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Codici Lecce: Il Tribunale di Pordenone sospende l'esecuzione e condanna Equitalia al pagamento delle spese

Il Tribunale di Pordenone sospende il pignoramento dello stipendio e condanna Equitalia al pagamento delle spese in favore di un cittadino salentino.

Si era rivolta a Codici Lecce la famiglia di origini salentine, residente in provincia di Pordenone, gettata nello sconfronto dall'inaspettata notifica, nel novembre scorso, di una intimazione di pagamento, da parte di Equitalia Sud, per un importo di oltre Euro 13.000.

Su indicazione dello sportello di Codici Lecce, il destinatario dell'intimazione procedeva a richiedere la sospensione della riscossione attraverso il servizio online predisposto sul sito di Equitalia, specificando l'intervenuta prescrizione del credito e la decadenza del diritto.

Ma Equitalia, pur avendo confermato la ricezione dell'istanza di sospensione comunicando il relativo numero identificativo e, pertanto, essendo tenuta a sospendere immediatamente l'attività di riscossione ai sensi della Legge 228/2012, procedeva al pignoramento di parte dello stipendio del padre di famiglia presso il suo datore di lavoro, prelevando la quota mensile di Euro 350,00 senza fornire alcuna comunicazione sull'esito dell'istanza.

Così, gli avvocati Stefano Gallotta e Giovanni De Donno, del team legale di Codici Lecce, presentavano un ricorso presso il Tribunale di Pordenone eccependo, tra l'altro, l'improcedibilità e illegittimità dell'intervenuta riscossione in pendenza della prefata domanda di sospensione, in quanto, secondo la richiamata normativa in vigore dal 2013, in questi casi il concessionario per la riscossione deve immediatamente sospendere ogni iniziativa finalizzata alla riscossione delle somme iscritte a ruolo o affidategli.

Sospesa immediatamente e inaudita altera parte la procedura esecutiva in ragione della apparente fondatezza dei rilievi mossi dall'opponente, il Giudice dell'esecuzione del Tribunale di Pordenone, dott. De Biasi, a seguito della costituzione di Equitalia e sciolta la riserva resa all'udienza del 29.04.2016, con ordinanza in pari data accoglieva il ricorso e, dedotto che il concessionario, in ragione dell'istanza di sospensione “non poteva procedere nelle forme della riscossione esattoriale, essendo tenuto a sospendere immediatamente ogni ulteriore iniziativa finalizzata alla riscossione”, condannava Equitalia alla rifusione delle spese di lite in favore dell'opponente.

Rileva l'avv. Stefano Gallotta, segretario di Codici Lecce, che “questa pronunzia, sanzionando l'ennesima iniziativa aggressiva e indebita posta in essere da Equitalia, ribadisce che vi sono limiti tassativi nell'operato del concessionario per la riscossione. Molti contribuenti non sono ancora oggi a conoscenza della possibilità di sospendere una cartella esattoriale ritenuta non dovuta, con un semplice clic dal proprio computer. Bisogna però procedere tempestivamente entro 60 giorni dalla ricezione della cartella o dell'intimazione di pagamento. E' un servizio attivo ormai da due anni e che, peraltro, a fronte dell'eventuale inerzia dell'agente e/o dell'ente creditore che non comunicano alcunché all'istante nei 220 giorni successivi alla data di sospensione, determina il definitivo annullamento del debito e l'obbligo per l'ente creditore di eliminare gli importi pretesi dalle scritture patrimoniali.


Avv. Stefano Gallotta
Segretario CODICI Lecce - Centro per i Diritti del Cittadino
Associazione di Consumatori e Utenti
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