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Comunicati Stampa

Fallita Dahlia tv

Fallita Dahlia tv

I consumatori: chiedete i rimborsi

La fine era stata annunciata. E da venerdì è una certezza: Dahlia tv è fallita e migliaia di abbonati del canale che trasmetteva sul digitale terrestre, tra cui molti cagliaritani, da venerdì non vedranno più le partite né film.
«Lo avevamo annunciato e denunciato a metà gennaio, ma ora è ufficiale e ora il danno agli utenti arriva come una mazzata», denuncia il Coordinamento regionale associazioni consumatori indipendenti, che unisce Altroconsumo, Assoutenti, Casa del consumatore, Confconsumatori, Codici e Unione nazionale dei consumatori.
La fine è stata annunciata sul sito della tv: «Dahlia tv ed il suo team - si legge nella pagina web ufficiale della televisione - sono spiacenti di comunicare che si trovano costretti ad interrompere le trasmissioni».
I CONSIGLI E siccome film e partite sono stati pagati in anticipo dai clienti, le associazioni dei consumatori consigliano ai telespettatori abbonati di «interrompere subito i pagamenti e chiudere i rid aperti con Dahlia». E per chiedere i rimborsi, li invitano a recarsi nella sede di una delle associazioni.
LA DENUNCIA Ma oltre i rimborsi il Coordinamento ricorda anche altre difficoltà avute recentemente con la pay tv. Ci sarebbero, infatti, anche «problemi per le chiusure dei rid, rimborsi mai ricevuti e comunicazioni ai consumatori mai inviate».
Inoltre, sottolineano le associazioni, «è evidente come gli utenti abbiano pagato per un servizio che non riceveranno mai ed hanno diritto alla rimborso delle somme pagate».
LA VICENDA Rivolgendosi ai tifosi di Cagliari, Catania, Cesena, Chievo, Lecce, Parma Sampdoria e Udinese, ai sostenitori di tutte le squadre di Serie B e agli appassionati di rugby, Nfl e di sport in genere, a metà gennaio i giornalisti di Dahlia ricordavano che nel corso del fine settimana successivo le telecronache sarebbero state garantite «per non penalizzare ulteriormente i telespettatori che, in questo momento di profonda crisi, stanno mostrando solidarietà ai lavoratori». Solidarietà che però non è servita a tenere in vita la televisione a pagamento messa in liquidazione il 10 gennaio scorso.
L'AGONIA Gli sforzi di tecnici e giornalisti in questo mese hanno permesso di trasmettere ancora i programmi, ma da venerdì scorso il segnale di Dahlia è stato spento.
I DATI Per poter rimanere in vita sarebbero stati necessari almeno 350.000 abbonamenti, che invece si sono fermati a 300.000. A questo si è aggiunta la decisione del gruppo svedese Air Plus (della famiglia Wallemberg), socio maggioritario di Dahlia, di non ricapitalizzare con 150 milioni di euro la tv, che nel 2010 ha prodotto perdite per 70 milioni. Decisione con cui si ritrovano a fare i conti i 150 dipendenti della società e i tifosi delle otto squadre di Serie A abbonate al servizio di Dahlia. Una crisi che penalizza il Cagliari calcio, che rischia di perdere un milione e 350 mila euro.

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Sportello Antiviolenza CODICI ABRUZZO

Sportello Antiviolenza CODICI ABRUZZO

L’ASSOCIAZIONE CODICI ABRUZZO
COMUNICA

che ha attivato lo sportello dedicato alla violenza di genere, mobbing, stalking, bullismo e minori maltrattati

Lo sportello sito in Pescara alla Via Carlo Alberto Dalla Chiesa n. 15
è aperto dal Lunedì al Venerdì con i seguenti orari:
MATTINA 10.00 – 13.00 POMERIGGIO 16.00 – 19.30

Per eventuali contatti l’Associazione mette a disposizione anche il numero 08577211 i casi segnalati verranno trattati da professionisti dell’Associazione (legali, psicologi e sociologi) che, a titolo gratuito, effettueranno delle consulenze

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Errori medici, difendiamoci così

Errori medici, difendiamoci così

Quando il medico sbaglia è un problema per tutti. Prevenire la malasanità e tutelarsi dai suoi danni è possibile. Ecco come far valere i tuoi diritti

  1. errori medici, un danno per paziente e medico
  2. errori sanitari, le specialità più a rischio
  3. gli errori sanitari e il ministero della Salute
  4. come ci si difende dall’errore medico
  5. dopo un errore medico, come avere giustizia


Errori medici, un danno per paziente e medico

Gli errori dei medici sui mass media sono ormai – e purtroppo – all’ordine del giorno. I casi di malasanità sembrano ripetersi di continuo, nelle cronache. A causa di questi errori medici si possono subire danni fisici, temporanei o permanenti, o addirittura morire: in sala operatoria come in corsia o perfino in sala parto. In un anno, secondo i dati di una ricerca Eurisko del 2007, gli errori che si verificano in ospedale coinvolgono 32 mila persone. A questi dati si aggiungono quelli dell’Ania (l’Associazione Italiana imprese assicuratrici) secondo la quale sarebbero 30 mila ogni anno le denunce e le richieste di risarcimento e 15 mila le cause che finirebbero ogni anno in tribunale. Le inchieste che vengono aperte dall’autorità giudiziaria spesso si protraggono a lungo, prima di arrivare all’accertamento della verità. L’errore medico è un fenomeno rilevante nel nostro sistema sanitario, assai più di quanto si immagini, con conseguenze che vanno in una duplice direzione:

  1. danni al paziente e ai suoi familiari quando il danno è accertato;
  2. danni ai medici, quando il magistrato accerta che l’evento non è stato provocato dalla responsabilità dei sanitari. C’è da considerare che otto medici su dieci con almeno 20 anni di anzianità professionale, sono stati sottoposti a un’inchiesta, per un presunto errore, almeno una volta. Ma in due casi su tre tutto si risolve con una completa assoluzione. E quasi sempre, al termine di un iter molto lungo.

Questa situazione comporta un notevole danno (professionale e biologico) per il medico, ma anche un pericolo serio per il cittadino-paziente: l’affermarsi della cosiddetta medicina difensiva, quella che punta a salvaguardare anzitutto l’incolumità giudiziaria del medico, quindi la salute del paziente. Se ciò avvenisse, progressivamente si ridurrebbe il numero di camici bianchi disposti a rischiare una denuncia per non aver prescritto un esame molto probabilmente inutile. A quel punto, il ricorso agli esami diventerebbe sempre più massiccio, con un conseguente spreco per il Sistema sanitario nazionale. Non solo: come ulteriore effetto, il paziente avrebbe sempre più difficoltà a trovare un medico disposto ad assisterlo.

Errori sanitari, le specialità più a rischio
Su 8 milioni di persone ricoverate ogni anno, 320 mila (pari a circa il 4%) subiscono danni o conseguenze (malattie) dovute a errori nelle cure o a disservizi che potrebbero essere evitati. Ma è il capitolo relativo alle morti, quello che deve fare più riflettere: le stime oscillano tra un minimo di 14 mila a un massimo di 50 mila pazienti che muoiono in conseguenza di errori compiuti da medici o provocati da una non adeguata organizzazione delle strutture sanitarie.
L’Associazione dei medici accusati di “malpractice” ingiustamente (Amami) sostiene sia maggiormente realistico il numero di 30-35 mila decessi, corrispondenti al 5,5% di tutti i morti registrati in Italia in un anno. Un dato paragonabile a quelli dei maggiori killer: il tumore del polmone e infarto miocardico acuto (31 mila morti all’anno).
Ma quali sono i reparti più a rischio di denuncia? Secondo il rapporto Pit (Processo integrato di tutela) Salute 2009 del Tribunale dei diritti del malato, sarebbero sette le specialità in cui si rischia di più:

  1. ortopedia (17,5%);
  2. oncologia (13,9%);
  3. ginecologia e ostetricia (7,7%);
  4. chirurgia generale e oculistica (5,4%);
  5. odontoiatrica (5,2%)
  6. emergenza e pronto soccorso (2,8%).

Gli errori sanitari e il ministero della Salute
Il Ministero della Salute tiene d’occhio da tempo il problema degli errori medici e sanitari in genere. Negli ultimi anni sono state adottate diverse misure per cercare quanto meno di arginare il problema. Il Piano Sanitario Nazionale 2006-2008 prevede in particolare un monitoraggio degli strong>“eventi sentinella”. Cosa sono gli “eventi sentinella”? Il ministero stesso li definisce “eventi avversi di particolare gravità, che causano morte o gravi danni al paziente e che determinano una perdita di fiducia dei cittadini nei confronti del Servizio sanitario nazionale”. L’elenco di questi “eventi sentinella” è dunque uno strumento di prevenzione, indispensabile per riuscire ad imparare dagli sbagli e, quindi, adottare tutte le misure per evitare che in futuro l’errore si ripeta.

Ecco la lista completa degli “eventi sentinella”:

  1. procedura in paziente sbagliato;
  2. procedura chirurgica in parte del corpo sbagliata (lato, organo o parte);
  3. errata procedura su paziente corretto;
  4. strumento o altro materiale lasciato all’interno del sito chirurgico che
  5. richiede un successivo intervento o ulteriori procedure:
  6. reazione trasfusionale conseguente a incompatibilità AB0;
  7. morte, coma o grave danno derivati da errori in terapia farmacologica;
  8. suicidio o tentato suicidio di paziente in ospedale;
  9. violenza su paziente;
  10. atti di violenza a danno di operatore;
  11. morte o grave danno conseguente ad un malfunzionamento del sistema di trasporto (intraospedaliero, extraospedaliero) ;
  12. morte o grave danno conseguente a non corretta attribuzione del codice triage nella Centrale operativa 118 e/o all’interno del Pronto Soccorso;
  13. morte o grave danno imprevisti conseguente ad intervento chirurgico;
  14. ogni altro evento avverso che causa morte o grave danno al paziente.

Ma c’è di più. Sulla base delle raccomandazioni “Guidelines for Surgery” (linee guida per la chirurgia), l'Organizzazione mondiale della Sanità ha costruito una “checklist” per la sicurezza in sala operatoria: una lista che contiene 19 punti da osservare in caso di procedure semplici e complesse.

Come ci si difende dall’errore medico
Secondo il rapporto Pit (Processo integrato di tutela) Salute 2009 del Tribunale dei diritti del malato, della totalità delle segnalazioni di errori sanitari (malpractice), solo 28 cittadini su 100 richiedono una specifica consulenza medico legale in vista di una eventuale azione legale. Il 72% dei cittadini desidera principalmente segnalare l'accaduto e ottenere informazioni non necessariamente giudiziarie
Ecco cosa deve fare un cittadino per prevenire eventuali errori medici.

All’accettazione del ricovero:

  1. chiedere senza esitare ai medici informazioni su come si svolgerà la cura o il ricovero;
  2. non tralasciare di riferire al medico tutte le informazioni che servono in fase di ananmesi (le domande che il medico e l’anestesista porgono prima della cura o ricovero);
  3. leggere con attenzione il consenso informato
  4. leggere con attenzione la Carta dei diritti del malato, reperibile in tutte le strutture sanitarie

Alla dimissione dal ricovero:

  1. richiedere sempre la propria cartella clinica, anche in assenza di problemi. Verrà rilasciata nell’arco di circa 30 giorni e dietro pagamento
  2. segnalare all’Urp (Ufficio relazioni con il pubblico) qualunque disservizio abbiate riscontrato.

Che cos’è il consenso informato?
Molti pazienti che sono stati vittime di errori medici, decidono di non sporgere denuncia perché prima di un intervento chirurgico hanno firmato il consenso informato e ritengono di non averne diritto. Ma cos’è il consenso informato?La legge italiana prevede che il paziente possa decidere se vuole essere curato o no per una determinata malattia. Con il consenso informato si autorizzano i medici e gli operatori sanitari a applicare le cure. Ma firmare questo documento non significa che il medico o gli operatori sanitari siano tutelati da qualsiasi danno. Vediamo perché.

  1. firmare il consenso informato con cui si autorizza il medico a procedere non lo solleva da ogni responsabilità;
  2. anche la struttura in cui si verifica l’intervento non è esentata da ogni responsabilità;
  3. il medico o la struttura ospedaliera dove il paziente ha subito un danno, deve risponderne sia civilmente che penalmente;
  4. il consenso informato è valido solo se prima della firma il paziente è stato informato sui rischi, controindicazioni e alternative a quel tipo di intervento.


Spetterebbe poi al medico dimostrare che il malato è stato sufficientemente informato sulle procedure che sarebbero state messe in atto.

Dopo un errore medico, come avere giustizia

Il momento più difficile e delicato, quando l’errore medico è avvenuto, consiste proprio nell’ottenere giustizia del grave torto subito. Tra il dolore, lo smarrimento e la rabbia, spesso non si sa bene come comportarsi. E invece bisognerebbe essere pronti a sapersi muovere, per ottenere un giusto risarcimento del danno. La prima cosa da fare e chiedere spiegazioni su quanto è davvero accaduto: all’operatore, ne caso di intervento chirurgico; al medico che ha seguito la vittima dell’errore, in caso di ricovero. Se preferite, potrete sempre rivolgervi un gradino più in alto, al direttore sanitario della struttura ospedaliera o della clinica privata in questione: lui potrà consultare la cartella clinica del paziente e il medico che l’ha seguito, per fornire tutte le spiegazioni del caso.
Se i chiarimenti non vi sembrano sufficienti, il passo successivo è di richiedere all'amministrazione dell’ospedale o della Clinica copia autenticata della cartella clinica e operatoria (qualora vi sia stato un intervento chirurgico), e anche copia della firma del paziente sul “consenso informato”. Questo è un documento molto importante per la valutazione di quale tipo di trattamento medico o chirurgico il paziente è stato messo a conoscenza e del rischio accettato. Può capitare infatti che, pur contro la legge, il paziente venga tenuto all'oscuro di quanto viene o verrà fatto nei suoi riguardi (per esempio un intervento particolare e rischioso, la somministrazione di farmaci in fase sperimentale o necessari, ma con possibili fenomeni collaterali dannosi, eventuali complicanze…). Il paziente deve essere messo a conoscenza di tutto ciò che sarà fatto per la sua malattia, delle cure, del tipo di intervento operatorio e dei rischi che potrà correre.

 

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Vademecum Mutui

Vademecum Mutui

LA CHIAREZZA DEL CONTRATTO
Spesso i contratti di mutuo sono incomprensibili. Questo in parte è dovuto alla necessità di utilizzare termini tecnici insostituibili; in parte tuttavia il problema potrebbe essere superato con uno sforzo di semplificazione che garantirebbe un rapporto più chiaro tra banche e utenti. E' consigliabile avere in anticipo il testo del contratto e, soprattutto, delle "condizioni generali" proposte dalla banca. Se si incontrano difficoltà nella comprensione e se le risposte date dai funzionari non sono soddisfacenti ci si può rivolgere sia alle associazioni dei consumatori, sia al notaio, che daranno le spiegazioni del caso anche prima della stipulazione del mutuo. La poca chiarezza del contratto può anche essere indizio di scarsa qualità del prodotto, la qual cosa rende consigliabile rivolgersi a un altro istituto di credito.

LA SCELTA TRA MUTUO A TASSO FISSO O VARIABILE
La scelta tra mutuo a tasso fisso o variabile è assolutamente soggettiva. Chi ha una certa propensione al rischio e può permettersi di sopportare alcune rate maggiori dovute ad un maggiore costo del denaro, che si potrebbe tradurre per un periodo più o meno lungo in un maggiore esborso di denaro, dovuto al superamento degli introiti del Conto Energia, può scegliere il tasso variabile che, al contrario, garantisce, nei periodi in cui il costo del denaro è basso, una maggiore redditività. Mentre chi vuole essere al sicuro da tali rischi , ma vuole avere ragionevolmente una redditività complessiva inferiore, può scegliere il tasso fisso.

ATTENTI ALLO SPREAD
Lo spread è una variabile molto importante del finanziamento, si tratta, infatti, del ricarico che ogni banca decide autonomamente di aggiungere al tasso di base, dal quale trae il proprio ricavo. Per intenderci, la banca compra il denaro ad un dato prezzo (tasso di scambio interbancario) e lo rivende a chi lo richiede ricaricato di un margine di guadagno, lo spread appunto. Nelle transazioni fra banche, il denaro ha una propria quotazione, che in Europa viene definita Euribor, ovvero "Euro Interbank Offered Rate". L'Euribor rilevato giornalmente, è il tasso a cui l'istituto bancario può comprare valuta. L'erogazione del denaro come finanziamento al cliente dovrà quindi avvenire ad un tasso un po' più alto per consentire alla banca la compensazione delle spese di gestione, i rischi dell'operazione e, non ultimo, il proprio guadagno. Il mutuo a tasso variabile verrà quindi rimborsato secondo un tasso stabilito dal criterio Euribor + Spread, dove l'Euribor è la componente variabile mentre lo spread quella fissa. Anche nel caso di tassi fissi si parla di spread, poiché rappresenta la quota aggiuntiva applicata all'IRS (Interest Rate Swap), una sorta di paracadute con cui le banche si tutelano in caso di rialzo dei tassi di scambio interbancario. Nei finanziamenti a tasso fisso lo spread servirà per calcolare il tasso solo il giorno della sottoscrizione del mutuo, poiché in seguito non potrà subire alcun cambiamento.

CAP E FLOOR: COSA SONO?
Nella scelta di un mutuo per il fotovoltaico potrebbe succedere di imbattersi in concetti oscuri come quelli di CAP e FLOOR. Il primo, se previsto, riguarda il tetto massimo oltre al quale il mutuo a tasso variabile non può andare, mentre il secondo fissa il limite al di sotto del quale non può scendere. Si tratta di caratteristiche da valutare con attenzione poiché possono influenzare la qualità dell'investimento. E' importante ricordare, inoltre, che i mutui ora si possono estinguere anticipatamente nel momento in cui si ha disponibilità di denaro e si possono trasferire da una banca all'altra, nel caso si trovino condizioni migliori, senza alcuna spesa.

QUALI GARANZIE RICHIEDONO LE BANCHE?
La principale garanzia richiesta dalle banche è la cessione dei crediti futuri derivanti dal riconoscimento del contributo da parte del Gestore del sistema elettrico (Gse). Per fare ciò, molti istituti di credito rendono obbligatoria la canalizzazione dell'incentivo erogato dal Gse su un conto corrente dal quale viene prelevata la rata del mutuo. E' possibile che siano richieste anche garanzie reali o personali aggiuntive, oppure altri vincoli e cautele. Si tratta di garanzie che possono avere un costo e quindi sono da inserire nel computo complessivo.

LA PENALE PER ESTINZIONE ANTICIPATA
E' opportuno individuare nel contratto il costo per l'estinzione anticipata del mutuo. Spesso le banche - ma non tutte - richiedono una percentuale rilevante del capitale residuo (persino superiore al 2%) per accettare che il mutuatario si liberi in anticipo del debito. Ciò può rendere assai gravoso vendere la casa prima di quanto programmato, in particolare nel caso di mutui agevolati o stipulati in base a convenzioni particolari, che non consentono il trasferimento del mutuo al nuovo acquirente.

I TEMPI DI ISTRUTTORIA
Quando ci si è impegnati a comperare una casa entro un dato termine e si deve pagare una penale al venditore per il ritardo, tempi lunghi di istruttoria per la concessione del mutuo possono costare cari. Di regola 60 giorni sono più che sufficienti per ottenere un mutuo ipotecario.

IL TASSO DI MORA PER RITARDATO PAGAMENTO
Anche se chi chiede un mutuo non pensa di venire a trovarsi nelle condizioni di non poter pagare puntualmente le rate, è necessario valutare attentamente anche questa eventualità per evitare che circostanze sfavorevoli e impreviste producano peri-colosi effetti a catena.

LA MODALITA’ DI EROGAZIONE
Poiché l'ipoteca esiste solo dal momento in cui il notaio la iscrive nell'apposito ufficio, e ciò può esser fatto solo dopo la stipula del mutuo, spesso la banca trattiene la somma mutuata sino a quando la pratica sia stata espletata, il che significa dover aspettare due o tre settimane prima di poter disporre del denaro ottenuto in prestito. Nel caso di una compravendita immobiliare il venditore dovrà di conseguenza attendere alcuni giorni per essere pagato.
Bisogna informarsi presso la banca e presso il notaio sui tempi di effettiva disponibilità del denaro. Per evitare questa attesa, alcune banche mettono subito a disposizione la somma mutuata a titolo di prefinanziamento, nel qual caso è opportuno verificare quali siano gli interessi che la banca richiede. In alternativa al prefinanziamento è necessario accordarsi in anticipo con il vendito-re il quale, se vende prima di incassare tutto il prezzo, deve essere opportunamente garantito. E' compito del notaio proporre e spiegare

LA DETRAIBILITA’ FISCALE
La legge prevede la detraibiltà fiscale di una parte degli interessi passivi e relativi oneri accessori pagati per mutui ipotecari stipulati per l'acquisto di immobili e/o per interventi di recupero edilizio. Questa possibilità di abbattimento dell'onere fiscale va dunque esaminata con attenzione, eventualmente con l'aiuto di un esperto, per valutare la sua incidenza sul costo complessivo del mutuo.

LE GARANZIE SUPPLEMENTARI RICHIESTE DALLA BANCA
Nel concedere un mutuo la banca deve valutare non solo il valore della casa offerta in garanzia, ma anche la capacità del debitore di pagare le rate del mutuo. Per questa ragione, talvolta, viene richiesta la fideiussione da parte di un terzo (ad esempio da parte di un genitore per il figlio). Questa prassi bancaria è corretta purché siano determinati i limiti di importo e la durata della fideiussione. E' invece da respingere l'eventuale richiesta della banca (più spesso sono le finanziarie a seguire questa prassi) di una procura a vendere la casa nel caso in cui non vengano pagate le rate del mutuo.

LA RINEGOZIAZIONE
La discesa dei tassi di interesse che si è verificata ultimamente ha reso possibile "cambiare in corsa" le condizioni dei mutui. La rinegoziazione può essere considerata una conquista di uso generale, ma dipende dalla volontà delle parti (banca - mutuatario). La rinegoziazione può essere relativa solo al tasso o alla durata, ovvero comportare la chiusura del vecchio mutuo e l'apertura di uno nuovo con i conseguenti costi, che devono essere attentamente valutati in relazione al vantaggio che deriva dalla diminuzione degli interessi.

LE CLAUSOLE VESSATORIE
Gli abusi talvolta subiti dai consumatori nella stipulazione di un mutuo per l'acquisto di un immobile, quali penali molto onerose in caso di rimborso anticipato, limiti alla facoltà di vendere il bene ipotecato trasferendo il mutuo a terzi, oggi possono essere combattuti anche grazie alla nuova disciplina delle clausole abusive. Proprio le clausole vessatorie-abusive sono state uno degli aspetti più problematici sui quali sono intervenute l'Associazione Bancaria Italiana e le associazioni dei consumatori firmatarie di questo Vademecum, nella ridefinizione del giusto equilibrio di diritti-doveri tra cliente e banca. L'utente deve innanzitutto pretendere che le clausole contrattuali proposte dalla banca siano sempre comprensibili e gli siano comunicate con sufficiente anticipo. Qualora alcuni termini del contratto determino uno squilibrio di diritti e obblighi a carico del consumatore, i medesimi possono essere automaticamente ritenuti inefficaci. Le associazioni a difesa dei consumatori possono citare in giudizio gli istituti di credito che utilizzino condizioni generali di contratto abusive e chiedere al giudice che ne vieti l'uso.

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Sora, usura. Codici: al via i corsi di formazione nelle scuole per educare i giovani al buon uso del denaro

Sora, usura. Codici: al via i corsi di formazione nelle scuole per educare i giovani al buon uso del denaro

Sono partiti questa mattina presso l’Istituto Tecnico per le Attività Sociali (ITAS ) di Sora i corsi di formazione tenuti da CODICI destinati agli studenti per educare e sensibilizzare i giovani al buon uso del denaro. L’iniziativa rientra nel progetto contro l’usura ed il sovra indebitamento avviato in collaborazione con il Comune di Sora grazie al contributo della Regione Lazio. “Non possiamo che essere soddisfatti della riuscita dell’iniziativa – commenta il Segretario Provinciale CODICI Frosinone, Luigi Gabriele – nel corso della mattinata e’ stato proiettato il corto sul fenomeno dell’usura prodotto dal CODICI “Buona notte, San Tino” e sono stati somministrati dei questionari ad un gruppo di 70 studenti atti a capire la percezione che i ragazzi hanno circa i bisogni primari e secondari, l’importanza che danno al denaro e come lo utilizzano. L’attenzione degli studenti, in queste ore di formazione, è stata massima e l’interesse manifestato intorno alla tematica ci lascia ben sperare che le nuove generazioni possano sviluppare, rispetto ai loro genitori, una maggiore consapevolezza, senso critico e capacità di problem solving”.
“Le risposte ai questionari  - continua Gabriele - saranno presto elaborate ma già da una prima analisi è stato possibile evincere che non sempre i ragazzi conoscono la differenza tra bisogni primari e secondari. Per alcuni di loro, ad esempio, il motorino o il telefonino rappresentano un bisogno fondamentale al quale è impossibile rinunciare. Su questo aspetto scuola e genitori dovrebbero iniziare a lavorare”.
I corsi di formazione e la visione del corto proseguiranno nella maggiori scuole di Sora.
“Invitiamo, infine i cittadini in difficoltà o semplicemente coloro che desiderassero chiarimenti – conclude Gabriele – a rivolgersi al CODICI. Venerdì saremo, con i nostri operatori e legali, in Piazza Indipendenza a Sora dalle ore 10.00 alle ore 13.00”.


Sono partiti questa mattina presso l’Istituto Tecnico per le Attività Sociali (ITAS ) di Sora i corsi di formazione tenuti da CODICI destinati agli studenti per educare e sensibilizzare i giovani al buon uso del denaro.

L’iniziativa rientra nel progetto contro l’usura ed il sovra indebitamento avviato in collaborazione con il Comune di Sora grazie al contributo della Regione Lazio.

“Non possiamo che essere soddisfatti della riuscita dell’iniziativa – commenta il Segretario Provinciale CODICI Frosinone, Luigi Gabriele – nel corso della mattinata e’ stato proiettato il corto sul fenomeno dell’usura prodotto dal CODICI “Buona notte, San Tino” e sono stati somministrati dei questionari ad un gruppo di 70 studenti atti a capire la percezione che i ragazzi hanno circa i bisogni primari e secondari, l’importanza che danno al denaro e come lo utilizzano. L’attenzione degli studenti, in queste ore di formazione, è stata massima e l’interesse manifestato intorno alla tematica ci lascia ben sperare che le nuove generazioni possano sviluppare, rispetto ai loro genitori, una maggiore consapevolezza, senso critico e capacità di problem solving”.

“Le risposte ai questionari  - continua Gabriele - saranno presto elaborate ma già da una prima analisi è stato possibile evincere che non sempre i ragazzi conoscono la differenza tra bisogni primari e secondari. Per alcuni di loro, ad esempio, il motorino o il telefonino rappresentano un bisogno fondamentale al quale è impossibile rinunciare. Su questo aspetto scuola e genitori dovrebbero iniziare a lavorare”.

I corsi di formazione e la visione del corto proseguiranno nella maggiori scuole di Sora.

“Invitiamo, infine i cittadini in difficoltà o semplicemente coloro che desiderassero chiarimenti – conclude Gabriele – a rivolgersi al CODICI. Venerdì saremo, con i nostri operatori e legali, in Piazza Indipendenza a Sora dalle ore 10.00 alle ore 13.00”.

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Alimentare, Taranto: sequestrato noto ristorante per irregolarità e carenze igieniche

Alimentare, Taranto: sequestrato noto ristorante per irregolarità e carenze igieniche

La notizia del sequestro del un famoso ristorante sito sul Lungomare di Taranto, da parte della Guardia di Finanza riguarda: irregolarità sulle concessioni e autorizzazioni sanitarie e carenze igieniche.
Ma soprattutto la Gdf ha posto sotto sequestro circa 70 chili di prodotti alimentari per il loro cattivo stato di conservazione e per la scadenza non rispettata. Nessun criterio di tracciabilità per i cibi presenti all’interno del ristorante e che presto sarebbero stati serviti ai consumatori, frequentatori del locale. Nonostante sia complicato per il cliente essere a conoscenza della sicurezza dei prodotti sopratutto all’interno di un ristorante, occorre comunque dare importanti indicazioni ai consumatori che quotidianamente si occupano della cosiddetta “lista della spesa”.
Come deve presentarsi l’etichetta?
Innanzitutto, la denominazione di vendita così come previsto dalle disposizioni che disciplinano il prodotto stesso. Fondamentale è anche l'elenco degli ingredienti che
devono essere riportati in ordine di quantità decrescente e comprende anche gli additivi e le sostanze aromatizzanti. L’etichetta deve presentare, per la tutela del consumatore, anche i seguenti punti:

  • il nome e la sede del produttore o del confezionatore;
  • la sede dello stabilimento di produzione o confezionamento;
  • la data di scadenza;
  • le modalità di conservazione e utilizzazione;
  • le istruzioni per l'uso;
  • il luogo di origine o di provenienza.

''Le truffe in campo alimentare comportano un enorme giro di affari, è quindi necessario prestare molta attenzione alle etichette, soprattutto alla data di scadenza, e soprattutto segnalare sempre eventuali anomalie riscontate, sia sulle date di scadenza che alle condizioni igienico sanitarie dei prodotti alimentari' – commenta Valentina Coppola, Responsabile Settore Agroalimentare di Codici. E continua: “Occorre verificare che le scadenze sulle confezioni di latta (pomodori pelati, tonno, legumi ecc.), siano impresse sopra il coperchio e non sull'etichetta che potrebbe essere rimossa e cambiata, e che la stampa della scadenza sia sempre chiara e leggibile, altrimenti potrebbe essere stata manomessa.”
Pertanto, Codici plaude al lavoro svolto dalla Guardia di Finanza e chiede continui controlli a tutela dei diritti dei consumatori.

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Nasce l'Osservatorio Vittime della Malasanità

Nasce l'Osservatorio Vittime della Malasanità

Codici interviene per difendere i  tuoi diritti.
Racconta la tua storia all'Osservatorio della Malasanità scrivendo al seguente indirizzo email:


osservatoriomalasanita@codici.org

Odiosa voce per la salute pubblica: gli errori in corsia

Dallo scambio dei farmaci agli errori negli interventi chirurgici, con una media di circa 40 denuncie al giorno e oltre 15.000 l’anno (26.000 solo nel 2006)  l’Italia si trova ad affrontare uno dei più grandi problemi della sanità, considerando che ben oltre il 70 % di questi episodi potrebbero essere evitati con una adeguata attenzione e corretta organizzazione dei servizi.

Il cittadino paga già questa disastrosa situazione  sulla propria pelle e con le tasse che finanziano il DISServizio Sanitario Nazionale, ora ci vogliono togliere anche la dignità.

I nostri politici ed amministratori, non contenti di essere responsabili di questa disastrosa situazione e non paghi di questa assoluta vergogna, inchinandosi al potere delle lobbies, hanno pensato di risolvere il problema alla radice: con diversi atti e proposte di legge parlamentari , in maniera assolutamente bipartisan, si stà pensando semplicemente di cancellare la responsabilità dei sanitari e tutto nell’assoluto silenziosa vergogna . E ne hanno ben ragione perché c’è solo da vergognarsi a proporre cose simili .

Attualmente in Commissione Sanità al Senato ci sono queste proposte di legge:

dalla proposta dei senatori Marino, Bassoli;Bianchi, Bosone, Chiaromonte, Cosentino, Di Girolamo Gustavino e Poretti (PD)

Art. 2 La responsabilità civile per danni causate dal personale sanitario medico e non medico, è sempre a carico della struttura stessa.

Art. 3. La struttura sanitaria puo` avviare azione disciplinare contro i dipendenti responsabili del danno qualora il fatto sia stato commesso con dolo o colpa grave. Solo in caso di dolo può essere avviata azione di rivalsa nei confronti dei sanitari responsabili.

Dalla proposta del senatore Tomassini  ( PDL) Art. 1 – La responsabilità civile per danni a persone causate dal personale sanitario medico e non medico, occorsi in una struttura ospedaliera pubblica o privata è sempre a carico della struttura stessa.

Dalla proposta del senatore Gasparri (PDL) Art. 2 – Le aziende ospedaliere e universitarie , le aziende sanitarie locali , (ecc ) sono responsabili dei danni arrecati ai pazienti, o da questi comunque subiti nel corso dell’erogazione dei servizi sanitari, a meno che non dimostrino di aver adottato tutte le misure idonee ad evitarli. Avete capito bene! medici ed infermieri non risponderanno più dei danni che causano ai pazienti in conseguenza di imprudenza, imperizia e negligenza, neanche dal punto di vista disciplinare.

Queste proposte di legge vogliono escludere la responsabilità anche per colpa grave. INDIGNIAMOCI ! Invitiamo tutti i cittadini ad inviare questa comunicazione al Presidente della Commissione Sanità del Senato, ai Senatori, al Ministro della Sanità. Non sottovalutate la cosa, perché vogliono farla veramente una simile offensiva legge.


SANITA’: OGGI IN SENATO LA PROPOSTA DI LEGGE CHE CANCELLA LA RESPONSABILITÀ PROFESSIONALE DEL PERSONALE SANITARIO ANCHE PER COLPA GRAVE

CODICI: IL SERVIZIO SANITARIO E’ ALLA DERIVA: DAI SENATORI CHIAMATI AD ESPRIMERSI NESSUNO SCATTO DI INDIGNAZIONE


INDIGNAMOCI!

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Sportello al Cittadino per le tue segnalazioni

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La tutela dei diritti dei cittadini e degli utenti consumatori è la nostra mission. Ogni giorno uno staff di giovani competenti lavora per difendervi al di fuori di ogni schema sindacale e di partito. Cerchiamo volontari disposti a gestire  le nostre delegazioni locali sul territorio. Se hai  un profondo senso civico e della giustizia, se appartieni ad un comitato di cittadini impegnato nella tutela del tuo territorio e credi che l’attuale sistema politico e sociale non ti rappresenti,  scrivi una e–mail  a coppola@codici.org  spiegando le tue motivazioni e le tue aspirazioni insieme ad un curriculum vitae.

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