Si considerano reati ambientali l’insieme delle azioni volte a danneggiare l’ambiente che viola le vigenti normative nazionali ed europee.
La normativa
La normativa italiana prevede la confisca dei beni danneggiati finalizzata alla bonifica ambientale.
Quali sono i reati ambientali
Incendio, inquinamento, abbandono e traffico di materiali ad alto tasso di radioattività, disastro: questi sono i principali reati ambientali riconosciuti dalla legge. Ognuno di essi può avere delle aggravanti, ad esempio se compiuto in aree protette.
I nuovi
Elencati nell’articolo 25-undecies, i nuovi reati ambientali sono: reato di associazione a delinquere con l’aggravante ambientale, di traffico e abbandono di materiale radioattivo, di inquinamento e disastro ambientale.
Come denunciare
Chi è testimone di un reato ambientale ha l’obbligo civico di segnalarlo alle forze dell’ordine tramite un esposto, anche in forma anonima. È bene fornire una ricostruzione chiara, esaustiva e dettagliata in modo da favorire le indagini dell’autorità giudiziaria. È consigliato inserire nella documentazione anche foto o video, qualora il cittadino ne fosse in possesso. Non sono previste scadenze entro cui denunciare.
A chi denunciare
Ci si può rivolgere alle autorità presenti nel territorio, in particolare: Vigili Urbani, Carabinieri, Guardie forestali. È possibile, inoltre, denunciare l’accaduto recandosi presso gli uffici del Comune.
La confisca
Una delle pene previste per i reati ambientali è la confisca obbligatoria, ad esempio nei casi di inquinamento. I beni sequestrati devono essere sottoposti a bonifica. Se il colpevole del reato si occupa del ripristino e alla messa in sicurezza dei luoghi, allora non è prevista la confisca.
La legge 231
Il d. lgs. 231/2001 dell’ordinamento italiano riguarda la responsabilità amministrativa degli enti in situazioni di reato. Per quanto concerne il diritto ambientale, ha stabilito l’introduzione dell’art. 25-undecies che allunga l’elenco dei casi di reati ambientali.