Un bonifico che sembrava legittimo. Un’identità contraffatta con grande abilità. Un cliente truffato nonostante tutta la sua prudenza. E una banca che, anziché rimborsarlo, gli aveva voltato le spalle.
Truffe bancarie, la decisione dell’Arbitro
È questa la storia al centro della decisione con cui il Collegio di Milano dell’Arbitro Bancario Finanziario ha indicato a Ing Bank di restituire circa 12mila euro a un correntista di Trento, vittima di una sofisticata frode basata sullo spoofing che aveva fruttato ai malviventi un bottino da circa 16mila euro.
La tecnica dello spoofing
Parliamo della tecnica con cui i cybercriminali falsificano numeri di telefono, indirizzi e-mail e persino i canali di comunicazione ufficiali della banca, facendo apparire le loro istruzioni come messaggi autentici dell’istituto. Della vicenda si è occupata l’associazione Codici, che ha ottenuto una preziosa vittoria all’Abf.
La richiesta alla banca e il rifiuto dell’istituto
“Il consumatore, convinto di essere in contatto con la propria banca, ha seguito le istruzioni ricevute – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici –. Solo dopo ha scoperto di essere stato ingannato. A quel punto ha subito contestato le operazioni e chiesto il rimborso. La banca, però, ha respinto la richiesta, scaricando sul cliente la responsabilità dell’accaduto.
La decsione dell’Abf
Abbiamo portato la controversia davanti all’Abf e l’esito è stato netto. L’Arbitro ha riconosciuto che la truffa è stata particolarmente insidiosa, che il consumatore non ha commesso colpa grave e, di conseguenza, ha indicato alla banca di restituire quanto sottratto”.
Responsabilità e doveri nelle truffe bancarie
Si tratta di un nuovo successo di Codici nel campo delle truffe bancarie ed anche della dimostrazione che la responsabilità di queste frodi, sempre più sofisticate, non può ricadere sulle spalle dei consumatori. “Non si può attribuire automaticamente la colpa al cliente solo perché i truffatori sono riusciti a sfruttare i canali di comunicazione della banca – afferma Giacomelli –. Le tecniche dei criminali informatici sono sempre più sofisticate e inducono in errore anche utenti particolarmente attenti. Questa decisione si inserisce in un orientamento dell’Abf ormai consolidato: l’onere di dimostrare l’eventuale colpa grave del cliente spetta alla banca, non al consumatore. Un principio tutt’altro che scontato nella pratica, ma che, con il supporto giusto, può fare la differenza tra perdere tutto e riavere ciò che spetta”.
Truffe bancarie, come richiedere assistenza
Codici assiste i consumatori vittime di truffe bancarie nelle procedure di contestazione e nel recupero delle somme sottratte. Per informazioni è possibile utilizzare i canali di contatto riportati in fondo alla pagina oppure compilare il form di seguito.