Codici sostiene la Global Sumud Flotilla

1 Ottobre 2025

La Global Sumud Flotilla (GSF) è la più grande missione marittima civile organizzata per rompere l’assedio illegale di Israele su Gaza.

Nella zona a rischio

La Global Sumud Flotilla è entrata nella zona a rischio. Sale la tensione, mentre alla Camera Maria Elena Delia, la portavoce della delegazione italiana della Gsf, ha tenuto una conferenza stampa per un aggiornamento della situazione.

“Ci uniamo agli appelli delle ultime ore – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – affinché Israele garantisca la sicurezza della Flotilla e, al tempo stesso, le istituzioni, in primis l’Italia, siano responsabili. Parliamo di una missione umanitaria, non di una minaccia da sventare o di un pericolo da contrastare. Negli ultimi giorni e nelle ultime ore si sono registrati una serie di episodi sconcertanti. Ci auguriamo che le autorità israeliane si comportino in modo da garantire la sicurezza e l’incolumità dei membri degli equipaggi”.

Tornando alla conferenza stampa, queste le dichiarazioni di Delia riportate da RaiNews: “E’ stata una sensazione di abbandono (la risposta a una domanda sul messaggio agli attivisti arrivato dalla fregata Alpino ndr). Non abbiamo mai pensato, e non lo avremmo neanche voluto, che fosse lì per ingaggiare scambi di tipo bellico però una nave da soccorso ci avrebbe fatto piacere. Vedere una nave della Marina italiana che a 150 miglia che, sono ancora acque internazionali, non è zona di guerra, dirci ‘tornate indietro o vi lasciamo da soli’, non è stato un bel sentire. Non ha fatto crescere la fiducia verso chi ci dovrebbe tutelare”.

Attacco alla Flotilla

Nuovi attacchi nella notte tra il 23 ed il 24 settembre alla Global Sumud Flotilla al largo di Creta. “Sono state colpite le imbarcazioni di Italia, Inghilterra e Polonia. È stato come un attacco ai tre Paesi. È un episodio molto grave, che crea un precedente. Ci auguriamo che la politica intervenga”. A dirlo Maria Elena Delia, portavoce per l’Italia della Global Sumud Flotilla (fonte Ansa). Come riportato dall’agenzia di stamapa, sarebbero almeno una decina gli attacchi con droni, bombe sonore, spray urticanti e materiale non identificato. Non ci sarebbero persone ferite.

“Un altro attacco gravissimo ai danni di una missione umanitaria – afferma Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici -, un’iniziativa internazionale che vuole portare aiuti ad una popolazione stremata. Quanto accaduto nella notte è un atto criminale e ci uniamo al coro di condanne. Ci auguriamo che anche le istituzioni prendano una posizione forte e netta. Fortunatamente non ci sono vittime, ma questo episodio, avvenuto in acque internazionali, dimostra che chi organizza e attua questi attentati non ha alcuno scrupolo. Un messaggio di solidarietà alla GSF, che con coraggio e tenacia continua la sua missione”.

Droni in azione al largo di Sidi Bou Said

Nuovo attacco ai danni della Global Sumud Flotilla. Per il secondo giorno consecutivo, nella notte del 10 settembre, un’imbarcazione della flottiglia umanitaria diretta a Gaza è stata colpita al largo di Sidi Bou Said presumibilmente da un drone. Incendio a bordo, nessun ferito tra i membri dell’equipaggio. (fonte Fanpage, qui il video dell’attacco)

“Un altro episodio gravissimo – afferma Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – e che preoccupa fortemente. C’è il timore che sia un escalation. Un tentativo violento per fermare una missione che, ribadiamo, è umanitaria”.

Il video dell’attacco sulla Flotilla

L’organizzazione Global Sumud Flotilla ha pubblicato filmati delle telecamere di sicurezza a bordo della nave “Family”, che “confermano l’attacco di un drone” nella notte del 9 settembre contro una delle imbarcazioni dirette a Gaza. Nei video messi on line su X si vede una persona a bordo dell’imbarcazione che all’improvviso guarda in alto spaventata, prima di un rumore sordo e di una fiammata; poi il panico sulla nave, con un’altra persona che grida “incendio, incendio” e la prima che dice “siamo stati colpiti”. Gli organizzatori della spedizione diretta a Gaza hanno dichiarato che tutti i passeggeri e l’equipaggio sono al sicuro. La barca ospita fra gli altri Greta Thunberg, Yasemin Acar e Thiago Avila. (fonte Corriere della Sera). Qui il video trasmesso dal Tg La7.

“La nostra missione umanitaria non si fermerà e non sarà influenzata da alcuna minaccia. La Tunisia è un paese sovrano e rifiutiamo qualsiasi assalto al suo territorio. I nostri occhi sono puntati a Gaza”. Lo ha detto l’attivista Thiago Avila a proposito di quello che ha denunciato come un attacco a una nave della Flotilla per Gaza, rilanciato sui canali ufficiale della Global Sumud Flotilla, parlando davanti ad una folla di sostenitori radunatasi al porto turistico di Sidi Bou Said da dove domani partirà il convoglio navale per tentare di rompere l’assedio a Gaza, così come dichiarato dagli organizzatori. (fonte RaiNews)

“Esprimiamo piena solidarietà alla Global Sumud Flotilla – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici -. Quanto avvenuto nella notte è gravissimo. Ci uniamo alle richieste di una reazione immedata da parte delle diplomazie internazionali. Stiamo parlando di una missione umanitaria, è doveroso garantire la sicurezza di chi si trova a biordo”.

Un corridoio umanitario via mare

Coordinata da attivisti di base, marinai, medici, artisti e attivisti solidali provenienti da oltre 40 paesi, la flottiglia è una missione umanitaria non violenta in risposta al genocidio e all’assedio in corso contro il popolo palestinese. Imbarcazioni di tutte le dimensioni salperanno dai porti di tutto il mondo, convergendo verso Gaza per aprire un corridoio umanitario via mare. La flottiglia riunisce partecipanti e organizzatori della Marcia Globale verso Gaza, del Convoglio Sumud, di Sumud Nusantara e della Coalizione della Freedom Flotilla*, basandosi su decenni di resistenza palestinese e solidarietà internazionale per cambiare la narrazione globale e contrastare la complicità internazionale. Indipendente da qualsiasi governo o partito politico, la GSF è guidata dall’impegno per la giustizia, la dignità e la sacralità della vita umana.

Chi partecipa alla missione

La missione umanitaria, che punta a consegnare aiuti alla popolazione palestinese rompendo il blocco israeliano sulla Striscia, è composta da decine di imbarcazioni con a bordo operatori e volontari provenienti da 44 Paesi.

Codici al fianco della Global Sumud Flotilla

Impegnata da oltre 30 anni nella difesa dei diritti del cittadino, l’associazione Codici ha deciso di sostenere pubblicamente l’iniziativa della Global Sumud Flotilla. “La situazione umanitaria a Gaza è drammatica – afferma Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici –. Iniziative come questa rappresentano un tentativo concreto di portare aiuto e di rompere il silenzio complice della comunità internazionale. Il diritto all’assistenza umanitaria è sancito dal diritto internazionale, ma viene sistematicamente ostacolato da logiche geopolitiche e da un immobilismo istituzionale inaccettabile. È proprio in questi vuoti di responsabilità che la società civile deve intervenire. Le autorità israeliane considerano tali missioni problematiche per la sicurezza, ma auspichiamo che la Global Sumud Flotilla possa completare la sua missione senza subire attacchi o impedimenti. Il nostro sostegno è un atto dovuto: non possiamo restare in silenzio mentre la dignità di un intero popolo viene calpestata sotto gli occhi del mondo”.

Come seguire in tempo reale la missione

La Global Sumud Flotilla ha deciso di documentare il viaggio attraverso un sistema di tracciamento avanzato, che consente di monitorare in tempo reale sulla mappa gli spostamenti della flottiglia. Realizzato in collaborazione con Forensic Architecture, lo strumento “svolge un ruolo cruciale nel garantire la sicurezza delle persone a bordo, mantenere la trasparenza sulla posizione della nave e ritenere i potenziali aggressori responsabili delle loro azioni”, hanno sottolineato gli attivisti. Qui il sistema di tracciamento avanzato: https://freedomflotilla.org/ffc-tracker/

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Telefono 06.55.71.996

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