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Codici Lecce: il Tribunale sospende l'esecuzione di Equitalia nei confronti di un pensionato.

COMUNICATO CODICI LECCE

Il Tribunale di Lecce sospende il pignoramento, effettuato da Equitalia, del libretto postale di un pensionato che vive con 578 Euro al mese, per violazione del c.d. “minimo vitale impignorabile” fissato dalla riforma del 2015.

Della scorsa settimana la notizia della condanna di Equitalia al pagamento delle spese legali in favore di una famiglia salentina residente in Friuli, inflitta dal Tribunale di Pordenone per avere l'Agente riscossore pignorato illegittimamente una parte dello stipendio percepito dal padre di famiglia, senza attendere l'esito dell'istanza di sospensione da quest'ultimo proposta ai sensi della Legge 228/2012.

Giunge ora dal Tribunale di Lecce (G.E. Avv. Tommasi - ordinanza del 22.06 u.s.) un altro provvedimento di sospensione di un pignoramento avviato da Equitalia nei confronti del libretto postale di un residente leccese, sino a un importo di oltre Euro 143.000 (!), sussistendo gravi motivi e in attesa della dichiarazione del terzo Poste Italiane.

Anche in questo caso, appaiono evidenti i gravi motivi rilevati dal Giudice dell'Esecuzione, trattandosi del pignoramento di un libretto postale sul quale viene percepita solo una pensione INPS di Euro 578,66 mensili, unica fonte di sostentamento con cui l'anziano, che vive da solo e paga un affitto, deve far fronte alle proprie esigenze del vivere quotidiano.

Secondo la riforma del codice civile introdotta dal D.L. 83/2015, la pensione può essere pignorata, nella misura di un quinto, su ciò che rimane di essa dopo avere sottratto una somma pari all'assegno sociale aumentato della metà, somma che, per il 2015, equivaleva ad Euro 672,78.

Pertanto, la pensione di vecchiaia percepita dal contribuente, pari ad Euro 578,66 mensili, risulta assolutamente impignorabile e l'iniziativa esecutiva posta in essere da Equitalia appare illegittima e infondata per violazione del c.d. “minimo vitale” recentemente fissato dal legislatore.

Sottolinea l'avv. Stefano Gallotta, difensore del cittadino leccese (ammesso al gratuito patrocinio) e segretario di Codici Lecce, che “negare a un pensionato ogni mezzo di sostentamento per soddisfare le proprie esigenze di vita primarie ed essenziali non è soltanto disumano ma anche contrario alla recente riforma del d.l. 83/2015, e, ancor prima, al dettato costituzionale e alla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea (Trattato di Lisbona), che garantisce il diritto all'assistenza sociale onde assicurare un'esistenza dignitosa a chi non disponga di risorse sufficienti. Nel caso specifico, l'iniziativa di Equitalia, tesa a pignorare il conto su cui transita l'unico emolumento mensile di euro 578 percepito a titolo di pensione, appare evidentemente contraria a norme imperative per violazione del minimo vitale e, ove confermata a seguito della dichiarazione delle Poste Italiane, potrebbe dar luogo alla condanna di Equitalia anche per responsabilità processuale aggravata.

 

Avv. Stefano Gallotta
Segretario CODICI Lecce - Centro per i Diritti del Cittadino
Associazione di Consumatori e Utenti
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