Nuove regole per proteggere i consumatori dal greenwashing

23 Settembre 2026

Da domenica 27 settembre 2026 diventano pienamente applicabili in Italia le nuove regole contro il greenwashing. Parliamo di pubblicità e etichette che presentano un prodotto come ecologico o sostenibile senza che questo corrisponda al vero.

Greenwashing, nuove regole dal 27 settembre 2026

Una novità rilevante, su cui l’associazione Codici richiama l’attenzione. In particolare si evidenzia lo stop a claim ambientali vaghi o non verificabili. Le aziende saranno ora chiamate a dimostrare con prove concrete ogni promessa di sostenibilità.

La direttiva EmpCO

“Le nuove norme derivano dal Decreto legislativo 20 febbraio 2026, n. 30 – spiega Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici –, che ha recepito nel nostro ordinamento la Direttiva europea 2024/825. Quest’ultima è conosciuta anche come direttiva EmpCo, ovvero Empowering Consumers for the Green Transition. Il decreto è già in vigore dal 24 marzo scorso, ma alle imprese è stato concesso un periodo transitorio di 6 mesi per adeguarsi. Da fine settembre, quindi, le regole si applicano a tutti gli effetti”.

Cosa cambia

Il decreto modifica il Codice del Consumo e introduce paletti più stringenti su come le aziende possono comunicare la sostenibilità dei propri prodotti e servizi.

Basta claim generici e non provati

Espressioni come “eco-friendly”, “amico dell’ambiente” o “a impatto zero” non potranno più essere usate liberamente: ogni affermazione ambientale dovrà essere sostenuta da elementi verificabili e riconoscibili dal consumatore.

Etichette di sostenibilità sotto controllo

I marchi e i loghi “verdi” potranno essere utilizzati solo se basati su sistemi di certificazione riconosciuti o istituiti da autorità pubbliche, e non più creati liberamente dalle aziende stesse.

Attenzione alla durata dei prodotti

Vengono contrastate anche le pratiche legate all’obsolescenza programmata, cioè la scelta di progettare beni con una vita utile limitata, e le informazioni ingannevoli sulla durabilità e riparabilità dei prodotti.

Più trasparenza prima dell’acquisto

Sono rafforzati gli obblighi informativi che le imprese devono rispettare prima che il consumatore concluda un contratto, anche negli acquisti online e fuori dai negozi.

Sanzioni più severe

Le pratiche ingannevoli in materia ambientale sono ora inserite in un elenco preciso di comportamenti vietati, con conseguenze sanzionatorie certe per le imprese che non rispettano le regole.

“Accogliamo con grande favore l’entrata in applicazione di queste nuove regole – afferma Giacomelli –, che rappresentano un passo fondamentale per restituire ai consumatori fiducia nelle scelte di acquisto sostenibili. Per troppo tempo il mercato è stato invaso da messaggi ambientali vaghi, ambigui o addirittura falsi, che hanno confuso i cittadini e penalizzato le imprese che invece investono seriamente nella sostenibilità”.

Dimostrare il “verde”

“Chi dichiara che un prodotto è ‘verde’ ora dovrà dimostrarlo con fatti concreti e certificazioni verificabili, non con semplici slogan pubblicitari – sottolinea il Segretario Nazionale di Codici –. Continueremo a vigilare affinché queste norme siano applicate con rigore. La lotta al greenwashing non è solo una battaglia di trasparenza commerciale: è una battaglia di credibilità per l’intera transizione ecologica”.

Contro il greenwashing, per i consumatori

“Solo etichette e certificazioni affidabili, controllabili e riconosciute possono permettere ai consumatori di orientare i propri consumi verso scelte realmente sostenibili – conclude Giacomelli –, premiando le aziende oneste e scoraggiando chi specula sulla sensibilità ambientale delle persone”.

Codici invita i consumatori a segnalare eventuali messaggi pubblicitari sospetti o non chiari. È possibile rivolgersi all’associazione attraverso i canali di contatto riportati in fondo alla pagina oppure compilando il form di seguito.

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