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Comunicati Stampa

Truffe Auto: a Roma quella dello specchietto batte tutte

Truffe Auto: a Roma quella dello specchietto batte tutte

Codici avverte i consumatori, attenzione alle seguenti zone: Cristoforo Colombo, Foro Italico, Circonvallazione e Tangenziale Est, viale Marconi, Navigatori/Ardeatino, viale Oceano Pacifico (Eur), via Laurentina

Oggi a Roma l'ennesimo caso della cosiddetta "truffa dello specchietto". Succede a San Basilio, precisamente in via Casal de' Pazzi, Pietralata, zona che si aggiunge a quelle evidenziate dal Codici come le più segnalate dalle testimonianze dei cittadini. Le aree più colpite finora risultano infatti: Cristoforo Colombo, Foro Italico, Circonvallazione e Tangenziale Est, viale Marconi, Navigatori/Ardeatino, viale Oceano Pacifico (Eur), via Laurentina. Ma si ricordi che le truffe accadono in tutta Italia.

Le modalità della truffa ormai le conoscono in molti. L'automobilista sente un colpo secco nei pressi della fiancata, poi compare una vettura in posizione retrostante che suona e lampeggia, intimando alla vittima di fermarsi. Una volta scesi dalle rispettive macchine, il truffatore mostra il suo specchietto rotto e, per non incorrere in lungaggini burocratiche coinvolgendo le assicurazioni, propone all'ignaro automobilista di pagare il risarcimento in contanti, magari anche indicando il bancomat più vicino.

Lo specchietto in realtà è rotto già da prima: il rumore sentito è stato provocato da un oggetto lanciato appositamente contro l'auto in corsa.

Il Codici sta ricevendo molte segnalazioni da parte di cittadini, romani ma non solo, visto che il fenomeno è cresciuto in maniera rilevante anche nel resto del Paese. Di seguito i consigli dell'associazione nel caso il cittadino incappi in simili situazioni:

· Proseguire la marcia recandosi possibilmente in luoghi ritenuti sicuri, magari verso casa propria o da conoscenti, o al più vicino comando di Polizia.

· Se costretti a fermarsi, scendere e togliere le chiavi, chiudendo bene l'auto.

· Tenere sotto controllo i propri oggetti di valore.

· Cercare di prendere la targa dell'altra vettura.

· Insistere con la compilazione del Cid.

· Impedire alla persona di avvicinarsi troppo alle fiancate, monitorando ciò che fanno (spesso tracciano un segno nero a testimonianza dell'avvenuto urto).

· Mantenere la calma e chiamare immediatamente la Polizia Municipale.

· Mai acconsentire a richieste in denaro.

"Quello di oggi è stato solo l'ultimo caso di una lunga serie di truffe a danno di automobilisti indifesi. – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici - Il Codici raccomanda ai cittadini la massima prudenza, visto che si rischiano anche rapine ed aggressioni, e di seguire i consigli dati dall'associazione".

Roma 17 aprile 2013

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TRE TENTATIVI DI SUICIDIO IN TRE GIORNI: GLI ULTIMI TRAGICI NUMERI DELLA CRISI ECONOMICA

TRE TENTATIVI DI SUICIDIO IN TRE GIORNI: GLI ULTIMI TRAGICI NUMERI DELLA CRISI ECONOMICA

Lunedì scorso un imprenditore di Santa Croce sull’Arno (Pisa) si è suicidato all’interno della sua ditta. Nelle parole scritte per l’addio comparivano molti riferimenti alla difficile situazione socio-economica vissuta dalla sua azienda e dall’Italia.

Nello stesso giorno a Faenza un altro gesto disperato sconvolge i cittadini: il titolare di una ditta di abbigliamento si dà fuoco davanti ad una fabbrica in crisi economica che gli avrebbe dovuto dare dei soldi per lavori da lui già eseguiti. L’imprenditore cinese si è cosparso la testa di liquido infiammabile e si è dato fuoco con un accendino.

Ieri un muratore torinese si è impiccato nella cantina del suo condominio. La fidanzata racconta che aveva appena perso il lavoro.

Tre tentati suicidi (due, purtroppo, portati a termine) in soli tre giorni sono indice di un grave disagio. La situazione finanziaria attuale è molto critica, basti pensare che il 2012 è stato l’anno record per la chiusura delle imprese fallite (dati Federcontribuenti). Sono circa 200 le imprese che ogni giorno escono dal mercato del lavoro a causa di fallimenti (9.000), procedure concorsuali non fallimentari (1.500) e liquidazioni (45.000).

“La crisi economica che sta vivendo il nostro Paese costituisce sicuramente una problematica complessa e trasversale, che determina numerose e tragiche conseguenze per le persone che sempre più spesso si trovano in difficoltà.  – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici - Per questo motivo mai come ora si rende necessaria la revisione di un sistema di riscossione tributi come quello di Equitalia, che sempre più frequentemente incide in maniera importante sulle crescenti difficoltà economiche dei cittadini: con il sistema di interessi applicato, sia in termini di aggio che in termini di anatocismo esercitato, risulta infatti impossibile per il cittadino sanare la propria posizione debitoria. Quest’ultimo, così, si vede pignorare la casa dove vive, o fermare la macchina con cui lavora, facendo venir meno la possibilità di creare un reddito”. Tali fenomeni sono contrari ai principi costituzionali che garantiscono il diritto alla casa e al lavoro ( Artt. 1,2,3 e 47 Costituzione Italiana).

Per questo il Codici ha avviato invia una Petizione Popolare Nazionale che sarà presentata al Parlamento e al Governo Italiano. Per aderire alla Petizione cliccarequi, mentre per saperne di più è possibile contattare lo Sportello Legale Codici sito in via A. Eistein 34, Roma, aperto dal lunedì al venerdì dalle ore 09:00 alle ore 13 e dalle ore 15:00 alle ore 19:00. Tel. 06-5571996; fax 06-55308791; e-mail [email protected]; oppure  [email protected].

Roma 17 aprile 2013

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SEQUESTRATI IN UN CASEIFICIO 2 QUINTALI DI LATTE IN POLVERE. MA QUALI SONO I FORMAGGI A RISCHIO

SEQUESTRATI IN UN CASEIFICIO 2 QUINTALI DI LATTE IN POLVERE. MA QUALI SONO I FORMAGGI A RISCHIO

Codici chiede di rendere noto il marchio dei formaggi per tutelare i consumatori

Mai come ora, visti i recenti scandali afferenti alla carne equina, la trasparenza nei rapporti tra aziende alimentari e consumatori ha registrato un’importanza così prioritaria. E proprio oggi si apprende dalle fonti di cronaca del sequestro di 2 quintali e mezzo di latte in polvere in un caseificio novarese specializzato nella produzione di formaggi tutelati DOP. I quantitativi di latte in polvere erano stoccati in un magazzino adibito a deposito di materie prime. Ricordiamo che sia la detenzione negli stabilimenti che l’impiego di latte in polvere nelle produzioni casearie sono illegali. In Italia lo sono da ben 40 anni. Siamo quindi di fronte ad una vera e propria frode in commercio.

Perché in tali casi il latte in polvere è illegale e quali sono le differenze con quello fresco?

Usare il latte in polvere innanzitutto è molto conveniente: costa un decimo rispetto a quello fresco. Inoltre è di più semplice gestione visto che non è deperibile e si trasporta facilmente. Per questi motivi il produttore trarrebbe un grande vantaggio economico dal suo utilizzo ma, ricordiamo ancora una volta, tutto ciò è illegale. Si consideri infatti, a titolo esemplificativo, che per l'ottenimento del marchio Dop del gorgonzola è necessario che sia utilizzato esclusivamente latte intero vaccino proveniente da allevamenti situati solo in specifiche provincie italiane.

“Siamo probabilmente di fronte ad un altro caso di inganno ai danni al consumatore – commenta Ivano Giacomelli, Segretario del Codici – Ancora una volta scopriamo quanto sia probabile l’evenienza di non sapere precisamente quello che si mangia. Il Codici chiede di rendere pubblici i nominativi dei formaggi prodotti negli stabilimenti dove è avvenuto il sequestro. Tutto ciò si rende necessario per tutelare il diritto al consumatore ad essere informato, a consumare alimenti di qualità non inferiore a quella dichiarata e alimenti la cui composizione non sia diversa da quella descritta in etichetta”.

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CARNE EQUINA, OGGI LE PROVE DELLO SCANDALO: CODICI RILANCIA CLASS ACTION PER RISARCIRE I CONSUMATORI

CARNE EQUINA, OGGI LE PROVE DELLO SCANDALO: CODICI RILANCIA CLASS ACTION PER RISARCIRE I CONSUMATORI

Codici: necessario rendere pubblici i nomi dei prodotti risultati positivi alla presenza di carne di cavallo. L’associazione invita tutti i cittadini che vogliono aderire all’azione collettiva a contattare il Codici

 

Nuovi elementi si aggiungono alla vicenda dello scandalo della carne equina non dichiarata negli alimenti: il Ministero annuncia che la carne di cavallo è stata rilevata in misura superiore all’1% in 93 casi su 454.

Per quanto riguarda invece la presenza di fenilbutazione, il farmaco anti-infiammatorio usato in veterinaria per i cavalli, sono stati analizzati 323 campioni di muscolo equino e 51 campioni di sangue, senza mai trovare tracce del farmaco.

Nessun pericolo per la salute della popolazione insomma. Ma lo scandalo che ha sconvolto mezza Europa non si basava solo sull’evenienza della non salubrità degli elementi, bensì sulla rottura del patto di fiducia tra aziende e consumatori. Sarà difficile infatti riconquistare credibilità per la Findus (lasagne surgelate), Buitoni (ravioli), Ikea (polpette e torte), solo per citare i casi più noti.

È necessario fare urgentemente chiarezza sulle cause e i responsabili di quanto accaduto, anche per far sì che, almeno in futuro, si prendano le precauzioni necessarie affinché inganni del genere non vengano più perpetrati. Per tutelare i consumatori che hanno subito tale irregolarità il Codici ha avviato una class action di risarcimento danni per tutti quei cittadini che hanno consumato carne equina a loro insaputa.

“Quali sono i nomi dei 93 prodotti risultati positivi per la presenza di carne equina non dichiarata? Tali informazioni devono essere pubblicate al più presto per fare chiarezza su uno scandalo di proporzioni così ampie. È inoltre di estrema importanza tutelare sia la salute che il diritto dei cittadini ad essere informati sui prodotti acquistati e consumati. Per questo motivo il Codici ha avviato una class action per ottenere il risarcimento del danno subito a causa della mancata informazione. L’obbligatorietà della presenza dell’etichetta è sancita dalla legge – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici - I consumatori hanno ingerito un alimento, in questa caso carne di cavallo, senza esserne a conoscenza. Tutto ciò costituisce un comportamento scorretto e ingannevole nei confronti dei cittadini”.

Per aderire alla class action o per avere maggiori informazioni è possibile consultare il sito www.codici.org o contattare lo Sportello Legale Codici al numero 06 5571996, indirizzo e-mail: [email protected].

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BULLISMO, LA MAPPA DEL FENOMENO: GROTTA PERFETTA, BOLOGNA, COLLEFERRO, CASILINA, TORRE SPACCATA, FINO A CASSINO

BULLISMO, LA MAPPA DEL FENOMENO: GROTTA PERFETTA, BOLOGNA, COLLEFERRO, CASILINA, TORRE SPACCATA, FINO A CASSINO

Il bullismo: dai banchi di scuola alle infinite trame del web. Oggi il fenomeno diventa anche cyber, più anonimo a volte, ma ugualmente pericoloso

 

Succede a Roma: sei episodi dal gennaio 2013 ad oggi. Sono casi di violenza, maltrattamento, persecuzione, umiliazione. E i protagonisti sono tutti minorenni. Il Codici ha registrato ben 6 casi in soli 4 mesi, considerando solo i fatti riportati dalle fonti di cronaca, che non rivelano tutte quelle situazioni sommerse che purtroppo rimangono nascoste, spesso per paura di denunciare, per le possibili ripercussioni. Stiamo parlando delle zone di Grotta Perfetta, nel quartiere dell’Eur, XI Municipio, Piazza Bologna, zona frequentata e vissuta da molti universitari, nel Municipio III, zona Casilina, nel Municipio VIII, Torre Spaccata, sempre nel Municipio VIII, il Comune di Colleferro, fino a Cassino.

Le storie raccontate sono a volte molto forti, vanno dalle bruciature di sigarette su un ragazzo disabile; anni di violenze e intimidazioni che portano le vittime a rubare anche nella propria casa per assecondare i persecutori; rapine e veri e propri sequestri; minacce quotidiane perpetrate a scuola.

Il bullismo è un fenomeno che esiste da molto e si modifica con i tempi. Mentre prima, infatti, aleggiava tra i banchi di scuola, ora si insinua anche nelle trame del web, diventando più anonimo a volte, ma ugualmente pericoloso. Stiamo parlando di quello che viene definito come cyber bullismo,  una forma di bullismo che viene effettuata attraverso l'uso dei nuovi media e delle nuove forme di comunicazione quali i telefoni cellulari, social network, blog. Dai dati degli ultimi tre anni in possesso dell’associazione risulta che il fenomeno è molto diffuso, in quanto nelle scuole gli studenti percepiscono la presenza di soggetti che compiono prepotenze in percentuali molto alte (77% a Milano, 94% a Roma. Dati questionario bullismo 2010).

Sono violenze sia fisiche che psicologiche, a volte efficaci e svilenti anche più di quelle fisiche. È sicuramente essenziale una grande attività di prevenzione del fenomeno, attività che dovrebbe venire implementata in tutte le scuole. Importante anche sottolineare che molto spesso gli atti di violenza raggiungono una dimensione tale da essere penalmente perseguibili, mentre la matrice di tali atteggiamenti sembra essere, in primis, quella della non accettazione della diversità (sessuale, handicap, colore della pelle).

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Tariffe tablet, le più convenienti determinano la scelta del modello

Tariffe tablet, le più convenienti determinano la scelta del modello

Osservatorio SuperMoney: è la tariffa tablet più conveniente a determinare la scelta del dispositivo da acquistare. Per questo motivo in Italia vincono i modelli Samsung.

Se fino all'anno scorso la lotta fra le aziende di tecnologia si concentrava soprattutto suglismartphone, adesso si è decisamente spostata sui tablet. Cosa determina l'acquisto di un modello anziché un altro, visto che si tratta di oggetti ancora abbastanza costosi? Se l'è chiesto l'Osservatorio SuperMoney, giungendo alla conclusione che è la tariffa il vero elemento discriminante.

L’analisi dell'Osservatorio si è concentrata principalmente sui due tablet più richiesti, ovvero i  prodotti di punta di Apple e Samsung (iPad Display Retina e Samsung Galaxy Tab 2 10.1). Dalle richieste inoltrate sul portale dagli utenti, per le offerte internet abbinate all'uno o l'altro modello, da gennaio a marzo 2013, è emerso che Samsung si è aggiudicata la leadership col 54% delle ricerche. A seguire l’iPad col 42%, mentre il restante 4% ha riguardato device prodotti da altre compagnie.

Andando a considerare più nel dettaglio il piano delle offerte dedicate con riferimento ai due tipi di prodotti, l’Osservatorio ha constatato che per il Samsung Galaxy Tab 2 10.1 la tariffa più conveniente è quella di Tim, Tutto Tablet Large, che fissa un canone mensile di 25 euro senza alcun contributo iniziale. Anche i piani predisposti da Vodafone e Wind prevedono una tariffa mensile di 25 euro a fronte però di un esborso iniziale rispettivamente di 49 e 159 euro.

Nel caso dell’iPad Display Retina 16 GB Tim si conferma al primo posto con la stessa offerta, ma a un prezzo leggermente maggiore (30 euro al mese, senza contributo iniziale). Anche il piano di Vodafone prevede un canone mensile di 30 euro a fronte però del pagamento iniziale di 49 euro, mentre ammonta a 99 euro il contributo iniziale richiesto da H3G (il canone mensile proposto è però in questo caso più basso e si aggira attorno ai 26 euro).

 

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CODICI VINCE IL RICORSO JUVENTUS: MAI PIÙ CLAUSOLE CHE NON TUTELANO I TIFOSI NEI CASI DI MANCATA VISIONE DELLA PARTITA

CODICI VINCE IL RICORSO JUVENTUS: MAI PIÙ CLAUSOLE CHE NON TUTELANO I TIFOSI NEI CASI DI MANCATA VISIONE DELLA PARTITA

Ottima notizia per i tifosi juventini, il Codici ha vinto la battaglia: il Tribunale di Torino ha parzialmente accolto il ricorso proposto dal Codici contro la Juventus Football Club S.p.a.

Il Tribunale infatti, accertatane la natura vessatoria, ha dichiarato la nullità delle condizioni generali di contratto relative all'abbonamento allo stadio, nella parte in cui esclude il diritto al rimborso dell'abbonato nei casi di "squalifica del campo", di partita disputata a "porte chiuse" o di "chiusura di settori"; ovvero pone a carico dello stesso le spese di trasferta nell'ipotesi di "squalifica del campo" anche quando detti eventi siano imputabili alla società sportiva. La predetta clausola deve quindi essere inibita.

Insomma, non saranno più ammesse clausole che non tutelano economicamente i tifosi in caso di mancata visione della partita. Fino ad ora infatti, se il tifoso era impossibilitato ad assistere alla partita, per i casi sopra citati di squalifica del campo, chiusura di settori o porte chiuse, non aveva il diritto al rimborso delle spese sostenute per vedere la partita. Da oggi invece, come testimoniato dalla decisione del Tribunale di Torino, le clausole che sanciscono tale mancanza di tutela sono ritenute nulle.

Il Codici, proseguendo nella strada per una maggiore tutela dei cittadini interessati al calcio, invita anche i tifosi delle altre squadre a segnalare simili clausole contrattuali che, in qualche modo, non tutelano i tifosi che assistono alle partite e che pagano regolarmente l'abbonamento.

"Grande notizia per i tifosi juventini: la nullità delle clausole sopra citate è un passo importante verso la tutela di tutti i cittadini appassionati di calcio. Prima dell'ordinanza non era riconosciuto il diritto al rimborso ai tifosi neanche quando le motivazioni della mancata visione erano imputate alla società sportiva. Oggi invece le cose sono cambiate – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – Invitiamo tutti i tifosi a denunciare allo Sportello Legale Codici i casi in cui nei contratti di abbonamento calcistico compaiono clausole che non tutelano i cittadini".

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Roma:affetta da malattia rarissima,a due anni dalla sentenza ancora nessun risarcimento dalla ASL

Roma:affetta da malattia rarissima,a due anni dalla sentenza ancora nessun risarcimento dalla ASL

ROMA SANITA': A SEI MESI DALLA SENTENZA, LA ASL RMC NON HA ANCORA PAGATO LE SPESE PER LE CURE DI UNA BAMBINA AFFETTA DA UNA MALATTIA RARISSIMA

CODICI: E' UNA VERGOGNA. SCALDALOSO COMPORTAMENTO DELLA ASL RMC CHE NON HA ANCORA RIMBORSATO ALLA FAMIGLIA LA CIFRA IRRISORIA DI 30 MILA EURO

Sono passati 6 mesi dalla rivoluzionaria sentenza che aveva accolto il ricorso del Codici, ordinando alla ASL RMC di rimborsare le spese per le cure sostenute all'estero dalla famiglia di una bambina affetta da una malattia rarissima. Ad oggi la famiglia non ha ancora ricevuto un centesimo di euro dalla ASL RMC.

E' una vergogna – commenta il Segretario Nazionale del Codici, Ivano Giacomelli – . Sono stati numerosi i solleciti partiti dall'associazione Codici seguiti da un imbarazzante silenzio. E' pertanto scandaloso il comportamento della ASL RMC che non ha ancora rimborsato i soldi spesi per le cure necessarie ad alleviare la sofferenze della bambina."

Stiamo parlando di circa 30 mila euro che i genitori della piccola affetta da Tay- Sachs hanno speso all'estero per un ciclo di cure non praticabili in Italia. Si tratta dei risparmi di una vita di lavoro. Eppure 30 mila euro sono una somma irrisoria se confrontata alle cifre da capogiro che vengono spese per gli stipendi dei dirigenti o per consulenze e incarichi professionali.

La malattia da cui é affetta la nostra assistita è definita malattia orfana: ovvero abbandonate dalla ricerca scientifica e da parte delle politiche di sanità pubblica. Non esiste un trattamento di guarigione per queste patologie, ma solo modi per alleviare le sofferenze del paziente, i bambini affetti da questa malattia hanno, infatti, sintomi che peggiorano nel tempo. Di solito muoiono entro il quinto anno d'età.

Pertanto, Codici invita la ASL RMC a non perdere altro tempo e a pagare così come è stato ordinato dalla sentenza

Roma, 12 Aprile 2013

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POLIZZE DORMIENTI: ULTIMI GIORNI PER OTTENERE IL RIMBORSO

POLIZZE DORMIENTI: ULTIMI GIORNI PER OTTENERE IL RIMBORSO

Il Codici avvisa i consumatori che i termini stanno per scadere: per i rimborsi c'è tempo fino al 15 aprile. I moduli sono disponibili su www.codici.org

La scadenza è ormai vicina: chi è titolare di assicurazioni sulla vita andate in prescrizione tra il 2006 e il 29 ottobre 2008 ha tempo solo fino al 15 aprile per presentare la richiesta di rimborso.

Ricordiamo, qui di seguito, a chi si rivolgono le polizze dormienti. Agli eredi di prestazioni assicurative vita non informati del contratto assicurativo sottoscritto dal congiunto defunto. Oppure agli stessi beneficiari non a conoscenza dei loro diritti. Oppure alle persone semplicemente distratte, che non si sono accorte di averne diritto.

Questa è una grande novità perché, fino a qualche anno fa, se qualcuno non reclamava le somme entro i termini di prescrizione queste venivano incassate dallo stesso assicuratore.

Negli ultimi anni, quindi, moltissimi risparmiatori non hanno potuto riscuotere le polizze stipulate, ad esempio, dai loro genitori, perché erano trascorsi più di due anni dalla morte dell'assicurato. In tal caso quei soldi erano stati trasferiti dalle compagnie al Fondo dormienti, senza nessuna possibilità di essere risvegliate.

Ma oggi le cose sono cambiate, visto che con il decreto legge 79/2012 del governo Monti il termine di prescrizione per le polizze vita passa da 2 a 10 anni.

"Ormai il termine è vicino, ma non è ancora scaduto – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici - Per questo ricordiamo ai consumatori che vogliono usufruire del rimborso che sono ancora in tempo fino al 15 aprile. La domanda di restituzione delle somme trasferite al Fondo "Rapporti dormienti" relative alle polizze, infatti, può essere presentata alla Consap fino al 15 aprile 2013. È possibile consultare e scaricare i moduli nella sezione modulistica del sito www.codici.org".

Roma, 12 aprile 2013

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OSPEDALE F. SPAZIANI (FR) AL COLLASSO: 10 ORE D’ATTESA AL PRONTO SOCCORSO

OSPEDALE F. SPAZIANI (FR) AL COLLASSO: 10 ORE D’ATTESA AL PRONTO SOCCORSO

OSPEDALE F. SPAZIANI (FR) AL COLLASSO: 10 ORE D'ATTESA AL PRONTO SOCCORSO

Codici lancia un appello alle Istituzioni e alla Regione Lazio per risolvere una situazione arrivata ormai al limite

I cittadini ciociari sono stanchi ed esasperati per la criticità delle condizioni in cui versa la situazione sanitaria del territorio e in particolare dell'Ospedale F. Spaziani. L'impegno di classe politica ed Istituzioni evidentemente non è stato sufficiente, viste le continue e numerose lamentele che pervengono al Codici quasi quotidianamente.

Lo Sportello al Consumatore di Ceprano, infatti, come testimonia il Segretario Provinciale Enrico Di Battista, riceve lamentele insistenti in particolare riguardo alle file interminabili che i pazienti sono costretti a subire. C'è chi racconta addirittura di ben 10 ore di attesa lungo i corridoi del Pronto Soccorso, abbandonati sulle barelle oppure seduti sulle sedie in attesa di essere visitati.

Insomma, le testimonianze di cittadini raccontano di un Pronto Soccorso ormai al collasso, posti letto esauriti in molti reparti, tempi di attesa lunghissimi, personale medico insufficiente. Si consideri, per fare un altro esempio, che per prenotare visite mediche specialistiche i tempi vanno anche dai sei agli otto mesi.

È necessario potenziare a livello sanitario l'intero territorio della Provincia di Frosinone, che evidentemente, nelle condizioni attuali, non è in grado di erogare un servizio sanitario adeguato per tutti i cittadini ciociari.
Il Codici sottolinea l'emergenza sanitaria nella quale versa in particolare l'Ospedale F. Spaziani, che necessita tempestivamente di un numero maggiore di medici ed infermieri, come anche di locali a disposizione per tutti gli operatori che versano in grandissime difficoltà per svolgere il proprio lavoro. L'associazione si rivolge alle Istituzioni e alla Regione Lazio per avviare al più presto un percorso di risoluzione delle problematiche.

Il Codici, inoltre, propone di riaprire dei punti di Primo Soccorso, come ad esempio Ceprano e di potenziare l'Ospedale P. Del prete di Pontecorvo attraverso l'aumento del personale e dei mezzi a disposizione affinché si possa ripristinare il Pronto Soccorso H24.

Roma, 11 aprile 2013

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TRUFFE AL RISTORANTE E ALLA FINE ARRIVA IL “SERVIZIO” IL VECCHIO COPERTO)!

TRUFFE AL RISTORANTE E ALLA FINE ARRIVA IL “SERVIZIO” IL VECCHIO COPERTO)!

Codici valuta la trasparenza degli esercizi commerciali nei confronti dei consumatori e invita i cittadini a denunciare eventuali irregolarità.

La normativa vigente è chiara, ma ancora ci sono ristoratori che non rispettano pienamente le regole, riuscendo ad aggirarle.

Innanzitutto specifichiamo cosa prevede la Legge Regionale n. 21 del 2006 (Disciplina dello svolgimento delle attività di somministrazione di alimenti e bevande) che vieta il cosiddetto "pane e coperto". L'art. 16 (Pubblicità dei prezzi) recita:

2. Nel caso di somministrazione di alimenti e bevande con formule a prezzo fisso è vietata l'applicazione di costi aggiuntivi per il servizio, il coperto, le bevande e quant'altro non sia compreso nell'offerta al pubblico ed appositamente pubblicizzato nell'offerta medesima.

3. Qualora il servizio di somministrazione sia effettuato al tavolo, la tabella od il listino dei prezzi deve essere posto a disposizione dei clienti prima dell'ordinazione e deve indicare l'eventuale componente del servizio con modalità tali da rendere il prezzo chiaramente e facilmente comprensibile al pubblico. E' inoltre fatto divieto di applicare costi aggiuntivi per il coperto.

La normativa è molto chiara. Dove si insinua allora la possibilità di truffa? La questione è tutta nella nomenclatura, visto che alcuni ristoranti chiamano "servizio" quello che un tempo era il "coperto", oggi illegale. Insomma, alla fine il risultato è sempre lo sesso, si chiude la cena con un prezzo ingiustificatamente maggiorato.

Inoltre, come specificato nella legge sopra riportata, il listino dei prezzi deve necessariamente indicare la componente del servizio, ma spesso ciò non avviene, come testimoniano molti cittadini.

Sono numerosi, infatti, i consumatori indispettiti che si sono rivolti al Codici proprio per denunciare i moltissimi casi in cui la voce del servizio non viene menzionata nel menù, costituendo una sorpresa non troppo gradita per i clienti direttamente al momento della fattura.

Numerosi anche i cittadini che avendo usufruito di un'offerta al pubblico a prezzo fisso si sono sentiti chiedere il costo aggiuntivo del servizio/coperto.

"Il Codici si impegna a valutare la trasparenza degli esercizi commerciali laziali nei confronti dei consumatori – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – Per questo motivo l'associazione invita tutti i cittadini a segnalare eventuali comportamenti commerciali scorretti allo Sportello Legale Codici".

Roma, 11 aprile 2013

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