L’associazione Codici esprime profonda preoccupazione per la vicenda della bambina di 6 anni vittima di gravi maltrattamenti da parte della madre, ora indagata dalla Procura di Rimini.
A Rimini una bambina di 6 anni è stata allontanata dalla madre
Il caso, che ha portato all’allontanamento della minore e all’affidamento al padre, solleva interrogativi urgenti sulla tempestività degli interventi di protezione dei minori.
L’intervento di Polizia e Servizi Sociali
“Due elementi emergono con drammatica evidenza dalla ricostruzione dei fatti – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici –. Nel 2017, ben 9 anni fa, in seguito a un intervento della Polizia presso l’abitazione della donna, erano già stati attivati i Servizi Sociali. Emerge quindi un primo, fondamentale segnale di una situazione familiare problematica che avrebbe dovuto essere monitorata con maggiore attenzione nel corso degli anni successivi”.
La denuncia del papà
“Lo scorso novembre – prosegue Giacomelli – il padre della bambina aveva presentato un esposto-denuncia a carico dell’ex compagna, segnalando che la relazione era stata fin dall’inizio problematica. Anche questo appello, evidentemente, non ha ricevuto la necessaria considerazione. La cronologia dei fatti dimostra come esistessero elementi concreti per intervenire tempestivamente a tutela della minore, prima che la situazione degenerasse”.
I maltrattamenti e le sofferenze
“Le testimonianze raccolte – afferma il Segretario Nazionale di Codici – descrivono una bambina costretta a subire docce fredde come punizione, lasciata nuda fuori casa insieme al fratellino di 7 anni, impossibilitata a rientrare mentre la madre si recava al bar, obbligata ad andare a scuola con il grembiule sporco di escrementi. Riteniamo inaccettabile che segnalazioni documentate e interventi già attivati nel 2017 non abbiano prodotto un monitoraggio efficace della situazione. Il sistema di protezione dei minori mostra ancora una volta lacune che si traducono in sofferenze evitabili per bambini innocenti. Esprimiamo vicinanza al padre della bambina, che nonostante le sue segnalazioni non ha ricevuto tempestivo ascolto, e soprattutto alla piccola vittima, che ora potrà finalmente vivere in un ambiente sicuro e protetto”.
La voce (inascoltata) dei padri separati
“I padri separati che si trovano a fronteggiare situazioni analoghe – conclude il Segretario Nazionale di Codici – spesso devono affrontare un percorso irto di difficoltà per far valere i diritti dei propri figli. Questo caso dimostra quanto sia fondamentale dare ascolto e credibilità alle segnalazioni provenienti da entrambi i genitori, senza pregiudizi di sorta. La tutela dei minori deve essere la priorità assoluta del sistema giudiziario e dei servizi sociali. Non possiamo permettere che bambini continuino a soffrire mentre i segnali di pericolo vengono sottovalutati o ignorati”.
La campagna “Voglio Papà”
Codici è impegnata da anni in un’attività di assistenza dedicata ai padri separati in difficoltà attraverso la campagna “Voglio papà”. Un’iniziativa con cui l’associazione vuole dare voce ai papà, che possono segnalare il proprio caso e richiedere aiuto per far valere i propri diritti e tutelare i figli, per una vera bigenitorialità.