Tre proposte per rendere il Fondo prevenzione Mef ancora più incisivo

16 Giugno 2026

Dalla giornata di ieri, 15 giugno 2026, è operativa la riforma del Fondo MEF per la prevenzione del fenomeno dell’usura. Dall’associazione Codici arriva un commento positivo, accompagnato da tre proposte al Governo per rendere ancora più efficace l’aiuto per famiglie e PMI a rischio.

Fondo prevenzione Mef, una riforma necessaria

“Accogliamo con favore il fatto che il Governo ha voluto mettere mano a una riforma del Fondo sulla prevenzione dell’usura – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici –. Sicuramente è una riforma che si attendeva da tempo. Parliamo, infatti, di uno strumento importante che è nato però con la legge 108 del 1996, per quei tempi molto importante ma che necessitava di un adeguamento alle nuove esigenze. Il fenomeno dell’usura, infatti, è cambiato molto. Per certi versi è diventato ancora più pericoloso, perché non riguarda più imprenditori e piccoli commercianti, ma anche le famiglie. Pensare a strumenti in grado di aiutare chi si trova in una temporanea difficoltà economica evitando che ricorra al credito illegale è fondamentale, ma riteniamo necessario fare qualche passo avanti in più”.

Tempi certi per l’istruttoria delle richieste

Sono tre, nello specifico, le proposte che l’associazione rivolge al Governo. “Prima di tutto – afferma Manfredi Zammataro, Componente della Segreteria Nazionale di Codici – è importante dare tempi certi per l’istruttoria delle richieste. Vigileremo su questo perché nella nostra esperienza ci siamo resi conto che spesso i tempi dell’erogazione delle risorse sono lunghi, c’è una grande parte di burocrazia che frequentemente allunga i tempi con richieste e integrazioni di documenti”.

Educazione e prevenzione

“Un’altra richiesta che facciamo al Governo – prosegue Zammataro – è rafforzare l’educazione finanziaria delle famiglie per quanto riguarda il sovraindebitamento, che è l’anticamera dell’usura. Bisogna puntare sulla formazione per prevenire, sull’alfabetizzazione finanziaria, spiegando rischi e strumenti per evitare di finire in una condizione molto delicata”.

Ampliare il Fondo al sovraindebitamento

“Infine, una questione a cui teniamo molto – conclude Zammataro –. A nostro avviso è necessario consentire l’utilizzo delle risorse del Fondo anche per le procedure da sovraindebitamento. Al riguardo la legge è senz’altro molto utile, perché aiuta le famiglie a non finire nelle mani degli strozzini. Il problema è che spesso chi si trova in una condizione di sovraindebitamento non ha la possibilità di accedere alle procedure di aiuto previste, perché i costi non sono sostenibili. Ampliare l’accesso al Fondo anche a chi è in sovraindebitamento sarebbe molto prezioso”.

I numeri del Fondo

Dalla sua istituzione il Fondo ha consentito l’accesso al credito per oltre 2 miliardi di euro a famiglie e piccole e medie imprese in temporanea difficoltà, contribuendo a prevenire il ricorso a circuiti illegali. A trent’anni dalla sua introduzione (art. 15 della Legge n. 108/1996), si è reso necessario un aggiornamento per adeguarlo al nuovo contesto. Con il Decreto Ministeriale del 27 febbraio 2026, attuativo della Legge di Bilancio 2025, il Fondo viene quindi rafforzato e aggiornato, introducendo diverse novità.

Monitoraggio dell’utilizzo delle risorse

In primo luogo, la riforma consente un monitoraggio più puntuale dell’utilizzo delle risorse, anche grazie a un rinnovato sistema informativo. Viene inoltre valorizzata l’attività di Confidi, Fondazioni e Associazioni che dimostrano nel tempo una maggiore capacità di utilizzare efficacemente i fondi a favore di famiglie e PMI.  La nuova disciplina, coordinata con il Fondo di garanzia per le PMI, semplifica e rende più chiare le regole operative, ora raccolte in apposite Disposizioni operative disponibili sul sito del Dipartimento del Tesoro (opens in a new tab).

Nuove operazioni

La riforma amplia inoltre l’ambito di intervento del Fondo includendo nuove operazioni, come il microcredito, aprendo a nuovi soggetti finanziatori (intermediari finanziari e operatori di microcredito) oltre alle banche, estendendo tipologie e durata dei finanziamenti, aumentando la possibilità di finanziamenti diretti (fino a 40.000 euro) da parte dei Confidi e introducendo costi calmierati (0,50% dell’importo) per l’accesso delle PMI alle garanzie e ai finanziamenti diretti dei Confidi.

Usura e sovraindebitamento, come richiedere aiuto

Da anni Codici fornisce assistenza e supporto alle vittime di usura e a chi si trova in una condizione di sovraindebitamento. È rivolgersi all’associazione attraverso i canali di contatto riportati in fondo alla pagina oppure compilando il form di seguito.

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