorso. Nei giorni scorsi sono iniziati gli incidenti probatori con l’esame di alcuni dei passeggeri che hanno sostenuto la pericolosa traversata del Mediterraneo. La prima udienza camerale si è celebrata dinanzi al Giudice per le Indagini preliminari di Messina, Eugenio Fiorentino. Ancora una volta è emersa la terrificante realtà che accomuna i tanti migranti che affrontano il viaggio a bordo di imbarcazioni inadeguate senza alcuna misura di sicurezza. Un vero e proprio traffico di esseri umani. Le storie di vita hanno delle analogie: le vittime di tratta riferiscono di aver intrapreso un viaggio dalla Libia verso l’Italia dietro pagamento di cospicue somme di denaro ai trafficanti. Tutti i testii hanno dichiarato di aver trascorso i giorni precedenti all’inizio del viaggio rinchiusi all’interno di alcuni capannoni, senza avere la possibilità di nutrirsi o anche semplicemente di bere. Alcuni sarebbero stati sottoposti anche a continue vessazioni fisiche e mentali. Durante la traversata oltre alle privazioni di cibo e bevande sarebbe stato negato dagli scafisti anche un salvagente da utilizzare in caso di problemi.

Alcuni testimoni sono assistiti dall’ avvocato Melita Cafarelli, responsabile della sede territoriale di Messina dell’Associazione Codici Sicilia, legale da anni vicina ai problemi legati all’immigrazione irregolare. Nel corso dell’udienza alcuni dei testi hanno manifestato il timore di essere sentiti in presenza degli indagati. I difensori hanno quindi chiesto che la trattazione del procedimento venisse rinviata ad altra data così da poter garantire loro la possibilità di essere sentiti con le modalità protette. Il Giudice per le Indagini Preliminari ha accolto la richiesta formulata dalle difese rinviando il procedimento al prossimo 18 marzo.

“Questi ragazzi che giungono nelle nostre città – afferma l’Avvocato Melita Cafarelli – in cerca di fortuna devono essere supportati sia sotto il profilo legale che sotto il profilo sociale. Anche l’Associazione Penelope, presente sul territorio messinese, si occupa di offrire assistenza diretta alle vittime di tratta aiutandoli a presentare, presso i competenti uffici, richiesta di protezione ai sensi dell’art. 18 D.Lgs. 286/1998 nonché offrendo supporto quotidiano anche di altra natura. Bisogna affrontare il problema principalmente sotto il profilo umano e tenere sempre ben presente che dietro ognuno di loro ci sono storie di disperazione che devono essere ascoltate e non considerati semplicemente come numeri”.


Il Segretario Regionale dell’Associazione Codici Sicilia, Avvocato Manfredi Zammataro, annuncia che “Codici si costituirà parte civile nel processo penale per poter essere al fianco delle vittime e per chiedere la condanna di tutti coloro che hanno utilizzato le loro disgrazie e la loro disperazione per creare un inaccettabile commercio della carne umana”.

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OPERAZIONE ANTIMAFIA: IL PLAUSO DI CODICI E OBIETTIVO LEGALITA’

OPERAZIONE ANTIMAFIA: IL PLAUSO DI CODICI E OBIETTIVO LEGALITA’

“Oggi è l’anniversario dei trent’anni dell’inizio del maxi processo a Cosa Nostra e Catania lo celebra con un’imponente operazione che ha consentito, grazie al lavoro della Procura della Repubblica di Catania, della Dda e dei Carabinieri di Catania, l’arresto di oltre 100 persone affiliato o vicine al clan Laudani. Cosca tra le più spietate e sanguinarie della provincia etnea. Inquietante elemento emerso dalle indagini è la capacità di infiltrazione dimostrata dal clan all’interno del sistema delle istituzioni. Dimostrazione questa che contro questi fenomeni non bisogna mai abbassare la guardia. Operazioni come queste però dimostrano che lo Stato vince sempre conto la mafia e il malaffare”. Lo affermano in una nota congiunta i componenti delle associazioni Codici – Centro per i Diritti del Cittadino e Obiettivo Legalità.

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TRAPANI: AL VIA PROCESSO PER ESTORSIONE

TRAPANI: AL VIA PROCESSO PER ESTORSIONE

Si è tenuta oggi la prima udienza preliminare dinanzi al GUP di Trapani, Dr. Emanuele Cersosimo, di un processo  a carico di otto soggetti tutti accusati in concorso fra loro a vario titolo dei reati di estorsione, truffa e due di loro del reato di illecito trattamento dei dati personali. Oggi peraltro è stata anche depositata una attività integrativa di indagine da parte della Procura. Il procedimento scaturisce da una  indagine complessa condotta dalla sezione Polizia Giudiziaria della Guardia di Finanza di Trapani, condotta nei confronti di una società trapanese in accomandita semplice, in particolare del rappresentante legale e un socio della stessa sas, il responsabile della contabilità, il responsabile del personale, un consulente del lavoro ed un promotore finanziario. Un vero e proprio sodalizio criminoso il cui dominus è ritenuto T.M. di Erice di 44 anni, socio accomandante, che minacciava il licenziamento nel caso in cui i lavoratori/dipendenti non avessero consegnato una parte dello stipendio, compreso il tfr, che figurava in busta paga, “non mancando di attuare le proprie intimidazioni nei confronti degli impiegati indifesi, molti dei quali stranieri,  e quindi terrorizzati dall’eventualità di perdere il posto di lavoro, così come evidenziato nella richiesta di rinvio a giudizio del pubblico ministero, Dott.Andrea Norzi. Tra le persone offese, per il reato di truffa, figura anche la Nino Castiglione s.r.l. che aveva concluso con la medesima società, un contratto di appalto per la fornitura di servizi vari.

Le 21 persone offese sono state individuate nei lavoratori della sas molti dei quali hanno preannunciato la costituzione di parte civile con i rispettivi legali. Tra queste, già individuata tra le persone offese anche l’associazione Codici. – Centro per i Diritti del Cittadino che, tramite l’Avvocato Vincenzo  Maltese, ha comunicato la costituzione parte civile.

“L’Associazione è legalmente riconosciuta e iscritta nel’apposito albo Prefettizio, tra quelle che prestano assistenza alle vittime di estorsione e usura, peraltro attività che rientra nel nostro Statuto nazionale e regionale, commentano gli Avv. Manfredi Zammataro, Segretario regionale di Codici.., e l‘Avv. Vincenzo Maltese di Codici.. Trapani. Prendendo spunto da tale vicenda,concludono i legali, il nostro invito rivolto a tutti i lavoratori, è quindi di denunciare ogni forma di violenza, minaccia o intimidazione, abuso o privazione che dir si voglia, posta in essere in danno di soggetti deboli, in questo caso i lavoratori stessi, azioni che vanno a violare i diritti della persona deterninando il più delle volte situazioni di sofferenza.

Vista la rinuncia al mandato da parte di uno dei difensori degli imputati, il processo è stato rinviato al 22 marzo prossimo dove, verosimilmente si discuteranno alcune richieste preliminari.

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CODICI Piazza Armerina interviene sul sequestro di merce contraffatta portato a termine dalla Guardia di Finanza

CODICI Piazza Armerina interviene sul sequestro di merce contraffatta portato a termine dalla Guardia di Finanza

L’associazione CODICI esprime il più sentito compiacimento per l’operazione condotta dalla Tenenza della Guardia di Finanza Di Piazza Armerina e dall’intero Comando Provinciale, che ha portato al sequestro di centinaia di prodotti di dubbia provenienza non conformi alle “norme sulla sicurezza dei prodotti“, alla “mancanza delle istruzioni e delle avvertenze sui rischi in lingua italiana” ed “all’assenza o apposizione irregolare del marchio CE”.
Prodotti che oltre a mettere in pericolo la salute dei consumatori, violano ogni norma in materia di contraffazione.

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Catania, Iacp richiede pagamenti dei canoni scaduti: è polemica

Catania, Iacp richiede pagamenti dei canoni scaduti: è polemica

CATANIA. Diffide di pagamento fino a 40 mila euro per canoni di locazioni scaduti firmate dall’Istituto Autonomo Case Popolari di Catania. Il rischio in caso di mancato versamento è lo sfratto. Lo segnala Codici che sta assistendo diversi inquilini dell’Iacp etneo.

Secondo l’associazione di consumatori “in molti dei casi sembrerebbe che le somme non siano dovute perché ampiamente prescritte” visto che negli anni scorsi “non sarebbe stata notificata agli inquilini la richiesta di pagamento, atto interruttivo della prescrizione”. “Chiediamo all’Iacp di cessare questo comportamento che noi valutiamo come illegittimo – afferma Manfredi Zammataro, segretario regionale dell’associazione – Codici consiglia di effettuare gli opportuni approfondimenti prima di firmare eventuali rateizzazione e quindi attestare il riconoscimento del debito proposto dall’Iacp”. La questione inoltre, annuncia il segretario di Codici, sarà segnalata alla Procura della Corte dei Conti per “verificare l’eventuale danno erariale causato dal non aver agito per la riscossione dei crediti nei tempi e nei modi previsti dalla legge con la conseguente prescrizione di tali somme”.

 

Fonte: http://catania.gds.it/2016/02/02/catania-iacp-richiede-pagamenti-dei-canoni-scaduti-e-polemica_469406/

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AGRIGENTO: CODICI AMMESSA PARTE CIVILE NEL PROCESSO PER VIOLENZA SESSUALE

AGRIGENTO: CODICI AMMESSA PARTE CIVILE NEL PROCESSO PER VIOLENZA SESSUALE

Il Tribunale di Agrigento, in composizione collegiale, in data odierna ha ammesso Codici Nazionale, Codici Sicilia ed Obiettivo e Legalità come parte civile nel processo di cui in oggetto per il reato di violenza sessuale compiuto da operatori sociali ai danni di minori affetti da disturbi comportamentali all'interno della Comunità alloggio " Isidoro “in Licata (Ag).  La condotta degli imputati, se hanno davvero, come accusati sulla base di prove inconfutabili, approfittato di soggetti inermi ed indifesi, per le modalità delle violenze perpetrate ed operando in concorso, è stata odiosa e raccapricciante e merita sicuramente una pena edittale esemplare. Hanno trovato ingresso processuale altre costituzioni di parte civile. L'associazione Codici viene riconosciuta ancora una volta, dopo il processo Librizzi di Trapani, portatrice di interessi a tutela dei soggetti deboli della nostra società la cui assistenza, come è avvenuto nella fattispecie, a volte viene affidata a gente priva di scrupoli, capace di compiere le nefandezze più orrende. Il processo è stato rinviato al 25 gennaio 2016 per decidere sull'ammissione delle prove e della perizia. Codici, per evitare che si ripetano casi simili, invita le istituzioni e gli enti che operano nel settore dell'assistenza, a prestare la dovuta vigilanza affidando compiti così delicati a persone qualificate.

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“Ludopatia, usura e sovraindebitamento” Convegno di Codici a Castelvetrano (TP)

“Ludopatia, usura e sovraindebitamento” Convegno di Codici a Castelvetrano (TP)

Zammataro (Codici): “Fenomeni come la ludopatia e l’usura  a prima vista possono sembrare lontani ma invece sono legati e correlati. Lo dimostrano i dati: la terza causa dei prestiti usurai è proprio il gioco d’azzardo patologico”.

 

Castorina (Docente dell’Università di Catania): “Alcuni studi che abbiamo condotto a Catania nelle sale da gioco dimostrano che tra gli adolescenti sono a rischio elevato il 15% dei maggiorenni e il 20% dei minorenni”.

 

CASTELVETRANO (TP) –“Le associazioni svolgono un ruolo prioritario nella lotta e nella prevenzione di fenomeni come la ludopatia e l’usura”. Ha aperto così Manfredi Zammataro, segretario regionale di Codici Onlus Centro per i Diritti del Cittadino, il suo intervento al convegno dal tema “Ludopatia, usura e sovraindebitamento” che si è svolto al Liceo Scientifico M. Cipolla di Castelvetrano, in provincia di Trapani.  “Fenomeni come la ludopatia e l’usura – ha spiegato Zammataro - a prima vista possono sembrare lontani ma invece sono legati e correlati. Lo dimostrano i dati: la terza causa dei prestiti usurai è proprio il gioco d’azzardo patologico. Il lavoro delle associazioni non può iniziare solo dopo la denuncia, quando il problema si è già presentato, ma deve fondarsi anche su iniziative di natura preventiva, di sensibilizzazione e di informazione. Sono altrettanto importanti – ha continuato il segretario – gli strumenti di supporto che lo Stato fornisce per poter accompagnare la vittima anche in un eventuale processo penale”.

Al convegno che è stato patrocinato dal Comune di Castelvetrano hanno preso parte illustri personalità del mondo accademico, sanitario e della magistratura. Ad aprire i lavori è stata la dirigente del Liceo Tania Barresi, che ha evidenziato “l’importanza di incentivare la cultura della legalità delle scuole. Eventi come questi – ha evidenziato Barresi – permettono di fare prevenzione su problematiche molto serie e diffuse come quella del gioco d’azzardo patologico”. il sindaco della città, l’avvocato Felice Errante, nel suo intervento ha ringraziato Codici onlus per l’organizzazione del convegno ma ha anche evidenziato come il Comune ha già avviato una serie di iniziative volte alla “prevenzione per la ludopatia” e come “già da tempo siano state messe in campo incentivi ed esenzioni ai contributi comunali per le vittime che denunciano il racket e l’usura”.

Non solo il Comune, ma anche l’Asp ha avviato una mirata attività volta a contrastare il fenomeno della ludopatia in particolare. Gristina Gianblanco, direttore del Sert di Calstelvetrano, ha illustrato nel dettaglio il lavoro quotidiano e costante messo in campo nel comune trapanese. La psicoterapeuta ha presentato il cortometraggio “Il gioco è fatto?” del regista Francesco Russo, che racconta una storia vissuta ed ambientata in Sicilia. Il film è stato costruito con il supporto di esperti delle dipendenze patologiche.

Sul gioco d’azzardo patologico si è concentrato anche l’intervento di Salvatore Castorina, docente dell’Università di Catania che ha evidenziato come questo sia “un problema che colpisce non solo i soggetti dipendenti ma anche le famiglie e gli amici. Da alcuni studi che abbiamo condotto a Catania nelle sale da gioco i risultati sono stati i seguenti: su 400 soggetti poco più della metà è ad alto rischio o a rischio moderato. Tra gli adolescenti sono a rischio elevato il 15% dei maggiorenni e il 20% dei minorenni, dato che si aggrava ancora di più se pensiamo che i minorenni non potrebbero proprio giocare”.

Un altro aspetto importante sottolineato da Castorina è “il passaggio dal gioco off line a quello on-line”. Al primo secondo l’esperto sono interessati i soggetti che vogliono socializzare, tra cui molti anziani, mentre nel secondo “si finisce per chiudersi sempre di più nel problema".

Interessante l’intervento del Procuratore della Repubblica di Marsala, Alberto Di Pisa, che ha focalizzato l’attenzione sui “profili penali” dell’usura e del gioco d’azzardo patologico.  Le vicende giudiziarie legate a questo ultimo fenomeno, in particolare, fanno emergere scenari controversi: Il gioco d’azzardo, infatti, attrae interessi economici molte volte poco limpidi. Infine il Procuratore Di Pisa ha anche evidenziato il ruolo fondamentale svolto dalla famiglia nella prevenzione del fenomeno.  

“Codici in questi anni è diventato a Trapani un vero punto di riferimento per le attività di tutela e difesa delle vittime di ludopatia e usura” – ha evidenziato Giovanni Crimi, responsabile provinciale  di Codici Onlus.

Il convegno è stato anche l’occasione per l’associazione di consumatori per lanciare due iniziative in cui è impegnata. Codici sta operando per la realizzazione di un disegno di legge regionale (la bozza è già stata presentata all’Assemblea Regionale Siciliana) per implementare i poteri dei sindaci per le azioni di contrasto contro la ludopatia. Inoltre il Centro per i diritti del cittadino ha pianificato un tuor nei comuni siciliani per sensibilizzare chi ancora ne è sprovvisto ad emanare un regolamento comunale che prevede esenzioni per le vittime che denunciano estortori e usurai.

 

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