L’ennesimo caso drammatico che dimostra il fallimento del sistema giudiziario italiano nella tutela dei diritti genitoriali e, soprattutto, del superiore interesse del minore.
La denuncia del papà
Questo il giudizio dell’associazione Codici in merito alla vicenda del padre di Cervinara (Avellino), che ha denunciato una serie di limitazioni che stanno mettendo a rischio i rapporti con la figlia. In fase di separazione, l’uomo ha raccontato alla stampa di potere vedere la bambina di 2 anni soltanto un’ora alla settimana.
Un’ora solo alla settimana con la figlia
“La storia riferita dal papà propone quello che, purtroppo, potremmo definire un caso ormai classico – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici –. C’è una coppia in fase di separazione e ci sono contrasti tra i genitori. Nello specifico, la madre starebbe ostacolando le richieste del papà di vedere la figlia, anche con incontri supervisionati, mentre le autorità competenti a distanza di mesi non avrebbero ancora fornito un parere sulla situazione. Con il passare del tempo il padre starebbe diventando sempre più marginale nella vita della figlia”.
Il miraggio dell’affido condiviso
“Non entriamo nel merito della vicenda – prosegue Giacomelli –, ma abbiamo voluto riprenderla perché, come detto, ripropone temi su cui ci battiamo da tempo, criticità che con il passare degli anni stanno diventando sempre più diffuse e gravi. Il principio dell’affido condiviso dovrebbe garantire la bigenitorialità e il diritto di ogni bambino a mantenere un rapporto significativo con entrambi i genitori. La realtà, però, è ben diversa: tempi processuali biblici, ostacoli burocratici, servizi sociali sovraccarichi e provvedimenti giudiziari che rimangono lettera morta o che sono a senso unico a favore della madre trasformano padri innocenti in ‘visitatori’ dei propri figli”.
I papà-bancomat
“Lentamente e inesorabilmente il papà diventa un estraneo – aggiunge il Segretario Nazionale di Codici –, gli vengono negati compleanni e feste, viene ridotto ad un bancomat, è tenuto in considerazione solo quando si parla dell’assegno di mantenimento. Migliaia di padri in Italia vivono situazioni analoghe a quella raccontata dal papà di Cervinara. Padri che amano i propri figli, che vogliono essere presenti nella loro crescita, che non hanno commesso alcun reato, ma che vengono sistematicamente emarginati dal sistema”.
La campagna per il sostegno ai padri separati
“Come associazione impegnata nella tutela dei diritti dei padri separati – conclude Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici –, torniamo a lanciare un appello alle istituzioni: l’affido condiviso non può rimanere un principio teorico. Servono riforme strutturali che garantiscano tempi certi, tutele effettive e sanzioni per chi viola i diritti dei minori impedendo il rapporto con un genitore”.
L’associazione Codici è impegnata da anni in un’attività di assistenza dedicata ai padri separati in difficoltà attraverso la campagna “Voglio papà”. È possibile segnalare il proprio caso e richiedere aiuto.