Estate amara per i padri separati, servono diritti

15 Giugno 2026

Ogni anno, con l’avvicinarsi dell’estate, migliaia di padri separati si trovano ad affrontare uno dei momenti più dolorosi della loro condizione: la gestione delle vacanze con i figli.

Padri separati, l’estate e i conflitti sulla gestione dei figli

Un periodo delicato, su cui l’associazione Codici richiama l’attenzione delle istituzioni, alla luce dell’attività di assistenza per i padri separati che porta avanti da anni. “Quello che per molte famiglie è un periodo di gioia e spensieratezza, per i padri separati si trasforma troppo spesso in un campo minato – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici –. Parliamo di accordi disattesi, tensioni estenuanti e, nei casi più gravi, di un vuoto affettivo imposto da dinamiche che il sistema fatica ancora ad affrontare con la dovuta serietà”.

Un sistema squilibrato

“Le settimane estive amplificano le fragilità di un sistema ancora squilibrato – continua Giacomelli –. I mesi di luglio e agosto, con la sospensione della routine scolastica, l’allentamento dei ritmi quotidiani e la necessità di pianificare vacanze, soggiorni e attività, diventano terreno fertile per incomprensioni e scontri tra genitori separati. A farne le spese, in primo luogo, sono i figli. Ma a pagare un prezzo altissimo, spesso invisibile, sono i padri. Cancellazioni unilaterali delle vacanze concordate, ostacoli nelle comunicazioni con i figli, spostamenti dei termini senza preavviso: situazioni che non solo ledono i diritti del padre, ma privano i bambini di un rapporto equilibrato con entrambi i genitori”.

Bigenitorialità tra teoria e realtà

“La legge italiana ha compiuto passi avanti sul tema della bigenitorialità – osserva il Segretario Nazionale di Codici –, ma la distanza tra la norma scritta e la sua applicazione concreta rimane enorme. I tribunali sono intasati, i tempi di risposta spesso biblici, e i padri che si vedono negare il diritto di stare con i propri figli si ritrovano soli davanti a una burocrazia lenta e poco attrezzata per gestire l’urgenza emotiva di queste situazioni. Il padre separato è ancora, troppo spesso, una figura di serie B nel racconto collettivo della famiglia post-separazione. È l’assente per eccellenza, il genitore di riserva, quello che ‘viene ogni due weekend’. Eppure, dietro quella figura stereotipata ci sono uomini che soffrono, che lottano, che desiderano con tutta la loro forza essere presenti nella vita dei propri figli e non riescono a esserlo per ostacoli che nulla hanno a che fare con la loro volontà”.

Padri separati, basta silenzi: servono diritti

“Riteniamo che debba esserci un cambio di passo, e di registro, da parte delle istituzioni e anche dei giudici – conclude Giacomelli –. Ad esempio, servono risposte con tempi certi e rapidi per quanto riguarda le controversie relative all’affidamento durante i periodi di vacanza. Quest’estate, come ogni estate, migliaia di bambini italiani rischiano di trascorrere settimane lontani dal proprio padre non per una scelta condivisa, ma per l’incapacità del sistema di garantire i loro diritti e quelli di chi li ama. Non possiamo accettare che l’amore di un padre per i propri figli venga ridotto a un diritto di carta”.

La campagna “Voglio papà”

L’associazione Codici è impegnata da anni nell’assistenza ai padri separati attraverso la campagna “Voglio papà”. È possibile segnalare il proprio caso e richiedere supporto attraverso i canali di contatto riportati in fondo alla pagina oppure compilando il form di seguito.

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